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Monti della Laga
Il non inverno sta giungendo al termine, è ora della primavera... ma cavolo non anticipata!!!! Temperature elevatissime per il periodo e per la quota!! Sotto il bosco abbiamo percorso diversi chilometri con temperature intorno ai 20° tra i 1000 e i 1600 m di quota mentre a 1800m, causa bufera di vento, la temperatura era più bassa, circa 15°!!! L'anello di oggi ha attraversato un territorio vasto della zona di Padula, partiti dal desolato abitato di Padula, attualmente conta solo due famiglie residenti, abbiamo imboccato il sentiero che costeggia i ruderi del mulino per poi ricollegarci sul sentiero 341. Attraversando il 341, è possibile andare a vedere i magnifici borghi del Tordino e le scenografiche cascate. La prima che andiamo a vedere è la cascata bassa di Posaturo, un salto di 40 metri, eccezionalmente per il periodo con grande portata d'acqua. Un piccolo scrigno naturalistico a due passi da Padula. Per chi volesse raggiungerla in questo periodo, consiglio molta prudenza sulla ferrata da attraversare prima di giungere nel borghetto della cascata, è molto scivolosa!! Proseguendo il sentiero, attraversiamo il bosco Usteti, ed arriviamo all'incrocio con il sentiero italia, continuiamo il sentiero 341 fino al rifugio della Fiumata. Siamo partiti con il bosco non innevato, ma salendo la neve diventava più presente e più alta fino ad essere costante per tutto il tragitto fino alla fiumata, neve pesantissima, in via di fusione, molto faticosa percorrerla. Attraversiamo i boschi La Fronte, Cesa Lunga e la Macchia della fiumata, tutti boschi di faggi, bellissimi, fitti, in grande forma. All'interno abbiamo intravisto le prime fioriture di Primule, Violette e Crochi, assenza di Bucaneve. Finalmente arriviamo al rifugio della Fiumata, un grande vento ci accoglie nella valle della Fiumata, forti folate contrastavano la nostra progressione, alcune erano davvero forti. Il paesaggio della Fiumata è meraviglioso, grandioso!!! Sono sceso sotto l'alveo del Tordino, lo spettacolo era unico, bellissimo, l'alveo basso incassato tra due ali di arenaria era completamente ghiacciato, scenario incredibile. La valle completamente innevata era suggestiva nonostante le macchie di verde che uscivano dalla neve!! Decidiamo di scendere e di imboccare poi il sentiero 335 che porta verso le cascate delle Sette Fonti, un sentiero poco battuto, infatti alcuni tratti erano quasi chiusi e in punto senza segni, abbiamo desistito a proseguire si stava facendo tardi e verso le 15 pieghiamo verso il sentiero italia per ritornare a Padula. Scendedo siamo andati a vedere la cascata alta di Posaturo, l'ultima prima di giungere al paese... una volta giunti al bar del paese brindiamo con Coca Cola e birra i 20 km di oggi!! La fatica è stata tanta ma ne è valsa la pena per un territorio cosi variegato e bello che circonda Padula, un bellissimo angolo della Laga!!!
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Tanto sole, pochissima neve, caratteristica di questo inverno. Oggi ero al Ceppo, alla "Terza festa sulle nevi della Laga", un appuntamento fisso del calendario escursionistico del CAI, una due giorni tra i boschi, i prati e monti della Laga. Un appuntamento che ha riscosso molto successo, notevole è stata la partecipazione dei soci delle varie sezioni CAI abruzzesi e anche dei non soci. Un weekend riuscito grazie ad una organizzazione che ha richiesto una buona dose di sacrificio, considerando poi che il "sacrificio" è basato sul solido fondamento del volontariato, per questo non si può dare tutto per scontato e dovuto, ma sorvoliamo...... L'escursione di oggi prevedeva di arrivare a Pizzo di Moscio, ma 50 persone, si sapeva già, non si potevano portare fin lassù e molte infatti sono rimaste ai piedi del cono sommitale di Pizzo di Moscio. La paura di non poter arrivare in vetta per poi ritornare a pranzo in tempo all'albergo Julia ha fatto partire parte del gruppo prima che arrivassero tutti da Teramo, io rimango e accompagno una parte del gruppo rimasto facendoli partire con più calma, più tardi rispetto alla prima carovana. La giornata è stata eccezionale, calda, stare al sole era una goduria, sono salito con il gruppo di coda, meglio non potevo stare. Un grazie va a Noelia che ci ha allietato la passeggiata :), come dico sempre, non è importante arrivare alla meta prefissa, quando si va in montagna è fondamentale il "con chi vai", se è piacevole si possono fare anche pochi metri ed essere ugualmente soddisfatti. A molti sfugge questa condizione.... a molti!! Chiaramente non sono arrivato a Pizzo di Moscio, che non potevo andarci lo sapevo già mi ero rassegnato da diversi giorni, ma è stato ugualmente molto bello. L'incontro con una talpa ha dato quel tocco in più alla giornata!!! La manifestazione si è conclusa a pranzo da Cesira, all'albergo Julia, come sempre i cannelloni ai funghi sono stati un capolavoro!!! Una giornata andata bene, nessuno ha avuto difficoltà, anche se ....... che bella la montagna, e beato chi ci si diverte!!
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Il libeccio ha sciolto tutta la neve fatta in poco meno di due giorni la scorsa settimana, tutte le creste dei monti della Laga erano spelate, l'unico dubbio che ci poteva frenare era dato dal vento. Quindi abbiamo scelto di raggiungere monte di Mezzo dalla diga del Rio Fucino a Campotosto. Partiamo dalla diga prendendo la comoda sterrata che porta ai prati del Coppo. Paesaggio atipico, sottobosco senza neve, cielo plumbeo. Il freddo sembra non essere mai passato in questi posti, tant'è che sentivamo caldo. Usciamo dal bosco e arriviamo sui pratoni del Coppo, visti l'anno scorso sepolti dalla neve e quest'anno così brulli mettevano tristezza. Di fronte a noi il panorama però era incantevole, la catena del Gran Sasso sembrava fosse a portata di mano per quanto era limpida. Ci incamminiamo per la Solagna e saliamo sulla cresta del colle del Vento, oggi era inutile chedersi perchè si chiamasse così!!! Appena sulla cresta siamo costretti a coprirci a causa del vento freddo che scavalcava la cresta. La cresta è pulitissima, ogni tanto qualche macchia di neve ghiacciatissima, nel terreno non si riuscivano a infilare gli spuntoni delle bacchette per quanto era gelato. Siamo a Monte di Mezzo a 2155m, di fronte il lago di Campotosto, limpidissimo, pareva finto, uno smeraldo incorniciato dalle catene montuose imbiancate. Mentre, nel fondovalle opposto nacevano le prime stratificazioni nuvolose indice di cambiamento circolatorio nelle correnti dell'atmosfera. Davanti a noi notiamo le prime virghe nevose che scendono velocemente di quota, decidiamo quindi di abbassarci immediatamente dal monte di mezzo. Non ripercorriamo la cresta del colle del vento ma andiamo verso colle dei prati per poi chiudere l'anello al Coppo. Inizia a nevicare, dapprima piccoli fiocchi per diventare poi fiocchi a falde larghe. il sottobosco diventa subito bianco, incantevole, veramente bello il bosco così!!!ma ancor più bella è la prateria del Coppo nuovamente bianca!!!! Ci siamo ricordati che è inverno!!! La neve che scendeva inizia a trasformarsi in pioggia, ci facciamo così una buona mezz'ora di escursione sotto la pioggia!! L'anello è concluso, ci siamo un pò bagnati, ma è stato bellissimo ugualmente!!
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Il territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, offre la possibilità di poter percorrere magnifici posti senza doversi sacrificare più di tanto. Molti dei sentieri che portano ai fossi dei Monti della Laga sono facilmente raggiungibili con l'auto Sono ricchi di meravigliose cascate, scorci naturalistici incredibili. Quest'oggi, con alcuni amici, ho percorso l'anello delle cascate a Padula, abbiamo visitato la cascata di Posaturo, la cascata di Cantagalli e diversi salti minori, il tutto in poco meno di due ore e mezza, nel pieno pomeriggio di un giorno di agosto. Percorso adatto a tutti, non serve allenamento, solo un pizzico di capacità di orientamento in alcuni incroci, il rumore dell'acqua è un buon indicatore di sentiero giusto. Imbocchiamo il sentiero 341, appena prima del ponte di santa croce che porta a Macchiatornella, a circa 5 minuti dalla partenza, alla vostra destra troverete un cartello che vi indicherà il sentiero della cascata di Posaturo. Si scende sotto il fosso e passata una piccola zona attrezzata con un cavo e dei gradini, vi troverete di fronte alla cascata. Bellissimo il colpo d'occhio, tanta era l'acqua che scendeva nonostante il periodo. Risaliamo riprendendo il sentiero 341 e continuiamo a salire tra boschi, torrenti, e ponti.... Passato il ponte della Cavata bisogna salire, ad un certo punto c'è un incrocio di diversi sentieri, prendete quello che scende alla vostra sinistra e camminate fino al ponte Flammagno, dove vi riposerete al fresco!! Da qui si scende alla cascata Cantagalli, tre salti che compongono una delle più belle cascate della Laga, meravigliosa! Riprendendo il sentiero Italia, si continua a scendere e ad un certo punto...... non ve lo dico, se ci andate divertitevi a trovare il sentiero che scende alla cascata minore di Posaturo, ne vale veramente la pena!. L'anello si conclude ritornando poco dopo alle auto. Chi non può permettersi di fare escursionismo per tutto il giorno, ma può solo il pomeriggio, questo è un itinerario ideale per scoprire bellezze nostrane che molti sottovalutano. Non rimanete a casa, uscite e andate a passeggiare per le nostre montagne!!
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La cascata della Morricana, oltre che dal sentiero Italia, la si può raggiungere risalendo il fosso del Castellano, alla vostra destra se percorrete il sentiero verso la Morricana. Escursione impegnativa, riservata solo ai più esperti in orientamento e resistenza fisica. Ricordo che la fatica in montagna ripaga sempre con qualcosa di bello e unico, qualcosa che poche persone vedono. Nel caso di oggi, abbiamo risalito il fosso del Castellano per ammirare tutti i salti d'acqua che portano poi alla cascata più imponente dell'intero fosso, la più famosa e facilmente raggiungibile, quella della Morricana. Il fosso in questione si raggiunge imboccando il sentiero ufficiale per la Morricana, il 333, e dopo 20 minuti di camminata troverete uno stazzo più ampio, con un albero segnato davanti a voi, giratevi verso destra e intercettate il tracciolino ripido che scende fin sotto, raggiungerete così la prima cascata, non vi dirò come si va avanti per evitare possibili problemi ai meno esperti..... se decidete di andare a vedere tutte le cascate, ricordatevi che non è una passeggiata, in alcuni casi ci si arrampica su arenaria bagnata, in altri si risalgono pendenze umide ricche di vegetazione, in altri casi si guada il torrente facendo gli equilibristi.... ma ne vale la pena!!! Tanta era l'acqua che scendeva da non sembrare agosto, chissà come saranno queste cascate in primavera!!! Bellissimo il paesaggio, si alternavano stretti passaggi con ampie aperture ad anfiteatro tra pareti di arenaria e bosco, difficile il percorso tra rigogliosa vegetazione, rami e fango.... chi ha intenzione di andarle a vedere stia molto attento!!
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Questo fine settimana, con un ristretto gruppo di soci CAI, ho passato un weekend tra le montagne della Laga. Arriviamo al Ceppo sabato pomeriggio, accolti da Cesira dell'albergo Julia, abbiamo sistemato le borse e ci siamo fatti un piccolo giretto tra i boschi funestati da una tormenta di vento, prima di abbuffarci di una splendida cena in albergo. Vento caldo che ha allietato la serata e funestato la nottata!! L'escursione di domenica prevedeva di raggiungere Cima Lepri passando per Pizzo di Moscio, ma già dalla mattina presto si era capito che raggiungere solo Pizzo di Moscio era difficile. Ci incamminiamo per il sentiero Italia, attraversando lo splendido bosco di faggi, verdi, rigogliosi, nel massimo splendore. Raggiungiamo il rifugio del Lago dell'Orso e facciamo il punto della situazione, Cima Lepri viene abbandonata come meta, mentre Pizzo di Moscio nel frattempo si era completamente scoperto. Decidiamo quindi di raggiungere almeno Pizzo di Moscio, ma le sagge parole di Pasquale "c'ha tirat na cajol sò pizz di moscio!" si sono rivelate purtroppo esatte. Dopo 30 minuti dal rifugio, sulla storna, si suona la ritirata, il vento è sostenuto, la pioggia a vento era dolorosa sul viso, le nuvole che correvano veloci appena sopra le nostre teste però, ci hanno fatto ammirare un paesaggio meraviglioso, atipico, surreale. La ritirata si ferma per una buona mezz'ora dentro al rifugio del Lago dell'Orso, con camino acceso per riscaldarci e asciugarci i pantaloni.... atmosfera meravigliosa si respirava dentro... Si riparte alla volta del Ceppo per terminare così una bella passeggiata tra vento e boschi della Laga.
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E' molto difficile descrivere, a parole, la bellezza di questi posti, l'emozione che si prova nell'averli davanti, ammirarli, farli propri. L'anello della Cavata, è l'escursione più emozionante di tutta la Laga, la mia preferita tra tutte quelle che ho fatto e credo non ci siano posti di equivalente bellezza. Sedici chilometri per gli stazzi, i fossi, i nevai, i torrenti e soprattutto le cascate. La caratteristica principale di questo itinerario è la presenza di numerose cascate, tutte spettacolari e questo è il periodo migliore per poter ammirare il sistema dei salti d'acqua più significativo dell'intera Laga, con la massima portata creano cascate innimagginabili per chi non le ha mai viste, sorprendenti per chi le ha viste sempre con portate minime. Corsi d'acqua inguadabili, troppa era l'acqua di fusione della neve che scendeva dagli stazzi della Cavata, convogliandosi nel fosso della Cavata. Le emozioni in questa escursione iniziano da subito, già nel bosco della Martese, verde, lussureggiante, per gli stazzi carichi di fiori, per il panorama superbo sul Gran Sasso. Continuano appena imboccato il sentiero che scende fin sotto il fosso, nel bosco di Langamella, esplodendo davanti alla più bella cascata del fosso, quella nei pressi della presa dell'Enel. Magnifica, alta, spettacolare, incredibile il volume d'acqua che precipita dall'alto. Si risale costeggiando il fosso, con la continua sinfonia dei corsi d'acqua che scorrono da tutte le parti. Dopo aver ammirato diversi salti si arriva agli stazzi della Cavata, fuori dal bosco, indescrivibile la bellezza di questo luogo, vi basta se vi dico che mi vengono i brividi se ci ripenso? l'ultima cascata della Cavata è un capolavoro della natura, della dinamica della natura, capace di scavare una galleria sopra il torrente, da permettermi di entrarci ed ammirare l'arte con cui la natura scolpisce certe forme. Credetemi è stata una cosa meravigliosa vedere tutto ciò!! Escursione fortemente voluta ed inserita nel calendario escursionistico del CAI di Teramo, l'alta richiesta di partecipazione ha richiesto una grande organizzazione con l'aiuto di Federica, Lucio e Filippo abbiamo portato 55 persone ad ammirare uno degli angoli nascosti più belli da raggiungere, direi uno scrigno della natura. Ringrazio per la partecipazione i CAI di Arsita, Castelli, Loreto, Rieti e di Teramo, ringrazio anche Cesira dell'Albergo JULIA che ci ha messo a disposizione la sala per una merenda a base di salumi, formaggi e funghi, inoltre ringrazio anche le cameriere Paola e Catia che hanno contribuito al successo di questa meravigliosa giornata. Ricordo che dal Ceppo si possono raggiungere magnifici posti con pochi chilometri di camminata, non snobbiamo questo posto, andateci la domenica e percorrete qualche sentiero, fate anche solo due passi nei boschi e capirete quanto è sorprendente questo luogo. Non esiste solo Prati di Tivo, c'è tanto per divertirsi, per rilassarsi anche qui..........non si trovano solo i funghi qui ma tante altre cose e si mangia veramente bene.....
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Oggi abbiamo percorso uno tra gli anelli escursionistici più lunghi e panoramici di tutta la Laga, da Alvi al Monte di Mezzo scendendo per il Coppo. Escursione molto lunga, circa 19 km, con il dislivello maggiore tra quelle che raggiungono Monte di Mezzo, 1100m di dislivello. La caratteristica principale di questo percorso è fondamentalmente il panorama, dalle ampie vedute sulla valle delle Cento Fonti alle vedute aeree sul Gran Sasso e il Lago di Campotosto. Il percorso non è segnato, pochissimi percorrono questi tratti, ed è il motivo per cui posso consigliarvi di intraprendere questo anello solo se siete escursionisti esperti che sanno procedere con carta alla mano e tanto fiuto. Siamo partiti da Alvi, un paesino arroccato a quasi 1000m slm, lasciamo le auto in paese e prendiamo l'evidente sterrata che incrocia la chiesetta di Santa Croce e poco più avanti una sorgente captata. Si prosegue per un sentiero non evidente tra cespugli di ginepro (agopuntura gratis!) fino a giungere a Passo Cattivo. Inizia un pezzo di sentiero che si inerpica per 100 m di dislivello tutto su roccia, sembra quasi una scalinata, fatti i gradoni usciamo su una radura da dove iniziamo ad ammirare le vedute aeree sul Gran Sasso. Salendo altri 200m di dislivello arriviamo al primo punto fisso al Colle dei Prati, qui c'è una palina del parco. A NE puntiamo la Montagnola e dopo 1 ora e mezza siamo in cima a Monte di Mezzo. Vedute magnifiche da qui, sul Gorzano, su Campotosto, sul Gran Sasso. Puntiamo la bussola a sud su Peschio Menicone per intercettare il sentiero che porta al Coppo, località dove si incrocia il nostro sentiero con il SI 300. Usciamo sulla bellissima radura del Coppo, un prato circondato da alberi, con la nebbia che decorava ancor di più il bellissimo panorama. Da qui il sentiero di ritorno si complica, a metà strada tra il Coppo e il Colle dei Prati la traccia non è più evidente e si deve procedere ad intuito e con l'aiuto della bussola. Usciti dal bosco raggiungiamo Colle dei Prati per ripercorrere il sentiero di partenza e giungere ad Alvi. Escursione molto lunga, per esperti, noi abbiamo avuto difficoltà nel trovare i sentieri giusti, ma ne è valsa la pena vagare per i boschi con il più sano spirito d'avventura che ci accomuna! La pioggia, la grandine e la nebbia non hanno facilitato l'escursione, ma l'hanno resa unica, irripetibile.
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Il secondo tentativo di arrivare al Gorzano, la vetta più alta dei monti della Laga, è riuscito. Partiamo dal Colle della Pietra, proseguendo per i prati del Cegno, tirando dritti fino al Gorzano, la discesa invece ha costeggiato la costa delle Troie. La zona è monotona, poco impegnativa, ma per il valore aggiunto della velocità di conquista della cima la zona viene annoverata tra i migliori percorsi del Gorzano. Da questo versante, si può godere di un bellissimo panorama sulla vallata teramana, si ammira la catena del Gran Sasso e le vette della Laga sembrano tutte e a portata di mano. Il territorio che abbiamo attraversato anticamente veniva sfruttato per le coltivazioni di orzo, segale, gran turco e patate, coltivazioni che si estendevano fino a oltre i 1800 m. Territorio ora dedito alla pastorizia, lo dimostra il numero di rifugi che insistono sull'area. E' stata una zona nevralgica per i monti della Laga, tutte le strade che attraversavano i due versanti, quello amatriciano e quello teramano, venivano chiamate Salarie, ovvero strade che portavano al mare. L'ultimo chilometro della strada che da Cesacastina porta al Colle della Pietra ricalca un tratto di un vecchio selciato, tutt'ora visibile. Negli anni prima della guerra era un territorio governato dai banditi che si rifugiavano nei vari rifugi disseminati tra le Centofonti, il Cegno e la Fiumata, fino a prima della guerra insisteva anche un sistema di teleferica per il trasporto a valle del legname. La camminata di oggi si è svoltatra tra la nebbia ed un sole cocente, abbiamo ammirato giochi di luce unici, scenografie di nuvole meravigliose e dalla cima un panorama che spaziava sul Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.
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 L'escursione di oggi è da annoverare tra le più belle mai fatte. Il fine settimana dell'ingresso della primavera è stato contraddistinto da condizioni meteo di puro stampo invernale, si può parlare quasi di evento storico per il periodo nelle nostre montagne. In due giorni le montagne sono state ricoperte da un ulteriore strato di neve di diversi cm, nel caso nostro superava il metro di altezza di neve freschissima! Il CAI di Teramo con il suo gruppo escursionistico e scialpinistico e la partecipazione di una rappresentanza del CAI di Antrodoco, oggi ha festeggiato la giornata mondiale dell'acqua, andando a visitare il luogo per antonomasia più ricco di acqua dei monti della Laga, le Cento Fonti. Siamo partiti dal paese di Cesacastina immerso nella neve primaverile, seguendo la vecchia carrareccia siamo arrivati al rifugio dell'enel di Fosso dell'acero, da qui abbiamo intrapreso il sentiero per i prati de Le Cannare per imboccare il sentiero Italia che costeggia gli scivoli del Fosso dell'Acero. Siamo saliti fino a quota 1900, oltre non conveniva andare per il manto nevoso troppo soffice, in alcuni punti si sfondava fino al bacino. Per il ritorno è stato seguito il percorso parallelo al precedente, sull'altro lato del fosso fino al paese di Cesacastina, da qui abbiamo ammirato il bosco sommerso dalla neve, i bellissimi panorami che si aprivano sul Gran Sasso e soprattutto del bellissimo sole che è arrivato puntuale a metà giornata dopo le nuvole. Giornata favolosa, partita con tempo brutto, nuvoloso, e come da previsione ci siamo ritrovati in distese di neve sotto un bellissimo sole e sopra un manto nevoso magnifico, soffice, unico, tanta era la neve che il letto di arenaria dove scorre il torrente, era completamente coperto. 10 km nella natura invernale dei monti della Laga, 10 km di emozioni, 10 km forse irripetibili per l'eccezionalità della neve, mi dispiace per chi non ha potuto ammirare dal vivo e provare la gioia di stare in un territorio così bello, mi dispiace anche per chi non ha la voglia di andare a vedere tutto ciò!!! La giornata è finita poi al ristorante "zii mari" con una merenda di polenta, tagliatelle al sugo di castrato, salsicce alla brace e tanto altro..... |
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Escursione fissa del calendario escursionistico del CAI di Teramo, giunta alla seconda edizione, ha richiamato l'attenzione di numerosi escursionisti, quasi 60, del CAI di Teramo, Arsita e Antrodoco. La traversata di oggi è stata caratterizzata dal maltempo, nebbia e neve hanno nascosto il meraviglioso panorama che si può ammirare dalle praterie e le creste di questo itinerario, ma il paesaggio innevato e ghiacciato è stato ugualmente bello e caratteristico. Il percorso, lungo ma non faticoso, si sviluppa per il primo tratto sul sentiero Italia proseguendo per il sentiero 355, alle pendici di Monte di Mezzo, fino al colle dei Prati per poi scendere al paese di Frattoli. Dodici chilometri di immersione nella natura, si attraversano bellissimi boschi, grandi praterie fino a raggiungere il punto più alto del colle dei prati da dove si osserva il panorama dal Gran Sasso al mare. Peccato per il panorama mancato, ma ci rifaremo il prossimo anno.
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