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Nepal - Annapurna
Partenza dall'Italia
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Ci siamo, ore 7.00, si parte in auto direzione aereoporto di Fiumicino. Sta iniziando la due giorni di spostamenti prima di arrivare nella capitale nepalese, all'aereoporto internazionale di Tribhuvan a Kathmandu. Si parte alle 12.15 da Roma, dopo il checkin e le varie operazioni di sicurezza, perquisizioni e passaggio ai raggi x, ci imbarchiamo con cospiquo ritardo. L'adrenalina è palpabile, la gioia dei compagni di viaggio è coinvolgente. Si parte, in 2 ore e mezza ci ritroviamo a Londra, all'aereoporto di Heathrow, con gigantesco ritardo!!! Le operazioni di sbarco sono lentissime, la paura di perdere l'aereo per New Dheli è tangibile. All'uscita dall'aereo, la sorpresa, una piccola hostess della British Airways ci comunica che dobbiamo essere veloci a prendere la coincidenza e ci accompagna al checkin,  non credevo assolutamente che intedesse correre!!! Inizia così la corsa per il terminal dell'aereoporto, la signorina, con i tacchi, ci da filo da torcere..... prendiamo le scale mobili e, corre anche per le scale..... stremati giungiamo in tempo per le operazioni di sicurezza dei bagagli e prendiamo il Boeing 747 che in 8 ore ci porterà a New Delhi. Anche questo volo porta un enorme ritardo. Alle 16, ore locali, siamo in volo. Siamo tutti comodi, con il televisore personale, dove si potevano scegliere film, musica, ed altro.... Poco dopo la partenza inizia il valzer delle portate culinarie, penso che abbiamo mangiato più in aereo che altrove!!! Inizia così, lo spirito di adattamento del sottoscritto, da ora si mangia tutto ciò che viene servito, bisogna ambientarsi!!! Otto ore non passano mai, i muscoli rilassati sul sedile si sentono..... Fuori è ancora notte, stiamo per atterrare sorvolando la gigantesca città di New Delhi, immensa!! E' ancora buio, e siamo in India, ora bisogna prendere l'ultimo aereo per il Nepal, ma non è andata come doveva andare. Bisogna ritirare i bagagli, quasi un'ora in attesa dell'uscita delle nostre valigie, la paura che non arrivassero stava diventando seria preoccupazione. Per fortuna che arrivano tutte e rinizia la corsa al checkin del nostro volo, troppo tardi, i controlli fiscalissimi dell'esercito indiano e i ritardi accumulati, purtroppo ce l'hanno fatto perdere. Inizia il calvario, la stanchezza è notevole, per il volo successivo abbiamo aspettato 5 ore. Arriviamo all'aereoporto di Kathmandu al tramonto, inizia l'avventura nepalese, compiliano e paghiamo i visti per l'ingresso e siamo così ospiti del Nepal. Un pulmino ci attende fuori l'aereoporto, iniziando così anche la nuova esperienza delle strade e della guida nepalese!!! incredibile!!! Il clacson è in primo dispositivo di sicurezza su queste strade, suonano sempre!! si sorpassa di continuo, l'uso dei freni è un optional, si schivano all'utlimo momento.... mbè chi non è abituato passa sicuramente momenti brutti..... Siamo ora nel quartie Thamel, il quartiere per gli occidentali, il più "evoluto", dove abbiamo l'albergo.
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Spostamento in auto da Kathmandu a Pokhara
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Dopo una colazione "pietosa" in albergo a Kathmandu, composta da due panini con formaggio sintetico e due tazze di black tea, inizia la nostra avventura sulle strade nepalesi! Sveglia alle 6 per partire alle 6.30. Nel cortile dell'albergo c'è il nostro Vanette 4x4 con autista che ci aspetta per portarci finalmente a Pokhara, da dove avrà inizio il nostro trekking. Cornor è il nome di questo simpatico autista, mentre la pronuncia è Cornu, da noi poi ribattezzato Curnù!! Nel cortile inizia una danza tra il portiere dello stabile, l'autista  e noi per caricare gli zaini e le valigie nel Vanette, pregandoci di lasciar fare loro, così dopo qualche minuto il furgoncino era pronto per partire..... Nel frattempo mi sono affacciato, alle ore 6.30, sulla strada per curiosare il grande via vai di gente, e con stupore, vedo una marea di ragazzini vestiti con le divise scolastiche recarsi verso le proprie stutture. Vedere a quell'ora tutto quel brulicare di gente, tutti quei negozi aperti mi ha lasciato esterefatto, in Italia alle 6.30 si è ancora nella fase REM. Partiamo, iniziano i clacson della caotica Kathmandu, inizia la spericolata gara dei motociclisti che sfidano i camion che sfidano le persone  che sfidano i pullman che sfidano i taxi,  c'è il tutti contro tutto, è  uno schivarsi all'ultimo momento!! Per non parlare della polvere e dello smog, con il mezzo chiuso, siamo stati costretti ad indossare le mascherine in quanto non si respirava più!! Però è stato bello vedere Kathmandu al risveglio, vedere uno scorcio di vita quotidiana, come il lavarsi in una fontana pubblica immersi nel traffico, o riscaldarsi con falò di fortuna. Ma un gesto quotidiano dei nepalesi, mi ha colpito più degli altri, tutti si lavano i denti. Ho visto tantissima gente lavarsi i denti, ovunque, sulle scale, sulle sedie, in piedi..... Si esce finalmente da Kathmandu, inizia la Prithvi Ramarg, l'unica arteria stradale che collega la città con Pokhara, la nostra meta di destinazione. Il programma indicava 8 ore di auto per 250km, io pensavo fosse un errore, invece appena fuori la città ho iniziato ad intuire il perchè...... Già i primi chilometri sono da brividi, camion e pullman sbucavano da tutte le parti, da destra, sinistra, sopra, sotto, è incredibile la guida nepalese, anzi è assurda!!! Iniziamo a vedere i primi camion schiantati sotto al fosso e contro le pareti rocciose della strettissima strada.
 
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Da Kande a Tolka
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E' finalmente arrivato il grande giorno, è il 25 novembre e ci aspettano 9 giorni intensi di immersione nella natura. A causa della valigia lasciata a Kathmandu, la partenza del trekking è stata posticipata, si partirà molto tardi verso le 12.00. Sveglia all'alba, iniziamo a preparare i nostri zaini e gli zaini che porteranno le nostre Sherpa. La nostra organizzazione ci ha dato la possibilità di scegliere i portatori, se uomini o donne, nel secondo caso possono portare meno chili. Per l'organizzazione far lavorare le donne, in nepal molto discriminate, era un segno di riconoscenza verso il popolo femminile. Così la scelta è ricaduta sulle portatrici donna. Con tutta calma facciamo un'abbondante colazione, e devo dire anche ottima! seduti sul balconcino del ristorante davanti al lago di Pokhara. Gli zaini sono quasi pronti, tranne quello di Valentina, che ansiosa aspetta la valigia. La consegna è prevista per le 10.30, ma come sempre tarda un pò. Nel frattempo arrivano le nostre Sherpa, la più giovane ha 19 anni la più anziana 23.... sono molto giovani! Io e Pasquale ci presentiamo e nasce così un feeling eccellente, smontato 5 minuti dopo dalle donne del nostro gruppo!!! Alle 11.00 arriva la valigia, di corsa prepariamo l'ultimo zaino e siamo così pronti a partire. Inizia la nostra avventura, raggiungiamo dopo un'ora di auto Kande, il villaggio di partenza. L'euforia sprizza da tutti i pori!!! :D L'itinerario è lungo 10 km, per 6 ore di marcia, 600 m di dislivello in salita. L'arrivo è previsto, secondo il nostro programma, a Tolka.
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Da Tolka a Chhomrong
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Inizia il secondo giorno di trekking, sveglia all'alba, pulizia della mia reflex e poi colazione. Appena fuori la stanza, sul balconcino della guest house, appare maestoso l'Annapurna South (7219m), colorato dai primi raggi del sole. L'abbondante colazione a base di pane tibetano, uova strapazzate e due tazze di the è conclusa,si procede con l'ultimazione delle procedure di toilette e alle 7.00 siamo tutti pronti per la nuova tappa. Fuori fa freschetto, siamo sui 10°C, le prime due ore di cammino rimangono sempre in ombra. Oggi si attraversa la valle del Mhadi Khola, il fiume che nasce dallo scioglimento del ghiacciaio dell'Annapurna. Iniziamo a scendere lungo un selciato a gradoni, facciamo un bel dislivello in discesa, tra piccoli villaggi e case contadine sparse, tra risaie ormai asciutte e abitanti che si preparano per la giornata. Gli scorci sono bellissimi, come sono belle tutte le attività che quotidianamente svolgono gli abitani del posto, come cucinare in una stalla, fare colazione fuori alla veranda della casa, sentire i profumi di incenso che fuoriescono dai tetti in paglia delle case, è bellissimo vedere situazioni che da noi ormai non si vedono più. Si viaggia nella jungla, tra alberi di banana e big bamboo sul lato destro del Madhi. A due ore di cammino ci troviamo al primo vero ponte tibetano, lungo più di cento metri, sospeso ad una decina di metri d'altezza. Lo attraversiamo senza nessun problema o quasi, per qualcuna è stato un momento tragico!!! Si passa dall'ombra al sole in poco più di cento metri, inizia la svetizione, togliamo i paile e le giacche per andare a maniche corte. Si è proprio così, all'ombra fa freddo e al sole troppo caldo, la temperatura al sole superava i 20°C. Davanti a noi un bel costone da risalire, ma non è tanto la difficoltà dovuta alla pendenza ma alla polvere!!!! qui non si respirava più!! Arriviamo a New Bridge, un piccolo villaggio dove ne approfittiamo per prendere il consueto black tea. Prossima tappa, dove faremo pranzo è Jhinudanda. Si riscende nuovamente verso il fiume, questo trekking è un saliscendi continuo, si fanno pochi chilometri ma ci vuole più tempo a causa di questi sali scendi. Fa caldo, siamo assetati, il paesaggio è favoloso, soprattutto quando attraversiamo un gruppetto di 3 case immerse in una sterminata risaia, tanti gradoni coltivati, magnifico. Raggiungiamo il fiume, azzurro, limpido, freddissimo, impetuoso, e da qui una ripidissima scalinata ci porta a Jhinudanda.
 
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Da Chhomrong a Dobhan
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Continua l'avvicinamento al campo base dell'Annapurna, si iniziano ad intravedere tutte le vette e tutte le creste dell'atteso anfiteatro. Sveglia mattiniera, alle 6.00 siamo tutti operativi, oggi è il 27 novembre, è il compleanno di Paola. Consueta pulizia della mia reflex e subito fuori a fotografare, il panorama che mi si presenta appena esco dalla camera è incredibile!!! Si vedono l'Annapurna South 7219m, Hiun Chuli 6434m e il Machhapuchhre 6997m, non è incredibile vedere monti oltre i 6000m? si, è fantastico!! Attendo l'alba e poi giù a fare colazione con un ottimo plain toast e uova strapazzate e tanto tanto black tea!! Alle 7.30, con tantissima calma, partiamo alla volta di Dobhan. Inizia una lunghissima scalinata che dal punto più alto di Chhomrong scende giù al Chhomrong Khola, scalinata che poi rifaremo al ritorno (quando siamo ritornati ho contato i gradini..... se  volete sapere il numero.... seguitemi....). Attraversiamo il nucleo artigianale, il polo scolastico e la medicheria.... l'unico villaggio un pò attrezzato per eventuali soccorsi. Attraversiamo campi coltivati, fienili e tante piccole casette abitate da nuclei familiari numerosi. Arrivati al fiume, lo attraversiamo e subito una salita rocciosa tra rododendri, bamboo e tante ortiche ci porta a Bhanuwa e un'ora dopo siamo a Sinuwa a prendere il nostro consueto black tea. Incontriamo tanta gente che scende verso valle, molti americani, australiani e una moltitudine di universitari nepalesi che come premio per le vacanze hanno scelto l'Annapurna. Da Sinuwa ci immergiamo in una foresta fittissima di rododendri, felci, un sentiero bellissimo, tipo quelli che vengono raccontati nel libro della jungla, liane che penzolano dagli alberi, uccelli coloratissimi che sbucano da tutte le parti e tante scimmie che saltavano da ramo a ramo. Il selciato era misto a terra e pietra, ogni tanto c'erano piccole scalette da 4/5 gradini, veramente caratteristico. Siamo sul lato sinistro del Madhi Khola, sotto a noi, coperto dai bamboo giganti, scorre il fiume, impetuoso. Arriviamo dopo innumerevoli saliscendi a Bamboo, dove mangiamo e veniamo trattati un pò male in quanto i gestori ci avevano invitato a passare la notte nel loro lodge e noi abbiamo declinato l'offerta perchè avevamo come meta Dobhan. Veniamo serviti con molto ritardo mangiamo di fretta, abbiamo perso tantissimo tempo per senza niente e ci rincamminiamo per Dobhan. Indovinate un pò? si sale nuovamente!!! si attraversano tratti di sentiero esposto verso il fosso del Madhi, regalandoci magnifici scorci del fiume, i punti esposti erano frane staccate dalle valanghe. 
 
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Da Dobhan a Deurali
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Notte freddina, soprattutto umida, per fortuna i ladri che andavo girando di notte non si sono rubati nulla!!! :D i gestori e le accompagnatrici, la sera prima, avevano notato dei movimeni strani di alcune persone e un pò terrorizzate ci hanno consigliato di non aprire a nessuno durante la notte.... con o senza ladri non avrei aperto comunque a nessuno!!! Consueta pulizia del sensore della mia reflex e subito colazione, plain toast, miele e uovo strapazzate, oggi sono andato leggero. Da bere? insostituibile black tea!!! La giornata inizia uggiosa, con la nebbia che non ancora  si ritira ed un pò di galaverna sui prati. La tappa è molto corta sui 6 km, con dislivello di 700 metri, arriveremo a 3200m, supereremo la quota di attenzione oltre la quale il mal di montagna si può manifestare. L'acclimatamento che stiamo facendo per ora è andato alla grande, oggi avremo i primi risultati. Partiamo immergendoci nella foresta per poi uscirne quasi immediatamente, i monti a nord si fanno sempre più vicini, come anche il limite dei boschi. Il sentiero non è per nulla impegnativo, si sale e si scende costeggiando il madhi khola, oggi molto più vicino al sentiero. Arriviamo alla Hinku Cave, una grotta dove qualche tempo fa c'era l'unico alberghetto per i trekkers prima del'ABC. Questo albergo fu demolito per dare la possibilità di creare nuovi punti ristoro a Deurali e all'MBC. Dalla grotta si intravede Deurali, siamo arrivati molto presto, per perdere un pò di tempo scendo sotto al fiume a fare due fotografie. Acqua cristallina, veniva voglia di berla, impetuosa scorreva tra grossi massi, è un fiume che già sotto al ghiacciaio porta tantissima acqua, bellissimo!! Risalgo dal fiume con  un leggero fiatone, la quota si inizia a sentire e per fortuna il mal di montagna no. Alle 11.30 siamo a Deurali, dopo poco più di 3 ore di escursione, oggi ci riposiamo!! Approfittiamo del sole caldissimo e laviamo i nostri panni, ci rilassiamo al sole e pranziamo con rosti potatoes.... qui ho provato le migliori patate arrosto della mia vita, sono patate di alta montagna eccezionali!! Con calma ci rfocilliamo  e ci rilassiamo, fino a quando non inizia a risalire la nebbia dal fondo valle. Sono le 15.00, arrivano la nebbia e il freddo, non sappiamo che fare e come far passare il tempo, ci rintaniamo nella dinning room insieme a tutti gli altri ospiti del lodge, ci scoliamo un pò di black tea e cominciamo una partita a carte.... Arriva la sera e verso le 18 ceniamo, qui non c'è elettricità e ne doccia, oggi puzziamo e camminiamo con le lampade frontali. Con il calare del sole si acuisce il freddo. Il riscaldamento all'interno oggi costa 120 rupie, 1,2 euro a testa, si decide all'unanimità di accenderlo, ma non sapevamo che per riscaldarci si metteva un bruciatore con fiamma viva al cherosene sotto al tavolo...... ci siamo intossicati!!! non si respirava più per la puzza, ma quando è entrata la lampada al cherosene ci ha dato il colpo di grazia.... non ci si poteva stare!!! Il mal di montagna per fortuna o per bravura, decidete voi, non ha colpito nessun membro del gruppo, ma verso le 19.00 un ragazzo svizzero che ha dormito a Dobhan nel nostro stesso lodge, che oggi invece di fermarsi a Deurali ha continuato fino all' MBC entra nella dinning room sconvolto.... Barcollava e si teneva la testa, il colorito biancastro ci ha fatto capire subito che era affetto da mal di montagna!!! abbiamo visto gli effetti, vomito e malessere generale, si capiva che stava male. Tramite Paola, l'unica che poteva intavolare un discorso in inglese, gli abbiamo detto quello che doveva fare, il giorno seguente poi si è ripreso. 
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Da Deurali a MBC

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La gelida notte è passata, nella stanza questa notte eravamo a 3°. Consueta sveglia alle 6.00 per godermi l'alba, che oggi è stata bellissima. Pulisco il sensore della reflex e mi butto fuori a fotografare, che freddo!! ma ne è valsa la pena, alcuni portatori si sciacquavano la faccia con l'acqua gelida e per poco non mi mettevo a piangere per loro!!! Il gruppetto si riunisce nella dinning room a fare colazione, oggi un pò più leggera, miele, plain toast e tanto black tea. Siamo pronti, salutiamo il ragazzo che ieri aveva mal di montagna ed oggi sta nettamente meglio. La tappa odierna ci farà raggiungere i 3700m, dislivello di 400m, faremo poco, ma è necessario per completare l'acclimatamento e non avere problemi di mal di montagna. Fa freddo, temperatura intorno ai 4°, ci immergiamo nella valle a U del Madi Khola, davanti a noi, bianchissime, le vette dell'anfiteatro dell'annapurna. La quota si sente, ogni sforzo superiore alla camminata dà origine al fiatone,  superiamo il limite vegetativo, ora in poi si avrà il cosiddetto deserto himalayano, vegetazione bassa, a pascolo. Camminiamo tra due ali di montagne, con il sole che stenta ad uscire, ma che da origine a spettacolari giochi di luce. Tre ore di cammino e siamo al campo base del Macchapuchhre, L'MBC a 3700m. Il paesaggio? maestoso!! incredibile!! magnifico!! Si ammirano l'hiun chuli, L'Annapurna South, l'Annapurna I e II, Gangapurna, Machhapuchhre, la maggior parte di esse sono 7000, e un 8000. Troviamo un lodge vuoto e ci insediamo. E' mezzogiorno, nessuno ha problemi di mal di montagna, tutto procede alla grande. Pranziamo sotto allo splendido sole, con un'aria frizzantina che ci costringeva ad indossare indumenti pesanti. Non ho parole per descrivere la maestosità del paesaggio!!!! Si mangia e si beve birra everest e black tea..... ma ad un certo punto Valentina accusa dei problemi.... un leggero abbassamento di pressione risolto immediatamente.... episodio che ci ha fatto preoccupare, ma per fortuna non è stato nulla di preoccupante. La giornata prosegue, tra foto, risate e nullafacenza!!! inizia a fare freddo, ci rintaniamo nella dinning room, discutiamo della tappa successiva, quella che ci portarà al traguardo, all'ABC Annapurna Base Camp, decidiamo di andare a vedere l'alba. Ciò comportava la sveglia alle 4.00 e partenza alle 4.30, visto che ci vogliono due ore per raggiungere l'ABC, tutti d'accordo.... la giornata continua tra giochi di carte e canti nepalesi. "Resham firiri", questo è il titolo del canto popolare nepalese che le nostre accompagnatrici ci hanno insegnato, ci hanno fatto un bellissimo regalo, canzone che canticchiamo tutt'ora a Teramo!!! La pronuncia nepalese per noi rimaneva difficile da ripetere, ce l'hanno scritta come si pronunciava, :D è stato magnifico!!!! mentre loro ora conoscono "nel blu dipinto di blu" e "vola vola" :D. Ceniamo, Valentina sta nettamente meglio e nessun altro accusa i sintomi del mal di montagna. Lo spettacolo notturno fuori è sensazionale, un cielo stellato mai visto prima, senza parole. Dentro la dinning room, nel frattempo, erano stati accesi bruciatore per il riscaldamento e la lampada al cherosene, per questo siamo dovuti scappare!!!!! non ci si poteva stare più!!!

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Annapurna base camp
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Il grande giorno è arrivato, la nostra meta è a due passi. L'emozione è palpabile in ognuno di noi, siamo euforici, stiamo per ammirare uno degli anfiteatri naturalistici più belli del mondo, un luogo dove l'uomo ha fatto la storia. Qui il 3 giugno del 1950 Louis Lachenal e Maurice Herzog sono sulla vetta dell'Annapurna, per la prima volta degli esseri umani superano gli 8000 m di quota,un'altezza mitica, ritenuta a suo tempo impossibile da raggiungere. Herzog scriveva "Siamo...sull'Annapurna 8075 metri. Il nostro cuore trabocca di gioia immensa. ...ah se gli altri sapessero! Se tutti sapessero! La cima è una cresta di ghiaccio con cornici. I precipizi dall'altra parte sono insondabili, terrificanti. Si inabissano a picco sotto i nostri piedi, forse non esistono di simili in nessuna'altra montagna del mondo. Più in alto: nulla! La missione è compiuta. Ed anche qualcosa di molto più grande! Come sarà bella ora la vita!" Loro avranno provato sensazioni molto più intense di noi, adesso capisco fino in fondo cosa voleva dire "...come sarà bella ora la vita!" solo ora sò cosa significa.... e non si può spiegare! Sveglia prima dell'alba, alle 4.00 occhi sbarrati, ci si prepara alla luce delle lampade frontali, temperatura -2°, siamo pronti!!!! Si parte senza le accompagnatrici, le abbiamo lasciate dormire, siamo soli in una terra nuova, ancora incontaminata, di notte è uno spettacolo meraviglioso, incredibile..... Due ore ci separano dal campo base, camminiamo piano per via della quota, ogni sforzo in più è vanificato dalla mancanza di ossigeno. Inizia il chiarore dell'alba sulle vette innevate, la magia di questo spettacolo durante la salita ha lasciato tutti esterefatti, si parlava poco tra di noi, si era immersi nell'incantevole scenario di questo spicchietto di mondo. Schiarisce sempre di più, siamo un pò in ritardo rispetto all'alba e decido di staccarmi e correre un pò di più per arrivare in tempo a fotografare l'alba sulle vette, ma più correvo e più il fiatone mi ostacolava lo sforzo,  riesco ad arrivare sulla cresta del bordo del ghiacciaio in tempo per le foto!!! Qui mi si apre l'anfiteatro, ero emozionatissimo, ancora ho stampato negli occhi quello scenario, quella imponenza, davanti a me un 8000 e tanti 7000, che vi dico.... nulla... perchè non so come spiegarvelo!!!  Il campo base a due passi da me e il famosissimo cartello in lamiera che indica l'arrivo era lì a pochi metri, aspetto i miei amici di viaggio e insieme oltrepassiamo la porta per il campo base, l'emozione era visibile su ogni viso!!! Ci siamo, 4130m sono raggiunti!! La bellezza e l'incanto ci sparpaglia tutti, ognuno gode in solitaria. Percorriamo il tratto oltre il campo base, sul filo di cresta del bordo del ghiacciaio, percorriamo la via dei tempietti, delle preghiere, delle targhe, dei ricordi, scene viste nei documentari ed ora ero li, potevo toccare con mano quello che ho sempre visto in tv...... Rimaniamo fino alle 9.00 al campo base, ci raggiungono le accompagnatrici, dopo un black tea veloce riscendiamo a valle. Oggi ci aspettano diversi chilometri di sentiero, quasi tutti in discesa, sarà dura per i nostri piedi!!! Saluto con il magone e per l'ultima volta l'annapurna base camp, e ci dirigiamo all'MBC a recuperare un pò di peso da mettere nello zaino, in quanto siamo saliti con zaini più leggeri. Breve colazione e giù nella valle del Madi Khola, a ritroso ripercorriamo la strada già fatta in precedenza, passiamo per Deurali, per l'Hinku Cave fino a Himalaya dove pernotteremo. Un pò stanchi e con i piedi lessati siamo a Himalaya, prendiamo possesso delle camere e una doccia con un filo di acqua calda ci rigenera un pò! Scende la nebbia, l'umidità fa percepire ancora di più il freddo, ci rintaniamo all'interno della dinning room insieme a francesi, australiani e olandesi, se non fosse per noi italiani, il popolo più sorridente del mondo la serata finiva senza sorrisi!!!! Pasquale decide di combattere il freddo e ritorna nella dinning dentro al sacco a pelo!!!! si si dentro!!! una delle scene più commoventi di tutto il trekking..... da crepare dal ridere.... molti non scorderanno questa favolosa serata!!! nemmeno i francesi che ci vedevano mangiare la lonza!! :D sottovoce in francese bisbigliavano "...quanto dovrà essere buono il cibo italiano!!" e io mangiavo con più gusto!!! :D La serata finisce con un "good toilette" a tutti!!! si va a dormire....

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Da Himalaya a Chhomrong
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Si continua a scendere con tappe lunghe per i nostri piedi già provati dai giorni precedenti. Colazione pietosa a Himalaya e via subito per Chhomrong. La tappa di oggi è una scalinata continua, la maggior parte sono in salita, le più preoccupanti sono due, quella di Bamboo e quella prima del nostro lodge a Chhomrong. Ci rimmergiamo nella foresta nepalesa di rododendri e bamboo, attraverso un sentiero fatto di scalette e bellissimi scorci. Costeggiamo sempre la valle del Madi Khola, verso Dobhan. Attraversiamo Dobhan e ci rimmergiamo nella foresta, si continua a scendere fino a  Bamboo, poco dopo il villaggio di Bamboo inizia la prima lunga scalinata in salita!! Non ci spaventa niente, l'affrontiamo..... lunghissima ad occhio e croce un migliaio di gradini.... sbuchiamo su un belvedere, ed ammiriamo la zona di partenza e la zona di arrivo. Il gruppo si sparpaglia c'è chi va piano e chi va un pò più veloce, l'isolamento in questi posti è veramente bello! Arriviamo a Sinuwa e ci fermiamo a pranzare. Il tempo come tutti i giorni verso l'ora di pranzo cambia, arrivano la nebbia e il freddo. Si riparte, la monotonia del paesaggio viene interrotta dalla presenza delle case dei contadini e della gente locale. Tanti bambini e tante donne che lavoravano nei campi. Attraversiamo risaie, coltivazioni di insalata, il paesaggio diventa brutto, senza colori, spento a causa della nebbia. Giungiamo a Tilche, un villaggio di poche case prima del ponte sul Chhomrong khola, oltre ci sarà la più lunga scalinata in slaita mai affrontata!!! 2218 gradini, e bene si, li ho contati!!! Non finivano mai, nella salita ho provato a sfidare un nepalese che fumava, mi  sono arreso, andava più spedito di me!! Il nostro lodge era il più alto di tutti gli altri, non si arrivava mai, interminabile!! Siamo giunti al lodge, subito ordiniamo il Black Tea, in questi casi dà veramente sollievo!!! Ci siamo, è la nostra penultima notte del trekking, si iniziano a tirare le somme, sui chilometri percorsi, su quelli che mancano, sulle fotografie..... ceniamo concedendoci, nonostante non avessimo tante rupie, 4 bei rosti chicken, spettacolari!!! polli fritti con patate fritte e contorno di insalata.... che goduria!!! La serata prosegue nella dinning room, tutti assieme, anche le accompagnatrici stavano con noi nello stesso tavolo, è raro che si verifica tale atteggiamento da parte degli accompagnatori, ma ormai si era instaurato un certo feeling tra noi e loro. Insegnamo loro altre canzoni italiane e poi si va a dormire.... nel frattempo fuori piove!!!
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Da Chhomrong a Ghandruk
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Penultima tappa prima del rientro nella civiltà. Sulla carta dovrebbe essere una tappa di circa 10 km, con una salita abbastanza impegnativa. Come di consueto faccio la  pulizia alla mia nikon D700 che non  mi  ha tradito, anzi è stata un'incredibile compagna di viaggio!! La mattina è umida e uggiosa, il cielo è coperto e lo rimarrà per tutta la giornata. Facciamo colazione con tutta calma, prepariamo gli zaini nostri e gli zaini alle accompagnatrici che accusano i primi segni di stanchezza. Oggi si inizia un tratto del trekking nuovo, non si riscende a Tolka ma al villaggio di  Ghandruk. Ci incamminiamo verso le 7.30, fino al villaggio di Taulung e qui prendiamo la deviazione per Ghandruk. Il sentiero più polveroso di tutto il trekking, si faceva fatica a respirare, passava molta  gente e la polvere si alzava a quantità industriali!!! Il mio corpo macchina era impolveratissimo, avevo paura che la finissima polvere entrasse nel sensore, per fortuna i danni sono stati limitati..... Il cielo rimane sempre coperto la luce era pessima per  fotografare il paesaggio ma non per fotografare le persone. Nel tratto tra Taulung e Kimrong, all'altezza del villaggio Romi, ho fatto la foto (per me) più bella di tutto il trekking. Una bimba bellissima mi ha permesso di fare scatti incantevoli su di lei!! in questo caso il soggetto era veramente splendido!! Scendiamo fin sotto al fiume, al villaggio di Kimrong facciamo una breve pausa prima di attraversare il fiume Kimrong khola. Villaggio molto colorato, molto curato, un piccolo scrigno nepalese. Belle case, bellissimi scorci si aprivano tra le viuzze. Si riparte, si attraversa il fiume e si inizia la salitona per Komrong, quasi 500 m di dislivello..... Durante la salita si aprivamo incredibile vedute sul Machhapuchhre e sulla valle del Kimrong Khola.  Ci imbattiamo  con una gigantesca carovana di muli, il mezzo di trasporto 4x4 più in voga tra i villaggi nepalesi, muli caricati all'inverosimile, si trasportava di tutto dai materiali da costruzione al cibo! Arriviamo a Komrong e veniamo assaliti dai proprietari dei lodge, che ci invitano a consumare bevande e frutta da loro, ci accomodano le sedute con dei cuscini e ci pregano di comprare. Siamo a pochi chilometri da Ghandruk, il villaggio più grande dell'Annapurna Range, ci sono scuole, un punto medico, negozi e tanti alberghi/lodge. Arriviamo al villaggio, ammiriamo le  costruzioni  più curate rispetto agli altri villaggi. La cultura contadina è molto forte, in ogni cortile ci sono nuclei familiari al lavoro sui prodotti della terra, bambini e adulti, tutti collaborano. Arriviamo al lodge, qui per la prima volta troviamo le camere con bagno, felici di poter fare una doccia calda senza uscire fuori, prendiamo possesso delle camere, ma...... oggi non c'è l'acqua calda!!!!! Pranziamo con chapati e un pò di lonza rimasta. Sono le 15.00, abbiamo molto tempo a disposizione e ne approfittiamo per fare una visita turistica al vllaggio, ci giriamo i due musei di arte contadina, un tempietto induista e un atelier di vestiti tipici, qui Pasquale, Valentina e Federica hanno provato l'emozione di essere, per pochi minuti, addobbati con il vestiario locale. Scene commoventi hanno allietato questo scorcio di giornata, ma davvero commoventi....... per il ridere!!! Arriva la sera, oggi sarà l'ultima notte del trekking, l'ultima cena con le accompagnatrici che l'indomani ci lascieranno. Decidiamo di cenare tutti assieme, noi con le accompagnatrici, mangiando il Dal Bath con le mani rispettando le loro tradizioni, solo mano destra e acqua calda come bevanda. Si vedeva la  gioia nel poterci insegnare qualcosa che per loro è importante come il modo di mangiare. Oggi le accompagnatrici erano felici, euforiche le componenti italiane!!!! Fuori la carovana di studenti nepalesi che alloggiavano nello stesso lodge, iniziavano una festicciola con canti popolari e balli di gruppo, le donne italiane si sono fiondate all'interno del girotondo maschile a danzare con loro!!! Fuori c'è baldoria, l'ultima notte prima di abbandonare questa meravigliosa avventura, l'ultima notte nell'Annapurna si sta consumando. La festa finisce alle 21.00, ci rintaniamo nelle nostre camere...... buona notte.
 
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Ultimo giorno di trekking
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Il trekking è giunto al termine, ci apprestiamo a percorrere l'ultima tappa fino a Nayapul dove il pulmino delle "3 sisters" ci riporterà a Pokhara. Avrei camminato altri giorni, avrei continuato con un altro trekking, ho amato questo luogo del mondo, un luogo nuovo, atmosfere di semplicità lontane dal nostro vivere la vita, l'incredibile vita del Nepal mi ha colpito e lasciato il segno!!! Oggi però è l'ultimo giorno, ne prendiamo atto e procediamo con la solita routine mattiniera, pulizia della reflex, colazione, preparazione degli zaini e via..... Fuori era l'alba, la valle immersa nelle nuvole, usciva, lontano, il Machhapuchhre..... e pensare che qualche giorno fa eravamo ai suoi piedi ed oggi abbandoniamo questo meraviglioso trekking. Facciamo colazione, con plain toast, scrambled eggs, e litri e litri di black tea!!! si, per errore erano stati segnati 5 "big pot" di te, in pratica ognuno di noi aveva una teiera da 2 litri di te, invece che "big cup" ci è stato portato "big pot".... chiaramente dopo la quarta tazza di te mi sono fermato e l'ho lasciato. E' ora di partire, ci immergiamo nello spettacolo dei vari villaggi contadini, nella gente locale, nelle abitudini locali, nei paesaggi. Anche oggi nuvoloso, ma l'atmosfera che si respira mista a tristezza ed entusiamo è penetrante. Attraversiamo tantissimi villaggi dove il tempo sembra essere fermo, tantissima gente al lavoro nei campi e nelle case, senza distinzione tra adulti e bambini, tutti collaborano. Tappa tutta in discesa, mano a mano che si scendeva i villaggi cambiava il loro aspetto, sempre più curati, più ricchi, più evoluti in quanto prossimi alla civiltà industrializzata di Pokhara. Arriviamo al fiume, è davvero finita, attraversiamo il ponte di ferro e siamo a Nayapul!!! Ristoranti, negozietti, gente, tanta gente, tanti rumori, la vita è più veloce, quasi da fastidio tornare alla "civiltà" ma siamo costretti..... ci fermiamo a prendere una birra per brindare alla nostra avventura, beve anche Valentina che poi sbanderà vistosamente per diversi minuti!!!! siamo felici di aver passato tutto questo insieme, di aver trovato delle ottime accompagnatrici, di non aver avuto problemi di nessuna natura.... ultimo controllo al check point dei  permessi per il nulla osta all'uscita dal parco dell'Annapurna.... Paola era restia ad uscire..... voleva rimanere..... vero Pà? per fortuna che l'hai svuotato tutto lo zaino, altrimenti non l'avresti mai trovato il pass!!!! :D Ora è davvero finito tutto, il pulmino è lì che ci aspetta, ci carica e ci riporta a Pokhara. Un'ora di pulmino, un'ora di silenzio, un'ora di pensieri ed immagini che tornavano in mente..... non riuscivo a convincermi che fosse tutto finito.... Arriviamo nel nuovo albergo delle "3 sisters", è il momento di salutare con un arrivederci le nostre 5 accompagnatrici, che tanto hanno fatto per noi. Con le lacrime di Jedu, ci separiamo da loro.... La giornata continua.... shopping di materiale falso a Pokhara, un'ora di massaggio e cena in un mega ristorante in un isolotto del lago di Pokhara, quasi non sembrava di essere in Nepal..... Intanto il mio dente cariato incominciava a farsi sentire, la pulpite stava aumentando.... per fortuna solo da ora.... La serata si conclude così, domani si torna a Kathmandu, inizierà la lunga trafila per il ritorno in Italia.
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La due giorni nella valle di Kathmandu
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Notte difficile per me, il dente ha fatto il capriccioso, ho dormito male..... la sveglia era prevista per le 6.00 ma io ero in piedi da molto prima. Oggi sarà una giornata campale, dovremo spostarci da Kathmandu a Pokhara. Arriva l'alba, l'aspetto sul tetto a terrazzo dell'albergo, davanti a me si illumina il lago, sulla strada i primi lavoratori che si spostano in bici e taxi.  Sorge il sole e cantano i galli,  è ora di fare colazione, ad aspettarci c'è Cornor, l'autista che ci portò all'andata. Tutti pronti partiamo e salutiamo Pokhara. C'è nebbia mista a smog, per strada già regna il caos, clacson, sorpassi..... ma all'uscita della città, la sorpresa!!!!! uno sciopero di comunisti maoisti, ovvero quattri gatti autorizzati, bloccano la strada per ben due ore!!! già ci vuole un'eternità ad arrivare a Pokhara, così oltrepassiamo l'eternità!!! Due ore fermi a sentire due scemi che gridavano al megafono, per ben due ore, sempre le stesse cose!!!! Nel frattempo, e non è uno scherzo, passavano tra le auto e camion in sosta i venditori di noccioline e frutta fresca. Ripartiamo, per fortuna la strada è libera, si va più spediti, velocità max di Cornor 60 km/h!!! Iniziano le prime noie stradali, sorpassi azzardati, clacson snervanti..... ma andiamo avanti. A metà strada ci fermiamo a Bandipur, un villaggio arrocatto su una montagna. 
 
 
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Ritorno in Italia passando per New Delhi
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Si torna in Italia, stiamo consumando le ultime ore in Nepal. Terra che non scorderemo mai, splendida, meravigliosa. A chi l'attraversa lascia un segno indelebile, chi prova ad assimilarla lascia un vuoto quando la si abbandona. Sveglia alle 4.00, taxi già fuori che ci attendono, dobbiamo arrivare in areoporto prima che inizi lo sciopero. In 30 minuti siamo davanti le porte ed aspetteremo lì fino alle 6.30. C'è già molta gente, quei pochi occidentali che sono stati informati erano già lì, molti altri hanno avuto seri problemi ad arrivare in mattinata. Aprono le porte, ma a causa dei disordini il nostro aereo fa un tremendo ritardo.... partiamo con 2 ore di ritardo. L'attesa in aereoporto è lunga, abbiamo sonno, siamo stanchi.... abbiamo la forza di fare il check in e poi l'imbarco.... siamo fuori dal Nepal, lo salutiamo con un arrivederci!! Direzione New Delhi, 1 ora e mezza di volo più i controlli e verso le 15 siamo a New delhi dove ci aspetta un pulmino che ci porterà a fare un giro turistico per la città. Il tempo a disposizione è purtroppo ridotto a causa del ritardo dell'aereo, abbiamo la possibilità di vedere poco ma quel poco che basta per renderci partecipi di un'altra società, di un altro modo di vivere la vita. Ci aspetta un silk di nome Sodi che ci farà da cicerone per i templi.  Visitiamo il monumento ai caduti, un arco in muratura dove sono riporti i nomi dei militari morti per la patria. Girovaghiamo per le mega vie di New Delhi fino al Lakshmi Narayan Temple, una struttura gialla e rossa costruita a mo di forte. Tempio induista, all'interno era possibile entrarci solo con piedi scalzi e senza dispositivi fotografici.
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Omaggio alle nostre accompagnatrici
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Cinque ragazze, dai 19 ai 23 anni, che hanno scelto la loro montagna come ideale di vita. Laxmi, Jedu, Sarala, Yo Maya e Indra Rai, questi sono i nomi delle "sherpa". Come recita il sito delle  3 sisters adventure, le loro guide sono amiche, guardiane, insegnanti, studenti,  consulenti, compagne... è vero.... sono state attentissime a noi, scrupolose nei controlli, hanno fatto il passo giusto in salita, si preoccupavano di farci mangiare nei lodge, ci hanno sicuramente facilitato alcune situazioni del trekking. Sono indispensabili, chi percorre questi posti e vuole godersi lo spettacolo ha bisogno di loro. Si sono accollate per 9 giorni zaini pesanti, sempre attente e disponibili, è stato un piacere averle avute con noi. Spesso tra gli accompagnatori e i clienti c'è sempre un distacco, ma loro subito si sono affezionate a noi e noi a loro, subito è nata una complicità, si scherzava di continuo, ridevano sempre, era bello vederle felici. Non sono mancate le occassioni dove le abbiamo viste sbellicarsi dal ridere grazie a Pasquale, situazioni dove si imbarazzavano per piccole cose, dove le vedevo attentissime ad aiutare chi poteva avere dei problemi in certi passaggi, sono state meravigliose. A pensare che volevano un saluto particolare, io dovevo salutarle con "namastè bahini" che significa "ciao sorella minore" e loro mi salutavano "namastè dai" ovvero  "ciao fratello maggiore", Pasquale veniva salutato  con "manastè nathini" cioè "ciao papà", Valentina e Federica venivano salutate con "namaste didi" ovvero "ciao sorella maggiore", mbè era bella questa complicità. Mi mancano quei giorni, mi mancano le serate che passavamo con loro a scrivere  cavolate "Jedu whit love Pasquala" e tante altre o a cantare "Resham pheere ree" noi e "nel blu dipinto di blu" loro....è stata una bella avventura anche grazie a loro.
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Il meraviglioso quintetto
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Era fine maggio del 2009, Paola a casa sua in una sera d'estate, apre il computer e mi fa vedere le foto del suo primo viaggio in Nepal. Al solo pensiero di poter fare quel tipo di foto, ad ogni click che facevo per scorrere le foto, mi dicevo dentro di me, "ma perchè non ci vado pure io?"...... la buttai lì, giusto per dire, tra il serio convinto e lo scherzoso..... Paola dopo 4 giorni mi mandò i preventivi dei biglietti, il piano di volo e l'itinerario.... i primi contattati furono Pasquale, Federica, io e Valentina, lo dicemmo pure ad altri ma non accettarono, il gruppo si consolidò già da giugno, era ormai formato. Sei mesi di preparazione, tra allenamenti nelle nostre montagne, che poi abbiamo scoperto che le nostre sono molto più impegnative, vaccini di tutti i tipi, tifo, colera, epatite, polio, antitetano..... visti e documenti.... Nessuno ha fatto le ferie durante l'estate per poi prenderle a novembre, l'estate è passata proiettata verso il viaggio, tutto girava intorno all'avvenimento dell'anno. Arriva con molta fatica novembre, il 22 novembre,  siamo pronti, si parte per la più bella avventura di tutta la vita , per ora. Cinque persone, Paola, Valentina, Federica, Pasquale ed io, sempre uniti, in 14 giorni abbiamo  condiviso un'esperienza che ci ha lasciato il segno, come diceva Herzog "..La missione è compiuta. Ed anche qualcosa di molto più grande! Come sarà bella ora la vita!"....... si ora è diversa la vita credo per tutti. Abbiamo passato tantissimo tempo insieme senza mai discutere, senza mai alzare la voce, a parere di molti è stata una grande cosa non aver mai litigato!!! Questa avventura la dedico prima di tutto a noi stessi, al nostro divertimento, al nostro Nepal. Colgo l'occasione per ringraziare il CAI, il presidente che ci ha sostenuto   illustrato i rischi e problemi a cui si poteva andare incontro in un trekking del genere, a Francesco che ci ha spiegato come affrontare un probabile mal di montagna, grazie a loro, ma questa avventura la dedico anche a chi ci ha consigliato di prendere medicine per la salita, a chi ci ha consigliato di portare una camera iperbarica portatile, a chi non credeva in alcune persone del gruppo, a chi dubitava della loro caparbietà. Non è una polemica, ma è un dato di fatto, il gruppo è stato all'altezza di tutte le situazioni, è stato grandioso!!!! Molti avevano paura che l'allenamento non era sufficiente per questo trekking, mbè, il nostro non era nè un'impresa sportiva, nè scientifica, ma un viaggio, diverso dai classici viaggi, più rischioso, ma un viaggio per divertici in modo alternativo, per apprezzare una nuova cultura, un nuovo spicchietto di mondo.Ci siamo divertiti, tantissimo, abbiamo passato bellissimi momenti che non si possono dimenticare e per questo li ringrazio.Un grandissimo grazie va a Valentina che mi ha sopportato, che mi ha atteso mentre facevo il mio lavoro di fotografo.... Un enorme GRAZIE va unicamente rivolto a Paola, grazie a lei è stata possibile questa avventura, ha organizzato tutto, noi abbiamo messo il capitale e la presenza, lei si è accollata tutto l'onere dell'organizzazione impeccabile, tutto perfetto, tutti meravigliosi i posti che ci ha fatto vedere, se non era per lei molte sistuazioni non le potevamo sbrigare..... è stata grandiosa, una eccellente tour operator di Giulianova, la consiglio a tutti quelli che vogliono fare un viaggio del genere, andate nella sua agenzia di viaggio a Giulianova, alla OUTLAND VIAGGI, provare per credere. Grazie a tutti voi, grazie a chi ha seguito la diretta del viaggio, grazie a Massimiliano Santonocito che ha fatto una delle cronache di viaggio più belle mai lette, grazie a chi ha apprezzato le mie foto, grazie a tutti. Buon Natale Amici. Le prossime foto sono dedicate ai fantastici 4 compagni di viaggio....
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