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Gran Sasso
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La grande latitante di questo inverno è la neve!! il cielo è sempre nuvoloso, non fa freddo, non ci sono precipitazioni e nemmeno il sole!!! un inverno insignificante! Oggi abbiamo scelto la valle del Chiarino, tra i più bei posti del Gran Sasso, oggi forse era tra i posti più tristi del Gran Sasso. Un velo di neve copriva la sterrata, il torrente Chiarino non era ghiacciato come gli scorsi anni, i versanti del monte Corvo spelati, si vedeva il manto erboso. E' stata una giornata di montagna atipica, si poteva andare in pochissimi posti, in alto le nubi coprivano le vette, mentre a valle le tipiche escursioni invernali con le ciaspole non si possono effettuare per mancanza di neve. Giornata buia, passata per la maggior parte del tempo nel bosco alla ricerca di tracce animali ed anche di qualche animale da fotografare, ma nulla.... non c'era da fotografare nemmeno il paesaggio, bicolore bianco e marrone, giornata scialba. Una volta usciti sulla valle ammiriamo la tristezza vera di questo inverno, l'intera valle con pochissima neve, brutto panorama!!! Al rifugio Fioretti approfittiamo della stanza sempre aperta con il camino e accendiamo un piccolo fuoco per riscaldarci, giusto per fare qualcosa.... Decidiamo di proseguire verso lo stazzo di Solagne, fino al secondo rifugio, una volta giunti a destinazione riscendiamo, a valle il tempo stava cambiando e salire non sarebbe servito a nulla. Una giornata di allenameno, giusto per camminare, in questo inverno sempre più brutto.
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In occasione dell'ottava festa dell'alpino, organizzata dal CAI di Teramo, si è svolta la consueta escursione verso la Madonnina a 2005 m di altitudine. Hanno partecipato diversi CAI abruzzesi, la carovana che saliva su per l'Arapietra era numerosa. Siamo partiti dal piazzale di Prati di Tivo per poi prendere la strada che porta al laghetto, per capirci la strada del campeggio. La neve? quest'anno è la grande assente, non c'è!!! Non abbiamo usato attrezzatura invernale per la progressione sulla neve e faceva anche caldo. Attraversiamo il bosco Trignano e imbocchiamo il sentiero italia che porta all'Albergo Diruto sull'Arapietra. Il cielo si inizia a pulire dalle nubi stratiformi, esce un bellissimo e piacevole sole, il panorama pulito dalla foschia durante la notte dal vento è stato tra i migliori mai visti dall'Arapietra. Tutte le montagne vicine, grazie alla mancanza di foschia, erano dettagliatissime, bellissime come sempre. Arriviamo alla Madonnina, per me è la prima volta che salgo qui da quando hanno aperto il nuovo impianto di salita, mi è dispiaciuto vedere un intervento così grande in uno spazio piccolo, un panorama sul Corno Piccolo irrimedianbilmente compromesso. Mi è dispiaciuto dover riprendere verbalmente una coppia con il figlio piccolino, sul ciglio del burrone sopra la neve ghiacciata, con i moonboot.... Giunto alla stazione, quasi mi sentivo in imbarazzo, io con lo zaino da escursionismo, con le bacchette da neve, abbigliamento tecnico, tra una folla di curiosi in jeans e scarpe da passeggio che giocavano a scivolare sulla rampa della Madonnina.... da un lato provo piacere vedere gente che incuriosita inizia a percepire la maestosità della nostra montagna una volta arrivati a 2000 metri, dall'altra mi chiedo se era davvero necessario questo mega impianto sovradimensionato.... vedremo in futuro se la scelta sarà stata giusta.... Riscendiamo sul costone dell'arapietra e in poco tempo siamo al piazzale dei Prati di Tivo.
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Per chi ha voglia di ampie vedute, di grandi panorami, il monte Bolza è il luogo migliore per assaporare tutto ciò. Quando lo si guarda da lontano, il monte Bolza non ispira tanta voglia di essere percorso, un pò perchè è lì in mezzo ad una piana, quasi insignificante la sua presenza, di conseguenza viene tralasciato. Ma quando si raggiunge la sommità e si percorre tutta la cresta rocciosa, non si può che rivalutarlo Panorami a perdita d'occhio, passaggi di primo grado tra le rocce, discreto dislivello, un'autentica sorpresa!!! Il nostro itinerario ad anello prevedeva l'attraversamento del canyon dello Scoppaturo per poi raggiungere il guado della montagna, salire il monte Bolza, percorrere tutta la sua cresta e scendere poi alle macchine. Tutto rispettato tranne il primo pezzo del canyon invaso dall'acqua, spettacolare vedere un quasi lago all'interno del canyon! L'escursione non è difficoltosa, ma non è per tutti a causa dei passaggi in cresta. Il panorama, la caratteristica principale di questa escursione, spaziava a nord su tutta la piana di Campo Imperatore circondata dalla splendida scenografia della catena meridionale del Gran Sasso, dal Corno Grande al monte Camicia sfumando su vado di Sole, mentre a sud si apriva la maestosa piana di Navelli e appena sotto il monte si ammiravano gli "scarci", gli spietramenti che perimetrano i minuscoli fazzoletti di terra usati per i pascoli. Ad Ovest si apre la vista sulla "Terra della Baronia", un vasto territorio un tempo controllato dalla torre medicea di Rocca Calascio, un territorio lunare, fatto di colline e vallette, più civilizzato della piana di Campo Imperatore.La vista a 360° fa di questo monte, il più panoramico dell'intero Abruzzo, da qui si ammirano quasi tutte le catene montuose, Majella,Velino Sirente, Terminillo e tutto il Gran Sasso. La bellissima giornata meteo, calda e limpida, ci ha dato la possiblità di ammirare un territorio vastissimo, è un'escursione da fare con tempo stabile e senza foschia, non vi preoccupate se la giornata è bella e decidete di fare questo piccolo monte, perchè una volta in vetta capirete il suo immenso valore.
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La prima neve è arrivata in largo anticipo e noi escursionisti non ci siamo lasciati scappare il gusto di camminare sulla neve. Questa domenica era previsto tempo brutto, nell'entroterra teramano pioggia mentre tra i rilievi montuosi forti nevicate. Considerata questa variabile abbiamo deciso di fare comunque un'escursione su sentiero turistico sapendo che, a ora di pranzo stavamo tutti insieme a mangiare all' "antica Locanda" di Pietracamela. Al piazzale dei Prati di Tivo eravamo indecisi se fare il sentiero Italia che conduceva all'arapietra o il sentiero del Rio Arno, optiamo per il secondo itinerario ed è risultato favoloso. Immersi in un bosco ancora autunnale coperto di neve, siamo arrivati all'attacco della Val Maone, causa la forte nevicata abbiamo rigirato per andare a mangiare!! Il paesaggio imbiancato era incantevole, ancor di più il bosco che con i suoi colori caldi faceva da cornice alle pareti rocciose coperte dalla neve. Il piacere poi di camminare sulla neve, con il freddo pungente, e la neve che ti si infila ovunque, non ha prezzo!! .... ah!! mi sono dimenticato di dire che abbiamo visto numerosi camosci che curiosi pensavano "dove andranno questi 9 matti?" ...... La piacevole giornata poi è continuata al ristorante L'Antica Locanda di Pietracamela e alla festa della castagna di intermesoli. Mi mancava una giornata così divertente!
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L'autunno è nella fase più intensa della sua colorazione, le condizioni meteo variabili danno il loro tocco in più al magnifico paesaggio dei nostri luoghi, la valle del Ciarino si conferma la valle più intrigante di tutto il Gran Sasso. Il giro di oggi, partito dall'area attrezzata del sentiero per il rifugio Panepucci, è stato lungo e panoramico, bellissimi gli scorci che ci si sono presentati nei boschi, nei prati, tra le rocce e i laghi. C'era davvero tutto in questo anello che ha raggiunto il monte Jenca per poi riscendere alla Valle del Chiarino. Raggiunto il rifugio Panepucci, siamo scesi nella valle del Paradiso per giungere al passo del Belvedere, da qui è superba la visuale!!!! Attacchiamo i costoni dello Jenca, un lungo saliscendi che arriva alla quota di 2208 m. La bellezza del panorama che si osservava era notevole, dall'alto avevano tutto un'altro aspetto, l'autunno è magnifico in questo periodo, alle alte quote è ormai all'apice, un'esplosione di colori. Scendiamo al lago di Camarda per affrontare la ripida discesa che raggiunge la valle del Chiarino. La fortuna ha voluto che iniziassimo questa discesa nella nebbia e a metà strada, sopra la valle del Chiarino, si aprisse regalandoci una vista sensazionale!!! Raggiunta la valle abbiamo ripreso la carrareccia che ci ha riportati alle auto, immersi in un bosco meraviglioso, colorato, bellissimo! L'anello percorso oggi, è di 20 km, è inutile che vi ricordi alcune precauzioni se lo voleste fare, buona preparazione fisica e buona dote di orientamento. Ricordatevi di portare la macchina fotografica, che vale la pena usare in questi posti!
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In completa solitudine ho percorso tutta la strada che collega la diga di Provvidenza con la valle del Chiarino per godermi i magnifici colori autunnali. L'atmosfera era fatata, incantevole, il solo suono che si poteva ascoltare era il fruscio dei passi sopra le foglie. Bellissimi i colori sul torrente Chiarino, il contrasto tra le pietre bianche e le chiome degli alberi colorate mi incantava, atmosfera sublime. Lungo la strada bianca che porta alla valle si passa spesso tra due ali di bosco completamente trasformati dai colori autunnali, il sottobosco totalmente coperto dalle foglie, rendeva il tutto surreale. Dopo circa un'ora e mezza di quasi corsa giungo alla Valle del Chiarino, è inutile che sia ripetitivo, favolosa!!!!!! Davanti avevo i costoni del monte Corvo e tutta la valle del Chiairno in abito autunnale, accarezzata ai bordi dal bosco a mo di tavolozza dei colori! Ma , oggi mi è stato fatto un regalo, all'arrivo nella valle, sul prato a circa 200 m da me una volpe si aggirava in cerca di cibo, i nostri sguardi si incrociano, la fotografo ma è troppo distante e mi limito ad ammirarla da lontano con la consapevolezza che se mi fossi avvicinato sarebbe scappata e quindi abbandono l'idea di seguirla e vado avanti per la strada. Finita la sessione di foto alla valle mi rimetto in cammino per tornare alla macchina, ma appena mi volto, dietro a me c'era lei, mi osservava incuriosita, eravamo ad una distanza di meno di 30 metri. Bella, rossa, curiosa, un pò schiva, ci osserviamo a vicenda per diversi minuti e poi inizio a fotografarla. Tento l'avvicinamento, si fida di me, non scappa, ma non abbassa mai la guardia, mi riesco ad avvicinare ad una distanza incredibile, meno di 10 metri. L'emozione era tanta, stare in ambiente, immerso in una poderosa valle, io e lei, ma che meraviglia!! è una tra le situazioni più belle che mi sia mai capitata in montagna!! Dopo un pò di foto, appostamenti dietro i cespugli, durato più di 20 minuti decido che era ora di riscendere.... imbocco il sentiero e con il sorriso stampato sulla faccia torno giù.... ma che spettacolo!!!
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Da Pietracamela si imbocca la mulattiera che fin dal 500 serviva ai Pretaroli (abitanti di Pietracamela) per andare a vendere i loro prodotti nell'aquilano. Una delle vie di comunicazione più antiche del Gran Sasso, quella della Val Maone e il passo della Portella che collegava Pietracamela con Assergi. Oggi abbiamo percorso il tratto che dal paese arriva fin all'imbocco della Val Maone, da qui passavano tutti i traffici per portare i "panni grossi" e i manufatti grezzi nell'area aquilana. Questo posto non è famoso solo come via di scambio, qui si è consumata la tragedia del due alpinisti Cambi e Cicchetti. Nel 1929 affrontarono una salita al Corno Piccolo, furono sorpresi da una delle più violente tempeste fredde del secolo scorso, nella meteorologia il 1929 un'annata storica, la più fredda del secolo scorso. Si rifugiarono presso il rifugio Garibaldi, che in due notti fu interamente sepolto, dopo due giorni di bivacco al rifugio, il freddo era tale che scelsero di tentare la salvezza scendendo a valle. Già con principi di congelamento provarono a scendere per la Val Maone, potrete capire che senza un'attrezzatura adeguata camminare sulla neve fresca è faticosissimo, loro riuscirono arrivare appena sotto le cascate del Rio Arno. Cambi fu ritrovato molti mesi dopo la tragedia dalle squadre di soccorso con addosso il maglione di Cicchetti, gesto di un altruismo estremo, quest'ultimo riuscì a fare qualche chilometro in più ma anche lui morì di fatica e freddo. Fu ritrovato dalle squadre di soccorso ad un paio di chilometri da Pietracamela. Il sentiero da percorre è segnato sporadicamente ma è evidentissimo, si va fin sotto le cascate del Rio Arno senza nessun rischio di perdere il tracciato, con 1 ora e 30 siete al cospetto delle cascate. Quest'oggi abbiamo fatto un anello che percorreva la valle del Rio Arno per ritornare poi a Pietracamela passando per Prati di Tivo, 15 km di totale immersione nella natura. Non abbiamo incontrato anima viva ne in paese e ne tra le montagne, tra i colori autunnali, il suono del torrente e la miriade di funghi che costellavano il sottobosco, sembrava di essere in un posto fatato. Meravigliosa era la luce calda del tramonto che colorava le pareti rocciose della Val Maone, non volevamo tornare a casa!!!! Scesi a Prati di Tivo, abbiamo attraversato tutti i prati e imboccato il sentiero che scende a Pietracamela passando per il canale di gronda.
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Quest'oggi abbiamo percorso l'area meridionale del Gran Sasso, l'ultimo baluardo del wilderness attraverso la valle di Cordorama e i valloni D'Angora e Cretarola. Escursione dalla marcata impronta autunnale, si potevano già ammirare i primi caldi colori della stagione più interessante. L'anello di 10 km, ha percorso il sistema di valli e canyon, scavati da un vecchio emissario di un lago, una volta presente nei sovrastanti prati di Cretarola.Durante le glaciazioni, tutta l'acqua di fusione dei ghiacciai presenti a Campo Imperatore, si incanalava nelle valli di Cretarola e D'Angora. L'enorme quantità d'acqua, ha fatto si che si scavassero questi enormi canyon, dalle alte pareti rocciose. Ora non si ha più un attraversamento superficiale di acqua in quanto avviene tutto sotto l'alveo, a causa del carsismo. L'escursione ha inizio dal rifugio San Francesco, si attraversa la valle di Cordorama, immersi tra ali di faggi e splendidi prati, poco dopo ci si immette nel bosco delle meraviglie. Tanti erano i funghi che tappezzavano il sottobosco, c'era di tutto!! Lasciato il bosco si inizia a scendere verso il vallone D'Angora attraversando le pietraie formatesi dalla disgregazione delle altissime pareti rocciose. Dal vallone D'Angora si passa, repentinamente, al vallone di Cretarola. Qui dovrete prestare molta attenzione nei passaggi di primo e secondo grado su roccia spesso bagnata. Il valllone di Cretarola era un gigantesco collettore per tutte le acque provenienti da Campo imperatore. Superati i diversi salti rocciosi si è al cospetto dei nevai perenni nascoti dal fogliame. Ad una quota di 1300m, è il sistema di nevai perenni più meridionale d'Europa. Ricoperti da vegetazione, si conservano al fresco e non subiscono fusione, l'alimentazione avviene a causa delle valanghe che precipitano dalle ripide pareti laterali. L'area che abbiamo visitato forse un giorno, spero molto prossimo, diventerà riserva integrale, è una zona ricchissima di storia geologica e naturalistica, ricca di specie floristiche endemiche e rare. Va assolutamente protetta l'ultima area realmente selvaggia del Gran Sasso. Escursione molto bella, finita a salsicce e arrosticini...... che mangiata ragazzi!!
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Escursione incredibile!!!! non ho parole per descrivere la bellezza di questo anello, che abbiamo chiamato circuito per via della lunghezza e della miriade di posti che si attraversano. Per darvi un'idea, abbiamo percorso una ventina di chilometri tra sentieri classici,selle, passi, cime, valli, creste.... è incredile la varietà di luoghi, di situazioni tutte diverse tra loro. L'escursione che vi sto proponendo intanto la consiglio solo ai più esperti ed allenati, non è per tutti, è l'unica che attraversa le tre valli della catena occidentale del Gran Sasso, si attraversano la valle del Chiarino, la valle del Venacquaro e la val Maone, per questo la chiamiamo "circuito delle tre valli". Si parte da Campo Imperatore, si prende il sentiero che porta al Passo del Lupo e si continua a salire incrociando il Passo della Portella, dinanzi avrete sempre Pizzo Cefalone. Si dovraà accedere alla cresta delle Malecoste, quindi si sale verso Pizzo Cefalone, seguite i segni, ad un certo punto piegate alla vostra sinistra (intercettare i segni blu) verso la cima Woityla. La cresta che porta alla cima, è affilata e molto esposta, chi soffre di vertigini non può accedervi, chi porta persone un pò a rischio si deve munire di corda. Per raggiungere la croce della cima ci si infila in un buco, si è così in vetta a 2444m. A ovest vi si apre l'orizzonte verso la cresta delle Malecoste, la si deve percorrere fino alla sella delle Malecoste, da qui si gode di un panorama mozzafiato, sulle valli del Venacquaro e del Chiarino e su parte di Campo Imperatore, la vista è superba!!
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Io e Luciano, siamo andati a controllare la percorribilità del sentiero che conduce da Casale San Nicola a Cerchiara lungo il canale di gronda dell'Enel. Abbiamo percorso il sentiero 208, lasciata l'auto a Casale si imbocca il sentiero Italia e si sale, fino ad un incrocio segnato da una palina del parco, si prosegue ora in direzione di Cerchiara, sempre in piano lungo un sentiero comodissimo e visibilissimo. Dopo la prima curva troverete un tratto attrezzato con un cavo d'acciaio, serve solo perchè il breve tratto è interessato da una frana di sgretolamento. Si cammina lungo un vecchio tracciato che univa i due paesi e oper un lungo tratto al di sopra del canale di gronda che convogliava acqua al Lago di Campotosto. Si attraversano prati, boschi, spazi panoramici, alle spalle c'è il bellissimo paretone del Corno Grande a sorvegliarci!! Bellissimo il panorama che si ammira dal sentiero, panorami interrotti da siepi di more giganti e piantagioni spontanee di nocciole. Le sorprese non finisco qui, in un punto del bosco molto buio, incrociamo una famiglia di salamandrine dagli occhiali, strepitose, bellissime!! Il sentiero rimane in piano per diversi chilometri poi si abbassa fino ad arrivare all'area attrezzata di fonte chiavatteri, ma prima di scendere godetevi il maestoso salto di Vena di Fano meglio conosciuto come Pisciarellone e la magnifica quinta scenografica di Vena Pecorale. Una volta all'area attrezzata più avanti ci sono bellissimi esempi di architettura rurale del diciannovesimo secolo, strutture a secco, ancora ben conservate, il terremoto non li ha scalfiti. Dopo un paio di chilometri si arriva a Cerchiara. Percorso adatto a tutti, ricco di suggestioni, ricco di storia, dove la natura può regalarci momenti rari.
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La mia seconda volta sul tetto dell'appennino, questa volta dalla via più scenografica, la più bella! La via dove si ammira tutta la poderosa massa rocciosa che costituisce questa montagna, da qui si ammirano i panorami verso le valli abruzzesi, si ammira il mare, ci si arrampica, si osservano fioriture incredibili, la via che parte dall'Arapietra per la vetta occidentale del Gran Sasso è magnifica, sorprendente. Partiti di buon'ora, ci incamminiamo con una condizione meteo bellissima, cielo sgombro di nubi, con visuale sui due corni sempre stupefacente. A metà mattina, mentre eravamo sul passo del Cannone, arriva il nucleo di aria fredda che rimane schiacciato nei bassi strati, creando così un tappeto di nuvole sotto i nostri piedi regalandoci viste uniche. In vetta si arriva, per chi è allenato, in 4 ore senza problemi di nessun genere, mentre chi non è allenato o pratico di passaggi su roccia consiglio di essere accompagnati da qualcuno che abbia un minimo di esperienza. Per alcuni passaggi ci vuole più agilità, ma per il resto è un'escursione tranquilla che ogni teramano dovrebbe fare almeno una volta nella vita!! Si attraversano solo due parti ferrate, la prima al passo delle scalette, e poi al passo del cannone, fate sempre attenzione soprattutto se la roccia è bagnata. Arriviamo in vetta, con l'incredibile sopresa di una vetta vuota, senza persone, tutta nostra, è una rarità!! Le condizioni meteo iniziano a peggiorare, salgono le nuvole, il panorama si scopre per pochi istanti, ma lo scenario incredibile che si è formato non si può commentare, troppo bello. Bivacchiamo per una buona mezz'ora in vetta e poi decidiamo di scendere, nel frattempo nelle valli attorno a noi si formavano i primi temporali di calore, mentre tranquilli scendevamo al rifugio Franchetti. Una volta al rifugio è toccato anche a noi il temporale fin sotto le macchine, regalandoci nuovamente scenografie naturalistiche incredibili! E' stata una grandiosa giornata, passata con un bel gruppetto, spensierata e soprattutto altamente fotografica, come piace a me!!!
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