Ennesima domenica invernale che di invernale ha ben poco, e per fortuna è l'ultima, dalla prossima settimana i nostri monti saranno sommersi di neve. Decidiamo di andare nel territorio del Gorzano, vogliamo vedere il rifugio degli stazzi di Jacci di Vanna e ovviamente salire sul Gorzano. Giornata tersa, il fondo valle fino al mare sommerso dall'inversione termica (nebbia) e noi invece al sole, al caldo. Arriviamo a Cesacastina, imbocchiamo la sterrata fino a quando la strada era carrabile. Lasciamo l'auto sotto Colle dei Prati e saliamo in direzione del Colle. Andiamo ad intercettare il tracciolino che porta all'imbocco del sentiero che scende sotto alle Cento Fonti. Siamo sulla Costa delle Troie, curioso nome che evoca pensieri Hot, ma in realtà il toponimo "Costa delle Troie" sta ad indicare "Territorio delle scrofe dei cinghiali". Alla fine del 700 il territorio dell'Abruzzo Ulteriore si avvia a passare un decennio di crisi economica e sociale. L'invasione dei francesi fu devastante per il territorio montano, furono razziati di tutto, così da divenire la parte del regno più misera e squallida. Gli abitanti furono costretti per sopravvivere a coltivare di tutto, disboscando fino a quote molto alte, granturco, grano e patate, quest'ultime si possono coltivare fino a 2000m e i cinghiali facevano, così, grandi scorpacciate. La loro numerosa presenza ha dato il nome alla cresta sud del Gorzano, appunto la "Costa delle Troie". Abbiamo attraversato una zona che una volta era ricca di coltivazioni, era terra di rifugio dei briganti, abbiamo salito la "Costa delle Troie" per arrivare in cima alla vetta più alta della Laga, al Gorzano. Salita a dir poco monotona, l'unica cosa che mi dava la forza di salire era la giornata tersa e quello che avrei potuto vedere dalla vetta. Una volta in vetta, quello che immaginavo era lì, il panorama era formidabile. Spaziava a 360°, la Majella sembrava a due passi, il Gran Sasso poteva essere toccato con mano come i Sibillini, lontani, ma sembravano stare a due passi. Si scorgevano tutte le catene del centro Italia, i Monti Gemelli, il Velino-Sirente, i Reatini, i Carseolani persino il Conero era visibilissimo. Panorami superbi sulla conca di Amatrice, sulla via Ranna, sui fossi della Fiumata e delle Centofonti. Riscendiamo con tutta calma, ed andiamo ad intercettare il rifugio degli Stazzi di Jacci di Vanna. Percorriamo la cresta della Cimata, che si affaccia sulla Fiumata, tutta in ombra e tutta ghiacciata. Scorgiamo il rifugetto, una perla di rifugio, un panorama da goderci, unico, protetto dal vento, un piccolo gioiello da 4m per 7m. Un peccato vederlo ridotto così, usato solo per i pastori, maledetti usi civici, i montanari si ricordano solo dei diritti di cui godono su queste terre ma i doveri facilmente se li scordano, la manutenzione è necessaria!!!! Il sole sta tramontando, e l'escursione giunge al termine.
- fossetto -
- piccolo canale -
- panorama sulle centofonti dal bordo della costa delle troie -
- centofonti -
- incisioni -
- panorama sulle creste della Laga, monte San Franco e velino Sirente -
- Cima della Laghetta -
- creste -
- panorama appena sotto la vetta -
- vetta -
- panorama dalla vetta, Pizzo di Moscio, Cima Lepri e pizzo di sevo, in lontananza Sibillini, Conero e Girella -
- vetta -
- panorama sulla Cima della Laghetta, Monte di Mezzo, Gran Sasso, Majella, Velino sirente -
- la via Ranna -
- Conca di Amatrice -
- fosso di Ortanza -
- panorama -
- ghiaccio -
- cresta della Cimata, Gorzano e fosso della Fiumata -
- rifugio degli stazzi di Jacci di Vanna -
- rifugio -
- interno del rifugio -
- il sole inizia a calare -
- Gran Sasso -
- Monti Gemelli -
- all'uscita del bosco -
- fondovalle annebbiato -
- tramonto -
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