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Paesi abbandonati
Frunti
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A pochi chilometri dal centro abitato di Valle San Giovanni, sulla strada per Cunetta, c'è una sterrata che conduce al paese abbandonato di Frunti. Una volta il piccolissimo borgo era visibile dai diversi colli limitrofi, ora è nascosto da una fitta coltre di erba e verde che hanno riconquistato il proprio spazio. Ci si arriva da una comodissima sterrata, ora dissestata nel primo tratto, percorrendo il crinale del colle che sovrasta l'alveo fluviale del Tordino. Borgo importantissimo per lo sviluppo sociale del territorio teramano, nel medioevo era il feudo dei "de frunto" e dei frati benedettini, custodi dell'abbazia di San Giovanni in Pergulis (si notano i resti del campanile sul colle ad est), importante centro di sviluppo religioso, agricolo e culturale. Nel 1300 fu annesso allla città di Teramo con contratto tra il sindacus dell'interamnia e Roberto I di frunti. Il contratto sanciva una collaborazione tra i due, il sindacus voleva espandere la città di Teramo, Roberto I voleva invece dare nuovi privilegi e visibilità al borgo. A metà del 1400 Frunti viene annessa alla contea di Montorio al Vomano e nel 1700 a Valle San Giovanni. Il borgo è costituito da un edificio ristrutturato e tre edifici ormai irrimediabilmente compromessi e decadenti. Si sviluppa ai bordi della stradina principale senza una logica precisa, ed edificato in pietra mista arenaria e di fiume. Consiglio di fare una semplice passeggiata in questo posto per il panorama che offre e per la pace che si respira a pochi chilometri da Teramo.
 
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Valle Pezzata
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Dopo due anni torno a visitare il più bel borgo abbandonato dei monti della Laga, Valle Pezzata. Questa volta l'ho trovato coperto dalla neve e purtroppo ho constatato che il livello "conservativo" è peggiorato notevolmente, mi ha sorpreso la velocità di questo degrado. L'arenaria è una pietra molto resistente, facile da lavorare ma necessità di una cura notevole altrimenti l'acqua (l'agente più distruttivo) dilaverà i conci rendendoli più fragili, meno consistenti, fino al crollo della struttura. C'erano delle idee sul recupero del borgo ma credo che rimarrà tutto un'utopia, d'inverno raggiungere il paese a piedi può risultare scomodo alla massa turistica. Ci troviamo in una frazione di Valle Castellana nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, alla base del fosso Valle Pezzata, nella zona meno esposta al sole e più esposta ai venti settentrionali. La zona "affossata" ha dato origine al toponimo di Pezzata derivante da Pozzata (zona affossata). Il borgo è diviso in due gruppi distanti poche centinaia di metri tra loro, Valle pezzata da Borea e Valle Pezzata da sole, rispettivamente la zona meno assolata riservata ai "poveri", mentre l'altra più salubre in quanto esposta anche a sud era riservata ai più agiati. Il paese ha origini antiche nel 1800 contava circa 200 abitanti fino a diventare disabitato negli anni 40 del secolo scorso. L'uniche vie di comunicazione erano la strada che portava a Mattere e le svariate mulattiere, la loro economia era basata sul piccolo artigianato, la pastoria e la caccia. Ora restano le tradizioni tramandate a voce dai "vecchi" del posto, rimane lo stupore alla vista di edifici imponenti in una zona disagiata, edifici che potrebbero raccontare una grande storia di vita tra i monti, una storia di prosperità che ha reso questo paese il più grande e il più abitato di tutti i centri minori della Laga, una storia di brigantaggio, storie di tesori nascosti, un borgo sorprendente. Un'escursione in questi luoghi vale la pena farla, il paese è raggiungibile tramite una sterrata percorribile solo con mezzi 4x4 idonei, ma consiglio vivamente di farsi i due chilometri di strada a piedi gustando il meraviglioso panorama verso la valle del Castellano e i Sibillini, zona ricca di cinghiali quindi portarsi dispositivi per l'allontamento in caso di incontri ravvicinati e non dimenticate la macchina fotografica.

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Il paese abbandonato di Serra

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Nel bacino montano dei Monti della Laga, le condizioni orografiche e geomorfologiche hanno condizionato lo sviluppo insediativo di questa area, determinando la nascita di piccoli nuclei abitativi sulle sommità e sui crinali. I nuclei si sono sviluppati fino all'inizio del secolo scorso, quando molte famiglie decisero di spopolarlo per seguire i sogni di ricchezza della città. Ora ci troviamo di fronte a paesi spopolati, paesi in rovina, perle dei nostri monti che stiamo facendo andare distrutti per colpa di mentalità montane improntate sull'egoismo e la gelosia dei locali. Serra è uno dei paesi ben conservati, è un nucleo di crinale, sorge su di una vena di arenaria che domina il fosso dal quale nasce il Vezzola. Come la maggior parte dei paesi abbandonati della Laga, Serra ha uno sviluppo lineare con a capo, ad una quota più alta della via principale del paese, la chiesa di San Salvatore.Chiesa ormai in avanzato stato di degrado, il tetto completamente crollato lascia le murature alla completa esposizione erosiva dell'acqua. Purtroppo nella breve visita al paese ho notato orrendi recuperi di piccole case, in una soprattutto sono state inserite persiane in alluminio rosse e una canna fumaria esterna d'acciaio lucido, questo perchè non ci sono regole sul recupero dignitoso di uno dei paesi più belli della Laga. Il resto del paese presenta costruzioni ancora ben conservate ed altre con i solai completamente crollati, la situazione generale, secondo me, è drammatica. Il paese di Serra gode della vicinanza di bellissimi pascoli e boschi di castagno, inoltre gode di un panorama superlativo, dal paese si possono osservare tutta la catena del Gran Sasso e dei Monti della Laga ed una pezzo dei Sibillini. Per fortuna qualcosa, tramite i canali esteri, per il recupro si sta muovendo con la speranza che un giorno il paese ritorni a pullulare di vita.

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Uno sguardo a Valle Piola

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Giornata estiva,  calda, ideale per andare a trovare uno dei borghi abbandonati della provincia di Teramo. A pochi minuti dalla città, sopra Poggio Valle troviamo questo scrigno. Mi mancava e sono andato a rivederlo.
 
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Chiesa di San Nicola a Valle Piola

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Chiesa di un fascino unico, ad aula unica, con due volte a crociera e una cupola ellissoidale al centro. Bellissime sono le decorazioni delle volte e dei paramenti murari. Però, tutto questo sta cadendo a pezzi. L'intera struttura è cerchiata da un imponente struttura in tubi innocenti, il tetto crollato durante il terremoto del 1997, sostituito con un  tetto in lamiera zincata. Chiesa lasciata incustodita e spogliata di tutto ciò che poteva essere tolto, tranne i puntellamenti interni. E' un vero peccato che nessuno si sia mosso per salvaguardarla, la Curia ha troppi soldi da spendere in altro, l'ente Parco penso che non sappia nemmeno che esiste una chiesa così.

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Alla scoperta di Valle Piola

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Paese abbandonato alla base dell'anfiteatro naturale del monte Farina. Lo si raggiunge in 30 minuti, tramite una sterrata molto comoda. Aggregato di case con una intensa storia,che è stato vissuto intensamente. Borgo molto compatto e soprattutto borgo dai mille colori, in quanto negli interni ancora si possono apprezzare le vecchie pitture dai colori vividi.. Il panorama si affaccia sul Gran Sasso a 180°.
 
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Breve visita a Valle Pezzata da Borea

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Paese enorme, bellissimo, molto particolare. Difficile da raggiungere, ma vale la pena arrivarci anche a piedi. La giornata ha permesso di arrivarci senza problemi.  

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Breve visita a Stivigliano

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Breve visita al paese disabitato di Stivigliano. 

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Visita al borgo di Vallenquina

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Breve visita di passaggio al castello di Vallenquina.  
 
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Visita a Piano Maggiore

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In  una fredda ma non troppo giornata di Gennaio (senza neve), vado a visitare Piano Maggiore. A due passi da Macchia da Sole e Leofara. Appena arrivo al paese il panorma non è stato bellissimo, nulla di eclatante tranne che per la visuale sui monti Gemelli. Testimonianza storica elevata per queste zone, una volta abbondantemente abitate, ora dimenticate. 

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Martese

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Ai piedi di Rocca Santa Maria sulla strada che porta al Ceppo, c'è questo paesino arroccato su di uno sperone. Facilissimo da raggiungere,  che vi consiglio di andare a vedere.

 

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