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Ferrata Ricci e vetta orientale di Corno Grande
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Altra domenica sulle mie montagne, altra domenica di emozioni, altra domenica passata nel mio mondo, tra paesaggi e fotografia. Siamo sempre noi, un piccolo sparuto gruppetto di individui che amano il rumore dei passi sopra un sentiero roccioso, fermarsi qualche istante e vedere cosa si  calpesta e ammirare i luoghi che si attraversano. Mentre scendevo sul sentiero roccioso del Corno Grande, mi domandavo dentro di me, "ma se un giorno non potrò più sentire l'odore della roccia, vedere ciò che amo di più…. ma se un giorno non potrò più perdermi tra i boschi, non sentire la sinfonia delle cascate… come reagirò?" ho subito distolto il mio pensiero da questa brutta cosa, perché sarà difficile che accada…. spero… la montagna ormai fa parte di me. Oggi abbiamo percorso la Via Ferrata Ricci, onestamente più che ferrata si può tranquillamente parlare di sentiero attrezzato, altro capolavoro della nostra montagna. Come sempre partiamo dal Laghetto 300 m sotto la Madonnina, e quando arriviamo a 2000 m, all'altezza dell'arrivo della cabinovia, vediamo i vari gruppi CAI scendere dalle cabine…. ma che si sono persi dall'Arapietra!!!! Il vento è sostenuto, le nuvole in vetta viaggiano veloci, il tempo sembra dirci di non andare, un senso di dispiacere mi pervade, e decidiamo di arrivare almeno fino al Rifugio Franchetti. Il vento non cenna a calmarsi, ma le nuvole sopra si fanno più rade, vanno e vengono, non oltrepassano mai la barriera del Corno Grande. Al Franchetti, ci fermiamo qualche minuto, decidiamo il da farsi. Esce il sole, il vento è sempre sostenuto, con l'idea che il primo tratto della ferrata è protetto, decidiamo di attaccarla e salire fino a dove si poteva progredire in sicurezza. Il tempo intanto migliorava, il vento in questo lato della vetta orientale del Corno Grande sembrava non avere il gusto di tirare e proseguiamo senza problemi. Saliamo sui primi tratti ferrati, il panorama, i punti di vista da qui erano incredibili, l'idea che potevo ammirare il Paretone del Corno Grande da molto vicino mi esaltava il dito sopra il tasto di scatto della mia reflex. Più saliamo e più ampia è la veduta sull'Abruzzo, sulla valle Siciliana, sulla catena orientale del Gran Sasso, sul Corno Piccolo e dopo un po' sui vertiginosi affacci del Paretone. Siamo sulla cresta dell'anticima nord della vetta Orientale, sotto i piedi più di 1000 m di vuoto, una parete verticale. Qui sono state scritte pagine di storia dell'alpinismo, nel 1922 Enrico Jannetta inventa il Paretone, apre la prima via di salita, la  "Via Jannetta" . Negli anni trenta gli Aquilotti di Pietracamela aprono le vie più belle, la Via Centrale di Marsili e Panza, la Via Sivitilli di Ernesto Sivitilli, siamo nella fase dell'alpinismo esplorativo che durò fino agli anni ottanta, i migliori alpinisti Teramani, Romani e Ascolani hanno aperto vie incredibili. E poi mentre salivo pensavo, che da qui, alla fine del settecento, Delfico è salito per la prima volta sul Gran Sasso a misurare la sua altezza, pari a 9577 piedi parigini, sbagliò di poco! Bella via, viste mozzafiato sul ghiacciaio del Calderone, sulle vette del Corno Grande, il torrione Cambi, tutto a portata di mano…. incredibile!!! Saliamo e il vento sembra calmarsi, le nuvole sono ancora alte e  raggiungiamo  la nostra vetta. Volete sapere com'è il panorama? andateci!!! :D Bella via, non troppo difficile, molto esposta, elegantissima. Scendiamo per la normale, via non banale, molto detritica, non poco impegnativa. Si scende abbastanza velocemente fino al ghiacciaio, e in un attimo siamo giù, con dispiacere siamo di ritorno verso le auto. Il cielo inizia a cambiare colore, diventa per un po' minaccioso, ma alla fine il bel tempo ci accompagnerà fino alle auto. Oggi l'idea di non poter arrivare in vetta mi ha fatto gustare ogni singolo passo, ogni singolo scorcio, è stata una bellissima e interessante escursione…..
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- partenza dalla croce del laghetto -
 
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- cresta NE di Corno Piccolo -
 
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- si procede con andamento sostenuto -
 
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- il Paretone -
 
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- in fondo le pareti di vetta settentrionale di Intermesoli -
 
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- la vallata e lo spigolo del paretone -
 
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- si sale verso il Franchetti con il tempo incerto -
 
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- Corno Grande -
 
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- rifugio Franchetti dalla via Ricci -
 
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- ferrata Ricci primo cavo -
 
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- panorama verso Corno Piccolo -
 
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- particolare della cresta del Corno Piccolo -
 
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- si sale dalla ferrata e si ammira la posizione del Franchetti -
 
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- spigolo del Paretone -
 
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- panorama sul Gran Sasso orientale e la valle Siciliana -
 
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- dalla cresta S verso la sella dei due Corni -
 
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- quarto pilastro del paretone via Mario/Caruso -
 
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- catena orientale -
 
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- terzo pilastro diretta Alessandri -
 
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- sella dei due Corni e Fiamme di Pietra -
 
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- corno Piccolo - 
 
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- si sale dalla cresta -
 
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- crollo del 2006 che ha cancellato la via aquilotti 79 -
 
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- panorama sul Paretone -
 
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- corno Piccolo -
 
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- scorcio sui pilastri del Paretone -
 
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- particolare di un pilastro del paretone, dietro si scorge il Vaduccio -
 
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- la montagna sembra viva -
 
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- particolari -
 
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- cresta di Corno Piccolo e in fondo i monti della Laga -
 
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- pilastro -
 
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- corno piccolo  -
 
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- ghiacciaio del calderone -
 
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- forchetta Gualerzi -
 
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- vetta occidentale di Corno Grande -
 
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- particolare sulla forchetta gualerzi -
 
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- ghiacciaio -
 
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- vetta occidentale di Corno Grande -
 
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- i due Corni -
 
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- vetta Centrale, Torrione Cambi e Vetta Occidentale -
 
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- Campo Imperatore e catena orientale -
 
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- particolare -
 
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- roccia dolomitica -
 
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- luce sulle fiamme di pietra -
 
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- catena Meridionale -
 
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- monti ovunque -
 
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- discesa dalla normale con vista sul ghiacciaio -
 
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- vettacentrale, torrione Cambi e forchetta Gualerz, dietro ci passa la via Geri/de Ruvo.... qualche parente... -
 
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- vetta centrale -
 
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- anfiteatro del calderone -
 
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- ghiacciaio -
 
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- corno Piccolo -
 
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- anfiteatro del Calderone -
 
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- anfteatro del Calderone -
 
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- corno Piccolo -
 
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- vetta Orientale, forchetta Sivitilli e vetta Centrale -
 
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- punta Livia -
 
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- luce sulle fiamme -


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