|
Monti della Laga
Potrei risultare ripetitivo, per l'ennesima volta ripercorro il territorio della Morricana, e sinceramente ogni volta è diverso. Ogni volta lo riosservo con occhio nuovo, riscoprendo tantissimi particolari che nelle precedenti escursioni non ho mai notato. Questa domenica ho percorso, insieme ai miei fidi amici escursionisti, l'anello della Morricana, dal campeggio del Ceppo si prende il sentiero Italia fino al rifugio del Lago dell'Orso, si raggiunge la cresta della Storna e poi giù verso la meravigliosa incisione del fosso della Morricana. Escursione poco impegnativa, ma di altissimo valore naturalistico, e paesaggistico nello scendere dalla Storna alle cascate superiori della Morricana si attraversa una Laga diversa, fatta di roccia e tanta sabbia, di flora che in altri posti della Laga è poco pronunciata. La definirei la Laga più bella, in tutti i sensi. Oggi il dislivello è stato molto contenuto, quasi 700 m, per una lunghezza totale di circa 18 km, come detto poco fa, è un'escursione molto leggera, che regala ampi panorami e impressionanti viste sul fosso della Morricana, nonchè in estate, permette di fare soste piacevoli lungo i torrenti e le cascate che scendono giù dalle vette. Dal Ceppo è possibile far camminare il bambino e l'adulto, è possibile fare grandi escursioni a tutti i livelli, turistico, escursionistico e per esperti. Si può raggiungere in poche ore la magnifica cascata della morricana, con la possibilità di sostare ai piedi della cascata stessa, è possibile prendere il sole, fare un pic nic.... dal Ceppo è possibile salire al Lago dell'Orso in poco più di un'ora per poter ammirare i panorami del Gran Sasso, dei Sibillini, dell'Adriatico.... dal Ceppo è possibile fare traversate della Laga, è possibile raggiungere le vette più importanti della catena, è possibile raggiungere le cascate della Cavata anch'esse superlative, è possibile dormire in tenda, mangiare da Cesira all'albergo Julia, è possibile affittare le bici e fare bellissime e appaganti passeggiate... quante cose si possono fare!!!!! Questa domenica vedere tutta quella gente alla cascata mi ha fatto immensamente piacere, c'erano oltre a noi escursionisti acchittati a puntino, bambini, famiglie, coppie di ragazzi, anziani, c'era veramente di tutto, è questo non può che fare piacere. Tornando al camping per la sterrata si incontrava tantissima gente che si apprestava a raggiungere la cascata, è stato bello vedere tutta questa gente che passeggiava, che mangaiva nelle aree attrezzate, che si divertiva in montagna. E' stato bello rivedere il Ceppo vivo. Spero sia di buon auspicio per una ripartenza turistica dell'intera zona, è un territorio sfruttabile in tutte le stagioni, tanto d'estate e tanto d'inverno, offre tutto ciò che si può chiedere alla montagna, c'è un albergo, ci si dorme bene e ci si mangia bene..... spero nel nuovo presidente del parco, che dopo il pranzo di giovedì offerto da Cesira, si ricordi dell'occasione per fare grande questa zona, per renderla lo scrigno più intrigante della montagna teramana, e non servono cabinovie o impianti di risalita per fare ricca la montagna, ma basta incuriosire, chi è curioso, chi ha voglia di scoprire qui si può solo divertire!!! ...... ma ci siete mai passati sul ponte sospeso a metà sentiero della Morricana?
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Questo anno meteorologico è incredibile, arriva il solstizio d'estate e contemporaneamente una goccia d'aria artica invade l'adriatico, in pratica dal caldo della settimana scorsa al freddo simil autunnale, quasi invernale. Si, faceva freddo in alto, nel bosco avevamo una temperatura intorno ai 12°, ha piovuto non come da previsione, ma ha reso questa, una giornata atipica di giugno. Date le condizioni meteo avverse, abbiamo deciso comunque di uscire per le nostre montagne, noi non siamo in grado di rinunciare all' escursione domenicale, ma nemmeno siamo dei supereroi e quindi abbiamo scelto di rimanere totalmente sotto al bosco, in caso di pioggia le folte chiome dei faggi avrebbero fatto da ombrelli naturali, non avrebbe tirato il vento, ed è possibile, in questa zona di Padula, anche ammirare alcuni capolavori della natura della Laga. Dall'abitato di Padula ci siamo incamminati, attraverso il sentiero che costeggia il vecchio mulino, verso le cascate della Cavata e del Tordino. Come di consueto abbiamo fatto i nostri 14 km attraverso le profonde incisioni che partono dal Gorzano e Pizzo di Moscio, fino ad ammirare le meravigliose cascate della Cavata, delle Settefontie del Tordino, queste sono le meraviglie di cui parlavo poco fa. Si imbocca il sentiero Italia e lo si percorre fino al rifugio dell'Enel sotto la Cavata, attraversando radure di felci giganti e rimboschimenti di abeti. Da qui si scende nel fosso (in 3 minuti siete sotto) e si ammira la più grande delle cascate della Cavata. Si riprende la marcia verso le cascate delle Gruette, e si risale in direzione delle cascate del Tordino. Dopo aver oltrepassato il fosso delle Gruette, salendo ci si ritrova su di una zona pianeggiante, da qui si può andare, in pochissimi minuti, a vedere la lunghissima cascata delle Settefonti, ne vale veramente la pena. L'escursione prosegue, tra scrosci di pioggia e vento, quasi non ce ne siamo accorti all'interno del bosco.Abbiamo proseguito la marciaverso il rifugio Enel sul Tordino, ma nel frattempo abbiamo ripulito diverse radure dalle fragole..... già sciacquate.... :D Dopo aver seguito uno dei sentieri più segnato al mondo, quasi un segno ad albero, siamo giunti al rifugio e siamo così scesi per vedere la cascata del Tordino, che confluisce poi in una presa dell'Enel. Ogni corso d'acqua qui è captato e immesso nei canali di gronda per sfociare poi nel Lago di Campotosto. La zona di oggi a suo tempo è stata molto sfruttata, è ancora presente la teleferica che collegava la Fiumata all'abitato di Padula, i sentieri molto puliti sono il frutto del lavoro dei tagliaboschi, che prima ci si guadagnavano il pane in questi boschi. L'Enel era più presente, i rifugetti sono tutt'ora dotati delle più minime comodità e una volta erano forniti di elettricità.... incredibile.... quasi dei lavori faraonici, le prese di captazione delle acque. L'escursione continua verso il ponte Flammagno e poi Padula. E' un bellissimo giro, che ti permette di apprezzare lo sforzo degli operai che hanno lavorato per darci ora la possibilità di avere l'elettricità, ti permette di ammirare le più belle cascate di tutta la Laga, ti permette di spaziare tra radure e boschi, sempre diversi tra loro. Nonostante la giornata d'estate invernale, l'escursione è andata alla grande!!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Finalmente posso raccontare la famigerata "Via Ranna", voi vi chiederete che cosa avrà di tanto importante, tantissime cose, soprattutto ha un alto valore storico culturale. La via Ranna è un sentiero che attraversa a mezza costa il versante Amatriciano della Laga da Pizzo di Moscio a Pizzo di Sevo, si tiene quasi sempre sulla stessa curva di livello. Misura circa 6 km, inizialmente visibile mentre più avanti il tracciato diventa intuitivo. L'etimologia del nome sta ad indicare la "via grande", Ranna sta per Grande, usata principalmente dai pastori per il pascolo delle greggi ovine, attualmente viene attraversato solo un piccolo tratto, dallo Stazzo di Padula allo Stazzo della Solagna. Averla attraversata, per me corrisponde ad una piccola impresa escursionistica, ho percorso una via non difficile ma tra le più belle e più importanti dell'intera Laga. Ho detto che ha un alto valore storico, ebbene si, la leggenda narra, anzi gli studiosi suppongono che di qui sia passato il condottiero cartaginese Annibale con il suo esercito che dalle Alpi si era spinto fino all'agro Pretuzio aggirando così il pericolo di Roma. Per non farsi notare decise di attraversare la dorsale della Laga per giungere sul versante adriatico. Lo studioso Niccola Palma ha sostenuto che la suddetta via coincida con la via Metella, una arteria della Salaria, che da Amatrice sale per lo stazzo della Pacina e lo stazzo di Padula, attraversando la via Ranna e dal presunto Vado di Annibale scenda sul Cavallo della Morricana per raggiungere le gole del Salinello e Vallorino vicino a Tortoreto. Questa tesi è supportata dal ritrovamento di un ceppo miliare a Vallorino riportante la dicitura "CIXX METELLO" ovvero 119 miglio della via intitolata al console Metello. La vicenda è stata trattata da diversi studiosi, Palma, Dè Guidobaldi, Martellli, Cappello, ciò può far supporre che se illustri studiosi hanno impiegato il loro tempo a studiare questa rilevanza storica, evidentemente un fondo di verità ci potrà anche essere.... ma nell'ambito popolare, invece le circostanze sono diverse, molto diverse!!! I vicini monti Sibillini sono ricchi di leggende magiche, surreali, e la rivalità tra le popolazioni amatriciane e del vicino piceno ha spinto la gente a spararle sempre più grandi, le leggende!! :D Quindi dobbiamo prendere in considerazione anche l'eventualità di una favola inventata ad hoc per questa via. Hanno così pensato di farci passare Annibale. Più verosimilmente, dopo che l'ho attraversata, mi sono convinto che questa via grande sia servita per diversi secoli esclusivamente alla transumanza, basti notare che collega tutti i più grandi stazzi del versante amatriciano, dallo stazzo della Pacina allo stazzo della Solagna alla fonte Ranna. Una volta, quando era più utilizzata, quando le pecore aravano il terreno con il loro passaggio, questa via risultava molto più evidente, ma il continuo lavoro erosivo dello scioglimento delle nevi ha fatto sì che si rimodellasse il terreno, cancellando il tracciato. Può darsi che Annibale sia passato di qui, ma credo più che la Via Ranna sia la più grande via di comunicazione della transumanza dal Pretuzio-Piceno all'agro amatriciano. Sono contento di averla attraversata integralmente, dall'inizio alla fine, l'intera traversata è lunga 24 km, dal Sacro Cuore vicino a Capricchia alla Chiesa di San Martino. Giornata migliore di questa non si poteva chiedere, massima stabilita atmosferica, caldo non eccessivo, e tanta voglia di scoperta ci hanno permesso anche grazie alla bussola e all'altimetro di annoverare tra le nostre passeggiate anche la Via Ranna. Inizialmente si segue il sentiero italia, al guado di un incrocio di torrenti salire di pochi metri a sinistra e subito svoltare a destra, bisogna salite ai Balzi Classette per raggiungere lo stazzo della Pacina. La veduta che vi si aprirà di fronte è incredibile!!! dallo stazzo si prosegue il sentiero sempre ben segnato fino allo stazzo di Padula. Raggiunto lo stazzo ritornare sui propri passi e tenersi sempre alla stessa quota, davanti a voi inizia la via Ranna! All'inizio molto evidente, basta seguire sempre l'erba più verde e dove è rimasta depositata la neve, questa è la via giusta. Quando prima ho sostenuto che la via era solo per l'uso pastorale è dimostrabile anche dalla caratteristica dell'erba più verde dove psaa il tracciato, le deiezioni ovine fanno miracoli concimatori per decenni.... quindi.... la via è stata usata per la pastorizia. Camminando si attraversano diversi stazzi, con presenza di vecchi ruderi, e fino a quota 2043, appena dopo lo stazzo di Solagna, si svolta verso il versante di Cima Lepri e Pizzo di Sevo. Qui il tracciato diventa meno evidente e più tecnico, abbiamo superato diverse lingue di neve passando anche in tratti rocciosi poco consistenti. Superato il passo di Piè di Lepri, in poco tempo sarete alla fonte Ranna, la fine della via Grande. Siamo poi scesi per il cavallo di Voceto, totalmente segnato fino a San Martino. Per chi è intenzionato a percorrerla solo sull'ultima carta dei sentieri della Laga viene riportata, mentre in quelle precedenti viene indicato il tracciolino che dallo stazzo di Padula raggiunge lo stazzo della Solagna, procuratevi una carta nuova e avventuratevi in questo magnifico posto. E' stata una grande emozione aver attraversato questo luogo, panorami incredibili!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Il mastodontico complesso delle cascate della Morricana è un territorio incredibilmente bello, ogni qualvolta lo si ripercorre è sempre una nuova scoperta. Questa volta il verde del bosco e la bella giornata ci hanno accompagnato per tutta l'escursione fino ai bellissimi stazzi della Morricana alta, verdi, parzialmente innevati. Questa primavera è stata molto piovosa e fredda, la neve ancora è presente alle quote medio alte, il sottobosco umidissimo sarà una grande fabbrica di funghi........ fra qualche giorno!!! Io ero sempre arrivato alla cascata inferiore, la più famosa e facilmente raggiungibile da tutti, mai avevo avuto l'occasione di arrivare sopra, oggi ho scoperto questo nuovo angolo della Laga, ma è inutile che vi racconti quanto è bello, io amo la Laga, ed oggi ho visto un capolavoro della natura. Tutti i corsi d'acqua in questo periodo sono alla massima portata, corsi a tratti impetuosi, da ogni canale o scivolo di arenaria scorrevano metricubi d'acqua. Il sentiero che dalla cascata inferiore porta agli stazzi non è segnato, in salita però è molto evidente la traccia e quindi non si corrono rischi ed è impossibile perdersi, in discesa dovete fare molta attenzione, quando scendete a quota 1570m svoltare immediatamente a destra, basta che ascoltate il rumore della cascata o state molto attenti alla traccia, poco visibile della discesa che porta sotto, altrimenti farete come me, andate dritti.... :D ma come succede spesso in montagna basta poco per perdere la traccia, portatevi sempre una bussola, una cartina e un altimetro..... e non fate spaventare chi viene con voi! :D Il percorso totale si sviluppa su 18 km, 12 su sterrato pianeggiante molto noioso. Fa sempre piacere rivedere questi luoghi, se volete osare (solo per escursionisti esperti) provate a seguire il corso d'acqua, vedrete dei posti incantevoli!!!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Il non inverno sta giungendo al termine, è ora della primavera... ma cavolo non anticipata!!!! Temperature elevatissime per il periodo e per la quota!! Sotto il bosco abbiamo percorso diversi chilometri con temperature intorno ai 20° tra i 1000 e i 1600 m di quota mentre a 1800m, causa bufera di vento, la temperatura era più bassa, circa 15°!!! L'anello di oggi ha attraversato un territorio vasto della zona di Padula, partiti dal desolato abitato di Padula, attualmente conta solo due famiglie residenti, abbiamo imboccato il sentiero che costeggia i ruderi del mulino per poi ricollegarci sul sentiero 341. Attraversando il 341, è possibile andare a vedere i magnifici borghi del Tordino e le scenografiche cascate. La prima che andiamo a vedere è la cascata bassa di Posaturo, un salto di 40 metri, eccezionalmente per il periodo con grande portata d'acqua. Un piccolo scrigno naturalistico a due passi da Padula. Per chi volesse raggiungerla in questo periodo, consiglio molta prudenza sulla ferrata da attraversare prima di giungere nel borghetto della cascata, è molto scivolosa!! Proseguendo il sentiero, attraversiamo il bosco Usteti, ed arriviamo all'incrocio con il sentiero italia, continuiamo il sentiero 341 fino al rifugio della Fiumata. Siamo partiti con il bosco non innevato, ma salendo la neve diventava più presente e più alta fino ad essere costante per tutto il tragitto fino alla fiumata, neve pesantissima, in via di fusione, molto faticosa percorrerla. Attraversiamo i boschi La Fronte, Cesa Lunga e la Macchia della fiumata, tutti boschi di faggi, bellissimi, fitti, in grande forma. All'interno abbiamo intravisto le prime fioriture di Primule, Violette e Crochi, assenza di Bucaneve. Finalmente arriviamo al rifugio della Fiumata, un grande vento ci accoglie nella valle della Fiumata, forti folate contrastavano la nostra progressione, alcune erano davvero forti. Il paesaggio della Fiumata è meraviglioso, grandioso!!! Sono sceso sotto l'alveo del Tordino, lo spettacolo era unico, bellissimo, l'alveo basso incassato tra due ali di arenaria era completamente ghiacciato, scenario incredibile. La valle completamente innevata era suggestiva nonostante le macchie di verde che uscivano dalla neve!! Decidiamo di scendere e di imboccare poi il sentiero 335 che porta verso le cascate delle Sette Fonti, un sentiero poco battuto, infatti alcuni tratti erano quasi chiusi e in punto senza segni, abbiamo desistito a proseguire si stava facendo tardi e verso le 15 pieghiamo verso il sentiero italia per ritornare a Padula. Scendedo siamo andati a vedere la cascata alta di Posaturo, l'ultima prima di giungere al paese... una volta giunti al bar del paese brindiamo con Coca Cola e birra i 20 km di oggi!! La fatica è stata tanta ma ne è valsa la pena per un territorio cosi variegato e bello che circonda Padula, un bellissimo angolo della Laga!!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Tanto sole, pochissima neve, caratteristica di questo inverno. Oggi ero al Ceppo, alla "Terza festa sulle nevi della Laga", un appuntamento fisso del calendario escursionistico del CAI, una due giorni tra i boschi, i prati e monti della Laga. Un appuntamento che ha riscosso molto successo, notevole è stata la partecipazione dei soci delle varie sezioni CAI abruzzesi e anche dei non soci. Un weekend riuscito grazie ad una organizzazione che ha richiesto una buona dose di sacrificio, considerando poi che il "sacrificio" è basato sul solido fondamento del volontariato, per questo non si può dare tutto per scontato e dovuto, ma sorvoliamo...... L'escursione di oggi prevedeva di arrivare a Pizzo di Moscio, ma 50 persone, si sapeva già, non si potevano portare fin lassù e molte infatti sono rimaste ai piedi del cono sommitale di Pizzo di Moscio. La paura di non poter arrivare in vetta per poi ritornare a pranzo in tempo all'albergo Julia ha fatto partire parte del gruppo prima che arrivassero tutti da Teramo, io rimango e accompagno una parte del gruppo rimasto facendoli partire con più calma, più tardi rispetto alla prima carovana. La giornata è stata eccezionale, calda, stare al sole era una goduria, sono salito con il gruppo di coda, meglio non potevo stare. Un grazie va a Noelia che ci ha allietato la passeggiata :), come dico sempre, non è importante arrivare alla meta prefissa, quando si va in montagna è fondamentale il "con chi vai", se è piacevole si possono fare anche pochi metri ed essere ugualmente soddisfatti. A molti sfugge questa condizione.... a molti!! Chiaramente non sono arrivato a Pizzo di Moscio, che non potevo andarci lo sapevo già mi ero rassegnato da diversi giorni, ma è stato ugualmente molto bello. L'incontro con una talpa ha dato quel tocco in più alla giornata!!! La manifestazione si è conclusa a pranzo da Cesira, all'albergo Julia, come sempre i cannelloni ai funghi sono stati un capolavoro!!! Una giornata andata bene, nessuno ha avuto difficoltà, anche se ....... che bella la montagna, e beato chi ci si diverte!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Il libeccio ha sciolto tutta la neve fatta in poco meno di due giorni la scorsa settimana, tutte le creste dei monti della Laga erano spelate, l'unico dubbio che ci poteva frenare era dato dal vento. Quindi abbiamo scelto di raggiungere monte di Mezzo dalla diga del Rio Fucino a Campotosto. Partiamo dalla diga prendendo la comoda sterrata che porta ai prati del Coppo. Paesaggio atipico, sottobosco senza neve, cielo plumbeo. Il freddo sembra non essere mai passato in questi posti, tant'è che sentivamo caldo. Usciamo dal bosco e arriviamo sui pratoni del Coppo, visti l'anno scorso sepolti dalla neve e quest'anno così brulli mettevano tristezza. Di fronte a noi il panorama però era incantevole, la catena del Gran Sasso sembrava fosse a portata di mano per quanto era limpida. Ci incamminiamo per la Solagna e saliamo sulla cresta del colle del Vento, oggi era inutile chedersi perchè si chiamasse così!!! Appena sulla cresta siamo costretti a coprirci a causa del vento freddo che scavalcava la cresta. La cresta è pulitissima, ogni tanto qualche macchia di neve ghiacciatissima, nel terreno non si riuscivano a infilare gli spuntoni delle bacchette per quanto era gelato. Siamo a Monte di Mezzo a 2155m, di fronte il lago di Campotosto, limpidissimo, pareva finto, uno smeraldo incorniciato dalle catene montuose imbiancate. Mentre, nel fondovalle opposto nacevano le prime stratificazioni nuvolose indice di cambiamento circolatorio nelle correnti dell'atmosfera. Davanti a noi notiamo le prime virghe nevose che scendono velocemente di quota, decidiamo quindi di abbassarci immediatamente dal monte di mezzo. Non ripercorriamo la cresta del colle del vento ma andiamo verso colle dei prati per poi chiudere l'anello al Coppo. Inizia a nevicare, dapprima piccoli fiocchi per diventare poi fiocchi a falde larghe. il sottobosco diventa subito bianco, incantevole, veramente bello il bosco così!!!ma ancor più bella è la prateria del Coppo nuovamente bianca!!!! Ci siamo ricordati che è inverno!!! La neve che scendeva inizia a trasformarsi in pioggia, ci facciamo così una buona mezz'ora di escursione sotto la pioggia!! L'anello è concluso, ci siamo un pò bagnati, ma è stato bellissimo ugualmente!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Il territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, offre la possibilità di poter percorrere magnifici posti senza doversi sacrificare più di tanto. Molti dei sentieri che portano ai fossi dei Monti della Laga sono facilmente raggiungibili con l'auto Sono ricchi di meravigliose cascate, scorci naturalistici incredibili. Quest'oggi, con alcuni amici, ho percorso l'anello delle cascate a Padula, abbiamo visitato la cascata di Posaturo, la cascata di Cantagalli e diversi salti minori, il tutto in poco meno di due ore e mezza, nel pieno pomeriggio di un giorno di agosto. Percorso adatto a tutti, non serve allenamento, solo un pizzico di capacità di orientamento in alcuni incroci, il rumore dell'acqua è un buon indicatore di sentiero giusto. Imbocchiamo il sentiero 341, appena prima del ponte di santa croce che porta a Macchiatornella, a circa 5 minuti dalla partenza, alla vostra destra troverete un cartello che vi indicherà il sentiero della cascata di Posaturo. Si scende sotto il fosso e passata una piccola zona attrezzata con un cavo e dei gradini, vi troverete di fronte alla cascata. Bellissimo il colpo d'occhio, tanta era l'acqua che scendeva nonostante il periodo. Risaliamo riprendendo il sentiero 341 e continuiamo a salire tra boschi, torrenti, e ponti.... Passato il ponte della Cavata bisogna salire, ad un certo punto c'è un incrocio di diversi sentieri, prendete quello che scende alla vostra sinistra e camminate fino al ponte Flammagno, dove vi riposerete al fresco!! Da qui si scende alla cascata Cantagalli, tre salti che compongono una delle più belle cascate della Laga, meravigliosa! Riprendendo il sentiero Italia, si continua a scendere e ad un certo punto...... non ve lo dico, se ci andate divertitevi a trovare il sentiero che scende alla cascata minore di Posaturo, ne vale veramente la pena!. L'anello si conclude ritornando poco dopo alle auto. Chi non può permettersi di fare escursionismo per tutto il giorno, ma può solo il pomeriggio, questo è un itinerario ideale per scoprire bellezze nostrane che molti sottovalutano. Non rimanete a casa, uscite e andate a passeggiare per le nostre montagne!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
La cascata della Morricana, oltre che dal sentiero Italia, la si può raggiungere risalendo il fosso del Castellano, alla vostra destra se percorrete il sentiero verso la Morricana. Escursione impegnativa, riservata solo ai più esperti in orientamento e resistenza fisica. Ricordo che la fatica in montagna ripaga sempre con qualcosa di bello e unico, qualcosa che poche persone vedono. Nel caso di oggi, abbiamo risalito il fosso del Castellano per ammirare tutti i salti d'acqua che portano poi alla cascata più imponente dell'intero fosso, la più famosa e facilmente raggiungibile, quella della Morricana. Il fosso in questione si raggiunge imboccando il sentiero ufficiale per la Morricana, il 333, e dopo 20 minuti di camminata troverete uno stazzo più ampio, con un albero segnato davanti a voi, giratevi verso destra e intercettate il tracciolino ripido che scende fin sotto, raggiungerete così la prima cascata, non vi dirò come si va avanti per evitare possibili problemi ai meno esperti..... se decidete di andare a vedere tutte le cascate, ricordatevi che non è una passeggiata, in alcuni casi ci si arrampica su arenaria bagnata, in altri si risalgono pendenze umide ricche di vegetazione, in altri casi si guada il torrente facendo gli equilibristi.... ma ne vale la pena!!! Tanta era l'acqua che scendeva da non sembrare agosto, chissà come saranno queste cascate in primavera!!! Bellissimo il paesaggio, si alternavano stretti passaggi con ampie aperture ad anfiteatro tra pareti di arenaria e bosco, difficile il percorso tra rigogliosa vegetazione, rami e fango.... chi ha intenzione di andarle a vedere stia molto attento!!
|
|
Leggi tutto...
|
|
Questo fine settimana, con un ristretto gruppo di soci CAI, ho passato un weekend tra le montagne della Laga. Arriviamo al Ceppo sabato pomeriggio, accolti da Cesira dell'albergo Julia, abbiamo sistemato le borse e ci siamo fatti un piccolo giretto tra i boschi funestati da una tormenta di vento, prima di abbuffarci di una splendida cena in albergo. Vento caldo che ha allietato la serata e funestato la nottata!! L'escursione di domenica prevedeva di raggiungere Cima Lepri passando per Pizzo di Moscio, ma già dalla mattina presto si era capito che raggiungere solo Pizzo di Moscio era difficile. Ci incamminiamo per il sentiero Italia, attraversando lo splendido bosco di faggi, verdi, rigogliosi, nel massimo splendore. Raggiungiamo il rifugio del Lago dell'Orso e facciamo il punto della situazione, Cima Lepri viene abbandonata come meta, mentre Pizzo di Moscio nel frattempo si era completamente scoperto. Decidiamo quindi di raggiungere almeno Pizzo di Moscio, ma le sagge parole di Pasquale "c'ha tirat na cajol sò pizz di moscio!" si sono rivelate purtroppo esatte. Dopo 30 minuti dal rifugio, sulla storna, si suona la ritirata, il vento è sostenuto, la pioggia a vento era dolorosa sul viso, le nuvole che correvano veloci appena sopra le nostre teste però, ci hanno fatto ammirare un paesaggio meraviglioso, atipico, surreale. La ritirata si ferma per una buona mezz'ora dentro al rifugio del Lago dell'Orso, con camino acceso per riscaldarci e asciugarci i pantaloni.... atmosfera meravigliosa si respirava dentro... Si riparte alla volta del Ceppo per terminare così una bella passeggiata tra vento e boschi della Laga.
|
|
Leggi tutto...
|
|
E' molto difficile descrivere, a parole, la bellezza di questi posti, l'emozione che si prova nell'averli davanti, ammirarli, farli propri. L'anello della Cavata, è l'escursione più emozionante di tutta la Laga, la mia preferita tra tutte quelle che ho fatto e credo non ci siano posti di equivalente bellezza. Sedici chilometri per gli stazzi, i fossi, i nevai, i torrenti e soprattutto le cascate. La caratteristica principale di questo itinerario è la presenza di numerose cascate, tutte spettacolari e questo è il periodo migliore per poter ammirare il sistema dei salti d'acqua più significativo dell'intera Laga, con la massima portata creano cascate innimagginabili per chi non le ha mai viste, sorprendenti per chi le ha viste sempre con portate minime. Corsi d'acqua inguadabili, troppa era l'acqua di fusione della neve che scendeva dagli stazzi della Cavata, convogliandosi nel fosso della Cavata. Le emozioni in questa escursione iniziano da subito, già nel bosco della Martese, verde, lussureggiante, per gli stazzi carichi di fiori, per il panorama superbo sul Gran Sasso. Continuano appena imboccato il sentiero che scende fin sotto il fosso, nel bosco di Langamella, esplodendo davanti alla più bella cascata del fosso, quella nei pressi della presa dell'Enel. Magnifica, alta, spettacolare, incredibile il volume d'acqua che precipita dall'alto. Si risale costeggiando il fosso, con la continua sinfonia dei corsi d'acqua che scorrono da tutte le parti. Dopo aver ammirato diversi salti si arriva agli stazzi della Cavata, fuori dal bosco, indescrivibile la bellezza di questo luogo, vi basta se vi dico che mi vengono i brividi se ci ripenso? l'ultima cascata della Cavata è un capolavoro della natura, della dinamica della natura, capace di scavare una galleria sopra il torrente, da permettermi di entrarci ed ammirare l'arte con cui la natura scolpisce certe forme. Credetemi è stata una cosa meravigliosa vedere tutto ciò!! Escursione fortemente voluta ed inserita nel calendario escursionistico del CAI di Teramo, l'alta richiesta di partecipazione ha richiesto una grande organizzazione con l'aiuto di Federica, Lucio e Filippo abbiamo portato 55 persone ad ammirare uno degli angoli nascosti più belli da raggiungere, direi uno scrigno della natura. Ringrazio per la partecipazione i CAI di Arsita, Castelli, Loreto, Rieti e di Teramo, ringrazio anche Cesira dell'Albergo JULIA che ci ha messo a disposizione la sala per una merenda a base di salumi, formaggi e funghi, inoltre ringrazio anche le cameriere Paola e Catia che hanno contribuito al successo di questa meravigliosa giornata. Ricordo che dal Ceppo si possono raggiungere magnifici posti con pochi chilometri di camminata, non snobbiamo questo posto, andateci la domenica e percorrete qualche sentiero, fate anche solo due passi nei boschi e capirete quanto è sorprendente questo luogo. Non esiste solo Prati di Tivo, c'è tanto per divertirsi, per rilassarsi anche qui..........non si trovano solo i funghi qui ma tante altre cose e si mangia veramente bene.....
|
|
Leggi tutto...
|
|
| << Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >>
| | Risultati 1 - 11 di 42 |
|