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Eremi
Eremo di Santa Maria Maddalena

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Chiesa rupestre, dipendeva da Sant'Angelo in Volturino, più volte menzionata nei documenti della seconda metà del XIII sec. Eremo ampio, l'ingresso misura una ventina di metri, internamente rastrema fino a chiudersi in una ripida grotta. La grotta retrostante era chiusa da una cappella, ora semi distrutta, ne rimangono solo i muri portanti laterali e parte del muro posteriore.  La cappella era affrescata e ancora si notato gli strati di calce utilizzata per gli affreschi, ma non più i disegni. All'ingresso della chiesa/eremo, è rimasto il basamento di un muro ad angolo retto che copriva e chiudeva tutto l'ambiente, in più è stata aperta una sottospecie di cripta o forse semplicemente una tomba dinanzi all'ingresso dell'eremo. I paramenti murari sono ben realizzati, pietre squadrate e ben incastonate tra loro, chiaramente il tempo e le intemperie (e l'uomo) l'hanno quasi demoliti interamente. L'eremo è sito a 1065 m, in una collocazione ambientale magnifica, lo si può raggiungere o da Ripe di Civitella o da Canavine, per poi scendere lungo un ripido sentiero fino dentro l'eremo. La discesa è difficoltosa e presenta tratti pericolosi, una buona dose di esperienza è sempre consigliata. Numerose leggende sono nate intorno a questo luogo di culto, alcune narrano di tesori nascosti, altre di profanazioni sacrileghe delle immagini sacre. Secondo la tradizione la sorgente del rio Castellano scaturì durante il trasferimento dell'antica campana della chiesa rupestre a macchia da sole.

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Eremo di San Francesco

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Si arriva all'eremo attraversando le gole del Salinello e risalendo poi per la Vroga della Caccia. Vi troverete davanti alle torri di San Francesco per poi scendere verso l'Eremo. Il sentiero è molto facile, e molto suggestivo. L'eremo è legato storicamente al territorio di Macchia da Sole. Sono visibili alcuni resti delle mura, era un eremo molto semplice a pietra a secco. La leggenda più nota, narra di una lite tra San Francesco e il diavolo. Il santo, trasformando il suo bastone in fucile, sparò al demonio, dall'altra parte della valle una grande roccia bucata testimonia del foro del proiettile. 
 
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Eremo dell'Annunziata

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Salendo verso Fano Adriano, ad un paio di km dal paese, a sinistra c'è un cartello nascosto che descrive un eremo, lo vedo e prendo la strada bianca che mi porta all'eremo. Quando arrivo in cima al colle, rimango meravigliato per la pace e il luogo che stavo assaporando. E' un piccolo gioiello nascosto nelle nostre montagne. E' un balcone sul Gran Sasso.

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© 2010 ADRPHOTO.COM di Alessandro de Ruvo
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