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Si ritorna sul Gran Sasso, al cospetto del magnifico e imponente paesaggio alpino del Corno Grande. Oggi la mia reflex è rimasta puntata sempre verso le guglie, i pilastri, i canali del paretone, della vetta orientale e occidentale del Corno Grande. Non c'era altro da fotografare che i vari momenti di luce sul "Monte Corno". Dall'abitato di San Nicola imbocchiamo la sterrata, ormai tutta solcata, verso i ruderi del cantiere della COGEFAR (l'impresa che fu incaricata di bucare la montagna), lasciata l'auto ci incamminiamo a piedi. Davanti a noi svetta il paretone, la sua Farfalla, il canale Jannetta, zona di conquiste e di grandi imprese degli alpinisti italiani. Ci avviamo verso il sentiero geologico che si imbocca dopo le prese dell'ENEL (quante ferite ha subìto questa montagna), forse è meglio parlare del sentiero che porta a Vado di Corno in quanto il sentiero geologico ormai è dismesso. Ci inerpichiamo sui costoni del bosco di Lama Bianca. Poca neve, pochissima neve per essere gennaio e tanti residui di piccole valanghe staccatesi nel bosco. Dopo 700 m di dislivello siamo al Vaduccio, siamo in un territorio selvaggio, un balcone naturale verso Vado di Corno, la cresta di Monte Aquila, il vallone dell'Inferno, il rifugio D'Arcangelo e il mastodontico e dolomitico Corno Grande. Zona molto selvaggia, ricca di fauna visto le numerosissime tracce animali, lupi e lepri le più diffuse, zona purtroppo ancora ferita dagli sbancamenti del terreno serviti ad alcuni lavori per il traforo del Gran Sasso che passa proprio sotto i nostri piedi, purtroppo è andata così….. Scendiamo alla nostra meta, il rifugio D'Arcangelo. Intitolato al dott. Nicola D’Arcangelo che fu sindaco di Isola del Gran Sasso e fondatore della sezione del CAI di Isola. Siamo immersi nella conca del rifugio, fredda e in ombra, neve ghiacciata, ma non mi accontento di osservare sua maestà da così lontano e decido di salire sul crinale della Vallone dell'Inferno… ragazzi, una vista a 250 m in linea d'aria del paretone da togliere il fiato, sotto a me il vuoto, un salto di 600 m poi boschi. Magnifico!! E' ora di riscendere, spettacolari giochi di nuvole impreziosiscono gli ultimi scorci a 16:9 del Corno. Risaliamo al Vaduccio e poi giù per il bosco ad intercettare il sentiero che porta all'Acerone. Acero pseudoplatanus o Acero di monte plurisecolare, un albero monumentale che arriva a oltre 40m di altezza, ma dalle varie ricerche che ho fatto non si parla mai di un fusto spropositato. Avevo letto che alla base dell'albero c'era una feritoia nel fusto, così grande da farci entrare 8 persone…. non ci credevo…. ma…. siamo a quota 1320, in una curva del sentiero si svolta a sinistra, ci sono gli omini in pietra che indicano la strada e dei segni arancioni. Ad un certo punto si arriva al cospetto di una valletta, svoltare verso sinistra e salire, mai scendere, 100m avanti e guardare sulla destra, non potete sbagliare!!! a quota 1360 c'è lui, l'immenso Acero, ci entrano veramente 8 persone!!!!! La grande cavità è bruciata, forse un fulmine l'ha colpito e ferito. Dopo questa perla botanica, torniamo alle macchine, il sole è già tramontato, 15km di sentiero sono stati percorsi, e mi scuso sin da ora se le foto saranno ripetitive, ma non c'era altro da fotografare.
- scorcio sul paretone al mattino -
- sua maestà -
- vista dal bosco di lama bianca -
- sentiero poco innevato -
- monte Brancastello -
- escursionisti della domenica -
- vista dal Vaduccio -
- panorama ad est, verso il mare -
- rifugio d'arcangelo ed illuminata la cresta del vallone dell'inferno -
- scorcio sul paretone -
- vista dalla valle del rifugio D'Arcangelo -
- appena prima del rifugio -
- rifugio D'Arcangelo -
- vista dal rifugio -
- vetta orientale -
- vetta occidentale e orientale -
- sul traverso per arrivare sulla crestina della valle -
- rifugio dalla cresta -
- vallone dell'inferno -
- il paretone, 1000 m di roccia -
- notategli sbancamenti che hanno ferito la montagna -
- particolare sul paretone -
- le creste -
- si inizia a riscendere -
- nuvola tramata -
- iridescenza -
- prossimi al tramonto -
- vista dal tronco dell'Acerone -
- l'acerone, non entrava nel grandangolo -
- gnomi o acerone -
- in 7 con gli zaini all'interno del fusto -
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