Fiori di montagna

Viola
Rossi
Bianchi
Arancio
Gialli
Fiori
sono anche su facebook

I pił letti del mese


Home
Dalle Tre Caciare ai Casali
Monti Gemelli
Wednesday 02 June 2010
00.jpg
 
La Montagna dei Fiori è una continua scoperta, ogni angolo è sorprendentemente bello ed intrigante. Quest'oggi ho fatto una bellissima escursione, un anello di 11 km, su di un sentiero raramente battuto da civili.... ed è pure segnato, male ma è segnato!! Percorriamo una vecchia via di comunicazione che in tempi non recenti veniva attraversata dagli abitanti del paese di Ripe di Civitella per raggiungere in poco tempo i pratoni alti del Girella per il pascolo delle greggi. Un sentiero a mezza costa, a tratti anche non evidente, un tracciato che taglia tutte le Cupe della Montagna dei Fiori (canali che tagliano da monte tutta la montagna). Tratti di bosco di faggi alternati con spazi aperti di prato e gruppi di belissimi Aceri, che sinceramente non avevo mai visto in altri posti così grandi e rigogliosi. Il sentiero si imbocca dalle Tre Caciare,  dalla partenza della stazione sciistica, in direzione E verso il bosco, intercettate una evidentissima neviera a terra, solo alzando gli occhi  sugli alberi dinanzi a voi troverete il primo segno bianco rosso. Seguiteli fino al Belvedere, un magnifico balcone sull'Adriatico. Si prosegue sempre paralleli al mare, in un continuo saliscendi, il sentiero a mezza costa è lunghetto, avete tutto il tempo per godere di tutte le caratteristiche botaniche che incontrerete, faggi, aceri, pini mughi, tassi, per non parlare dei fiori di tutti i tipi e colori. Uscite poi sul pratone che vi condurrà ai Casali, il colpo d'occhio sarà ripagante di tutto il tempo passato sotto il bosco. Favoloso il prato fiorito,  emozionante!!!! Siete ai Casali, ora potete fare quello che volete andare in vetta, ripercorrere l'itinerario a ritroso, o divertirvi a fare un fuori sentiero dove volete. Siamo partiti con un tempo discreto, un pò di sole ci ha accompagnato fino ai Casali, poi il guasto una volta saliti in cresta, freddo, breve grandinata, nebbia, pioggia e tuoni in dolby surround a pochi minuti dalla macchina. Tutto ciò ha reso ancor più bello il territorio che stavo attraversando, la montagna così mi fa impazzire, con quel pizzico di rischio in più che ti fa apprezzare anche i più piccoli ripari da sfruttare per la pioggia nel bosco.... una montagna che pochi hanno il privilegio di ammirare....
Leggi tutto...
 
Stazzi della Morricana
Monti della Laga
Monday 24 May 2010
00.jpg
 
Il mastodontico complesso delle cascate della Morricana è un territorio incredibilmente bello, ogni qualvolta lo si ripercorre è sempre una nuova scoperta. Questa volta il verde del bosco e la bella giornata ci hanno accompagnato per tutta l'escursione fino ai bellissimi stazzi della Morricana alta, verdi, parzialmente innevati. Questa primavera è stata molto piovosa e fredda, la neve ancora è presente alle quote medio alte, il sottobosco umidissimo sarà una grande fabbrica di funghi........ fra qualche giorno!!! Io ero sempre arrivato alla cascata inferiore, la più famosa e facilmente raggiungibile da tutti, mai avevo avuto l'occasione di arrivare sopra, oggi ho scoperto questo nuovo angolo della Laga, ma è inutile che vi racconti quanto è bello, io amo la Laga, ed oggi ho visto un capolavoro della natura. Tutti i corsi d'acqua in questo periodo sono alla massima portata, corsi a tratti impetuosi, da ogni canale o scivolo di arenaria scorrevano metricubi d'acqua. Il sentiero che dalla cascata inferiore porta agli stazzi non è segnato, in salita però è molto evidente la traccia e quindi non si corrono rischi ed è impossibile perdersi, in discesa dovete fare molta attenzione, quando scendete a quota 1570m svoltare immediatamente a destra, basta che ascoltate il rumore della cascata o state molto attenti alla traccia, poco visibile della discesa che porta sotto, altrimenti farete come me, andate dritti.... :D ma come succede spesso in montagna basta poco per perdere la traccia, portatevi sempre una bussola, una cartina e un altimetro..... e non fate spaventare chi viene con voi! :D Il percorso totale si sviluppa su 18 km, 12 su sterrato  pianeggiante molto noioso. Fa sempre piacere rivedere questi luoghi, se volete osare (solo per escursionisti esperti) provate a seguire il corso d'acqua, vedrete dei posti incantevoli!!!!
Leggi tutto...
 
Tra gli steli d'erba
Vario
Monday 17 May 2010
00.jpg
 
Quante volte avete scacciato le cimici (dette in teramano anche scatrapuzzole), quante volte avete schiacciato per motivi futili ragni o affini, quante volte siete stati infastiditi da api, vespe, o solo dal ronzio delle loro ali... ma quante volte siete stati colti dal raptus di curiosità simile al mio, quante volte vi siete messi al loro livello? quante volte vi siete abbassati nel loro territorio dove loro spadroneggiano? credo pochissime volte o raramente... Con questo articolo voglio farvi scoprire cosa si nasconde nel vostro giardino di casa o tra gli steli d'erba dei campi vicino casa vostra. Un mondo incredibile, una silenziosa e laboriosa vita che si può comprendere solo immergendosi dentro. E' facile, non ci servono attrezzature, dovete avvicinarvi ad un prato, possibilmente sdraiarvi e ammirare quello che può succedere tra gli steli d'erba che di colpo diventano giganteschi... diversamente, se volete fare fotografia dovete conoscere la macrofotografia ed avere una discreta attrezzatura (ma sorvolo questo argomento...). Provateci a scovare ragni, coleotteri, eterotteri, lepidotteri ecc... ne sono tantissimi!!! 
Si ritiene che siano tra i più antichi colonizzatori delle terre emerse in quanto fossili di insetti rinvenuti risalgono al Devoniano. L'eterogeneità nella morfologia, nell'anatomia, nella biologia e nell'etologia ha conferito agli insetti, da oltre 300 milioni di anni, un ruolo di primo piano nella colonizzazione della Terra, in qualsiasi ambiente in cui vi sia sostanza organica, con manifestazioni di una notevole capacità di competizione. Gli insetti, di conseguenza, sono organismi che, in positivo o in negativo, hanno una stretta relazione con l'Uomo e le sue attività, fino a condizionarne, più o meno direttamente, l'economia, l'alimentazione, le abitudini e la salute. (Wikipedia)
Scoprire dove depongono le uova, spiarli mentre si accoppiano (.... non spiateli troppo però!!) , osservare la predazione dei ragni è molto interessante, chi è fortunato può vedere la schiusa delle larve, o lo sfarfallamento dei bruchi..... a me questa cosa piace da morire!!! Chi ha  caparbietà può anche monitorare il ciclo biologico che in molti casi non supera i 4 giorni, sfociando così nell'entomologia, una scienza per soli appassionati!! Di seguito vi mostrerò alcune foto di insetti fatte vicino casa, ho usato la tecnica della macrofotografia, è un tipo di fotografia fatta di attesa, preparazione, e anche un pizzico di fortuna. Molti particolari ad occhio nudo non riusciremmo a vederli mai, con la macrofotografia spinta si apre una dimensione in più, si leggeranno sfumature e interessanti particolari di questi piccoli esseri meravigliosi!! Ometterò i nomi scientifici, ma provateci voi a trovarli.... e poi ditemeli :D!!!
 
Leggi tutto...
 
Anello del monte Girella dalla croce di Corano
Monti Gemelli
Monday 10 May 2010
00.jpg
 
La montagna dei Fiori la possiamo attaccare  da diversi punti, più o meno facili, due itinerari per raggiungerla però sono più impegnativi degli altri, non per la lunghezza ma per il ripido dislivello. Uno di questi parte dalla Croce di Corano a 1000m. Si parte appunto da località Croce di Corano, da Macchia da Sole si imbocca la sterrata che raggiunge il paese di San Vito e a metà strada, in un mega incrocio di strade si lascia l'auto e ci si incammina per il più bel sentiero che raggiunge la vetta della montagna dei Fiori. E' l'anello sentieristico più panoramico dell'intera montagna, percorrendolo si possono ammirare tutti i versanti, il panorama inizialmente spazia dal vicinissimo Foltrone all'intera catena del Gran Sasso, dai monti della Laga all'intera catena dei Sibillini. Una vista d'insieme possibile solo da qui, in vetta non si può osservare tutto ciò!. Svalicando sul Lago si aprono le vedute sul Vallone e la piana di Ascoli, ma salendo in vetta si completa l'incredibile visuale dal Conero al Molise!!! Oggi però ci è andata male!! Il tempo è rimasto meraviglioso fino al nostro arrivo in vetta, poi, nebbia!!! Il versante adriatico è rimasto nascosto dalle nuvole per tutta la giornata. Oltre al panorama altra particolarità da tenere conto per questa escursione è la fioritura, ma quest'anno è in ritardo, Oggi abbiamo ammirato bellissime fioriture di Anemoni e Narcisi, Primule e Orchidee, qualche Genzianella e poi basta.... considerando che siamo a Maggio inoltrato. un pò poco.. L'escursione di oggi si è sviluppata su 14 km, attraversando una zona che pochi hanno voglia di calpestare, una zona che regala belle sensazioni ai piedi delle Porchie, i bastioni calcarei del Girella, un angolo dolomitico della montagna dei Fiori. Io sono innamorato di questa montagna, ancora da scoprire, ancora da attraversare.... oggi mi ha fatto piacere vedere sviariati gruppi salire da tutte le classiche per la vetta, dal Vallone, da Monte Piselli, dalle Casermette,  da tutte le parti arrivava gente... Montagna piena di sorprese botaniche, geologiche, mistiche..... è proprio bella!!! 
 
Leggi tutto...
 
Dal lago di Provvidenza al colle delle Monache
Gran Sasso
Sunday 25 April 2010

00.jpg

Ormai sta diventando una consuetudine domenicale, non si torna a casa se non dopo aver percorso 20km in montagna... indovinate  quanti ne abbiamo fatti? circa 22 con un  dislivello di 900 m, all'avventuta tra i boschi della val Chiarino. Oggi abbiamo deciso di fare un anello dal lago di Provvidenza fino al Colle delle Monache, percorrendo anche un sentiero che pochi considerano, che pochi hanno ripetuto, che pochi hanno voglia di riscoprire, in pratica con carta e bussola. La giornata è discreta, nell'aria si percepisce un alto tasso di umidità, ma la mattinata scorre senza imprevisti, cosa che non succederà poi al ritorno. Partiamo di buon'ora, puntuali, da Teramo, il cielo si libera dai residui di nebbia ed esce così un timido sole, che risulterà poi molto caldo in quota. Laciate le auto ci incamminiamo sul sentiero della val Chiarino, che dalla diga porta all'interno di una delle valli più suggestive del Gran Sasso. Tre chilometri di sterrato noioso, fino alla masseria Cappelli o chiesetta della Forestale a 1270m. Qui parte la nostra avventura per raggiungere il colle delle Monache a 1942m. Purtroppo devo avvisarvi, nel caso voi lo facciate questo tratto, che bisogna avere buona dimestichezza con la carta e l'orientamento. Prendiamo il sentiero che si inerpica fino al Corridoio a 1614m. Sulla carta per errore o molto probabilmente per negligenza è riportato come "sentiero segnato", non lo è salendo, lo è parzialmente scendendo con bolli rossi scoloritissimi. Dicevo, l'avventura inizia dalla masseria, il primo tratto lo becchiamo, ma il vero sentiero poi lo perdiamo tra la vasta rete di tracce presenti nel bosco. I pratoni l'intercettiamo tutti, l'uscita del sentiero invece non la prendiamo ma usciamo più a sud appena sotto il colle del Corridoio. Lo spettacolo è incredibile su tutta la valle del Chiarino, e sulle pareti himalayane del massiccio del monte Corvo. Attraversiamo i canaloni del Campiglionie, ci si aprono incredibili vedute sul Lago di Campotosto e sui boschi sottostanti, paesaggio reso ancor più bello dal rapido cambiamento delle condizioni meteo. Raggiungiamo il Colle delle Monache e arriva anche una brezza gelata, indice di cambiamento rapido del tempo. Mangiamo, ammiriamo una bellissima nidiata di coccinelle e via giù per il colle ad intercettare il sentiero per il corridoio. Il tempo sta cambiando rapidamente, scendiamo fin sotto al torrente di Nerito e ci ricolleghiamo alla traccia giusta segnata sulla carta per poi arrivare alla sella del Corridoio. Nel bosco intravediamo un sentiero larghissimo, è il sentiero che dovevamo prendere in salita, lo iniziamo a seguire, è quello giusto!!! Inizialmente non ci sono segni, poi più in basso iniziamo a scorgere bolli rossi molto sbiaditi, alcuni di essi visibili a stento. Inizia pure a piovere, per fortuna il primo scroscio dura poco. Continuiamo a scendere sul sentiero giusto con un pò di difficoltà, la bussola è stata comunque necessaria, fino alla masseria. Anche questo è stato ritracciato!!!! Ora ci attende la sterrata, 3 km di noia, 3 km di sofferenza per i piedi, e all'ultimo km.... pioggia...

Leggi tutto...
 
Anello da Pietracamela al rifugio del Monte
Gran Sasso
Sunday 18 April 2010
00.jpg
 
Dopo un inverno assente, poco nevoso, ora tocca alla primavera... anch'essa latitante!!!  Piove ogni domenica, anzi ogni giorno, pensare un'escursione con queste condizioni è difficile, ma noi, stufi di rimanere a casa la domenica siamo usciti nonostante il tempo non fosse dei migliori. Viste le condizioni meteo instabili, decidiamo di percorrere dei sentieri riparati, partendo da Pietracamela, senza alzarci troppo di quota e con la possibilità di fermarsi al rifugio del Monte in caso di pioggia. Il giro completo, ma ormai è una consuetudine per noi, si è sviluppato su una lunghezza di 20 km su terreno misto e fangoso, per una somma dei dislivelli pari a 1300m, devo dire che è stata una bella passeggiata. Partiamo da teramo un pò sconfortati dalle condizioni meteo, fino all'ingresso di Pietracamela  erano peggiorate, quasi stavamo rinunciando,  ma la sorpresa, arriva appena passata la chiesa del paese, tutto sgombro dalla nebbia e felici abbiamo attaccato l'escursione da Sopratore. Il giro di oggi è stato molto lungo, dal paese imbocchiamo il sentiero basso del Rio Arno e dopo un km tagliamo a destra per scendere al fiume e risalire fino ai prati Cantiere, immersi nell'umidità e nella nebbia usciamo sulla splendida piana, due camosci ci scappano da sotto al naso! Il panorma sulla valle del Rio Arno e sulle montagne è incredibile, la luce tetra delle nuvole rendeva tutto più incantevole. Attraversiamo i prati Cantiere, tra sorgenti, faggi secolari e incredibili scorci, per rituffarci nel bosco Stacite, una lunga discesa fin sotto alla Piana Grande del torrente Venacquaro. Una piccola sosta per mangiare e dire due cavole e si riparte per il sentiero che porta al Rifugio del Monte. Ci aspettano 500 metri di dislivello per una lunghezza di circa 2 km, una bella rampata!! Il bosco Vadillo è finito e sbuchiamo così sulla piana del rifugio del Monte. Spettacolare il paesaggio imerso nelle nuvole, macchiato qua e là dalla neve, incredibilmente sexy!!! Ci fermiamo per una buona mezz'ora, e facciamo il punto della situazione. Nessuno voleva ripercorrere lo stesso sentiero di andata, così sulla carta individuiamo una traccia che dal torrente Venacquaro, appena prima di fonte Novello, risale per il bosco Varracchiette e sbuca  ai prati Cantiere. Inizia la discesa dal rifugio, e qui stavo per perdere la mia D700, un ramoscello bagnato mi ha fatto volare, ma lo spirito di protezione ha fatto si che la mia reflex fosse avvinghiata e protetta dagli urti, mentre io urtavo con tutte le parti del corpo sul terreno fangoso.... ma sono dettagli... decidiamo, a quota 1400, di tagliare per il bosco intercettando il tracciolino, altri voli  hanno accompagnato la mia discesa.... troviamo il tracciolino!!! un tracciolino disseminato di carbonaie, che non fa nessuno, molto ripido e scivoloso.... con molta fatica siamo ai prati cantiere. Costeggiamo il bordo del bosco Varracchiette e sempre sulla stessa quota  raggiungiamo Colle dell'Asino, sotto una simpatica pioggerellina e molta nebbia. La nebbia diventa più fitta sul pratone, ma gli esperti escursionisti non hanno avuto problemi e sono riscesi fin sotto al Rio Arno. SIamo sulla strada del ritorno, stanchi, un pò bagnati, camminiamo sulla sterrata che ci riporta al paese, ma dovevo chiudere in bellezza, altra caduta... ma questa volta nel fango vivo... imprecazioni varie mi hanno dato la forza di rialzarmi e di tornare alle auto.... 
Leggi tutto...
 
Da Prati di Tivo alla sella di monte Aquila
Gran Sasso
Saturday 27 March 2010
00.jpg
 
La montagna in ambiente innevato non è solo scialpinismo, alpinismo o classico sci turistico, ma è anche ciaspole, ovvero un escursionismo di alto livello ma camminato.... è quella disciplina invernale che permette di assaporare, fare propri un'enormità di paesaggi, sfumature, scorci, momenti, vissuti con più lentezza ma anche con la consapevolezza di sapere dove ci si trova. Questa domenica, abbiamo consumato una tra le più scenografiche escursioni invernali, tra le più lunghe con le ciaspole, 20 km percorsi con le poche persone in grado di poter sopportare difficoltà del genere. L'escursionismo invernale con le ciaspole è molto faticoso, e pochi sono in grado di sopportare il carico muscolare, io  reputo la difficoltà al pari dell'alpinismo con picozza e ramponi. Torniamo a noi, dicevo, oggi abbiamo fatto un'escursione talmente incredibile che quasi sembrava di stare in un set cinematografico, da Prati di Tivo alla sella di Monte Aquila, 1000 m di dislivello su 20 km di ciaspolata. Abbiamo attraversato tantissimi scenari, tutti diversi, ognuno unico con la propria vetta, il proprio canale, il proprio passo, la propria roccia. Dal bosco Calderotto ci siamo immersi sul sentiero della sorgente del Rio Arno, attraversando i primi accumuli valanghivi e ammirando le  pareti rocciose illuminate dai primi raggi del sole. Una volta giunti alla Val Maone, sotto il vallone dei Ginepri ci si presenta una scena incredibile, un'immensa valanga scesa molto probabilmente dalla conca degli invalidi, creando  un fronte lunghissimo più di 300 metri e un'altezza stimata di oltre 10 metri di neve, davvero immensa. Passiamo con un pò di lentezza il fronte valanghivo e ci ritroviamo a proseguire verso le Capanne. Nel frattempo da un canale di Pizzo Intermesoli si stacca una slavina, rumore sordo, da brividi. Il paesaggio è incredibile, il tempo è meraviglioso, meglio di così non poteva andare. Vette, creste, passi, tutto nitido tale da sembrare finto. Arriviamo in prossimità delle Capanne sepolte da metri di neve, e davanti a noi ci si apre la conca di Campo Pericoli, un anfiteatro naturale di una bellezza rara, vorrei precisare che il tutto è in provincia di Teramo e non dell'Aquila come hanno fatto credere durante il G8. Da qui si ammirano le principali vette del Gran Sasso, il Corno Grande, l'Intermesoli, il Corvo, il Cefalone, la Portella, e tutte le creste di confine tra Teramo e L'Aquila. Raggiungiamo il rifugio Garibaldi, completamente sepolto e incredibilmente con la botola chiusa con un lucchetto... Siamo a 2000 metri, l'orrizzonte si alza, il paesaggio diventa sempre più grandioso, il Corno Grande è ad un palmo dal naso.. Decidiamo, dopo un briefing, di continuare fino alla sella di monte Aquila. Allunghiamo l'escursionee raggiungiamo la sella, e scorgiamo così l'ultimo bellissimo scorcio panoramico di oggi, Campo Imperatore. Fotograficamente  è stata una giornata unica, rara, dove bisogna essere attrezzati e pronti con i colpi d'occhio, non è permesso sbagliare. Di seguito vedrete molte foto con soggetti ripetitivi, mi scuso in anticipo per questo, ma ogni minuto cambiava la luce, cambiavano le ombre, cambiava il paesaggio tale da essere nuovamente rifotografato. E' un luogo del nostro Gran Sasso immenso, di rara bellezza, forse è la conca carsica più bella del centro Italia. L'escursione di oggi mi ha regalato una grande possibilità quella di poter immortalare tutto quest ben di dio!!!!
 
Leggi tutto...
 
Ai piedi del Paretone
Gran Sasso
Saturday 13 March 2010
00.jpg
 
Altra escursione invernale di altissimo livello paesaggistico!! Parliamo della traversata Casale San Nicola - Forca di Valle, 16 km immersi nella natura selvaggia del Gran Sasso. Mi è difficile descrivere a parole cosa si prova ad osservare, a pochi passi, il simbolo dell'intero appennino italiano, sostare ai suoi piedi, ammirarlo in veste invernale con le condizioni scenografiche migliori,  ammirare la sua imponenza, spulciando i canali e le guglie, .... non so come spiegarvelo.... ma di sicuro è stata una piacevole sensazione!!! Escursione riservata agli appassionati di montagna, a chi non si scoraggia di fronte alla fatica, a chi ama l'avventura, dove la ricompensa allo sforzo è un paesaggio unico, immenso! Partiti da Casale San Nicola, abbiamo portato a termine la lunga traversata fino a Forca di Valle, passando per l'eremo di San Nicola e il rifugio di San Nicola appena sotto i bastioni del Corno Piccolo. Salita impegnativa fino al rifugio, la neve non era delle migliori, con le ciaspole si affondava, risollevarle era faticoso, ma il manto nevoso immacolato sul fosso San Nicola rendeva il tutto più semplice. Fotograficamente è una zona monotona, le foto possibili si possono scattare solo sul paretone o sul bosco, quindi mi scuso in anticipo per essere stato troppo ripetitivo nella scelta fotografica di oggi, ma sinceramente ad ogni passo cambiava l'aspetto del paretone ed ad ogni passo si meritava una foto.... Davvero un gran giro, dal rifugio San Nicola abbiamo  poi provato ad intercettare il sentiero che porta alla croce dell'arapietra, ma lo strato di neve ha camuffato il territorio così abbiamo proseguito a naso l'avventura tra fossi e dossi, attraverso il  bosco di San Nicola. Dalla croce siamo riscesi lungo la strada che porta dritti a Forca di Valle. Le odierne condizioni meteo, eccellenti dopo mesi, hanno reso tutto lo spettacolo ancora più prezioso, l'escursione si è svolta con temperature ottimali, meglio di così non poteva andare... La giornata si è conclusa  tra fette di pane con il cacio marcetto, salsiccia e lonza, tra birra, vino e pepsi.... con un gran finale offerto dal ristoratore della "luna nera"...... ma che bella montagna che abbiamo!!
 
Leggi tutto...
 
L'anello di Padula
Monti della Laga
Sunday 28 February 2010
00.jpg
 
Il non inverno sta giungendo al termine, è ora della primavera... ma cavolo non anticipata!!!! Temperature elevatissime per il periodo e per la quota!! Sotto il bosco abbiamo percorso diversi chilometri con temperature intorno ai 20° tra i 1000 e i 1600 m di quota mentre a  1800m, causa bufera di vento, la temperatura era più bassa, circa 15°!!! L'anello di oggi ha attraversato un territorio vasto della zona di Padula, partiti dal desolato abitato di Padula, attualmente conta solo due famiglie residenti, abbiamo imboccato il sentiero che costeggia i ruderi del mulino per poi ricollegarci sul sentiero 341. Attraversando il 341, è possibile andare a vedere i magnifici borghi del Tordino e le scenografiche cascate. La prima che andiamo a vedere è la cascata bassa di Posaturo, un salto di 40 metri, eccezionalmente per il periodo con grande portata d'acqua. Un piccolo scrigno naturalistico a due passi da Padula. Per chi volesse raggiungerla in questo periodo, consiglio molta prudenza sulla ferrata da attraversare prima di giungere nel borghetto della cascata, è molto scivolosa!! Proseguendo il sentiero, attraversiamo il bosco Usteti, ed arriviamo all'incrocio con il sentiero italia, continuiamo il sentiero 341 fino al rifugio della Fiumata. Siamo partiti con il bosco non innevato, ma salendo la neve diventava più presente e più alta fino ad essere costante per tutto il tragitto fino alla fiumata, neve pesantissima, in via di fusione, molto faticosa percorrerla. Attraversiamo i boschi  La Fronte, Cesa Lunga e la Macchia della fiumata, tutti boschi  di faggi, bellissimi, fitti, in grande forma. All'interno abbiamo intravisto le prime fioriture di Primule, Violette e Crochi, assenza di Bucaneve. Finalmente arriviamo al rifugio della Fiumata, un grande vento ci accoglie nella valle della Fiumata, forti folate contrastavano la nostra progressione, alcune erano davvero forti. Il paesaggio della Fiumata è meraviglioso, grandioso!!! Sono sceso sotto l'alveo del Tordino, lo spettacolo era unico, bellissimo, l'alveo basso incassato tra due ali di arenaria era completamente ghiacciato, scenario incredibile. La valle  completamente innevata era suggestiva nonostante le macchie di verde che uscivano dalla neve!! Decidiamo di scendere e di imboccare poi il sentiero 335 che porta verso le cascate delle Sette Fonti, un sentiero poco battuto, infatti alcuni tratti erano quasi chiusi e in punto senza segni, abbiamo desistito a proseguire si stava facendo tardi e  verso le 15  pieghiamo verso il sentiero italia per ritornare a Padula. Scendedo siamo andati a vedere la cascata alta di Posaturo, l'ultima prima di giungere al paese... una volta giunti al bar del paese brindiamo con Coca Cola e birra i 20 km di oggi!! La fatica è stata tanta ma ne è valsa la pena per un territorio cosi variegato e bello che circonda Padula, un bellissimo angolo della Laga!!!
 
Leggi tutto...
 
L'inverno? il grande assente!!
Gran Sasso
Monday 01 February 2010
00.jpg
 
Ad ottobre, il 13 ottobre 2009, cadeva la prima debole neve sui monti teramani, dandoci la possibilità di vedere i colori autunnali sotto la neve, ma, il 18 ottobre 2009 arriva il nevone sui monti.... può sembrare bello, vedere la prima neve è sempre bella, passeggiarci mentre gli altri sono a casa ci diede tantissimo piacere, ma non era una condizione positiva per le nostre montagne.....  La meteorologia è una scienza basata sulle analisi dei dati statistici, tende a fare analisi e possibilmente predice andamenti climatici sul breve termine, ma spesso sfocia in errori più o meno grandi appunto perchè si base sul caos atmosferico. Nulla, però, la può paragonare ai proverbi meteo locali, che io reputo i miglior indicatori climatici, i più esatti che esistano. Il proverbio è "una massima che contiene norme, giudizi, dettami o consigli espressi in maniera sintetica e, molto spesso, in metafora, e che sono stati desunti dall'esperienza comune" capito? sono norme desunte dall'esperienza comune, dove voglio arrivare, è semplice...... c'è un proverbio famosissimo a riguardo della montagna simbolo dell'Abruzzo, esso recita:
 
Quànde la mundàgne se mètte lu cappèlle, vinne le cràp' e ccumbre lu mandèlle...
...Quànde la mundàgne se càle le vràche, vinne lu mandèll' e ccumbre le crape
 
traduco: quando la montagna si mette il cappello, cioè la prima neve rimane ad alta quota, vendi le capre e compra un mantello l'inverno sarà duro!! ma quando la montagna si mette i pantaloni, cioè la prima neve scende fin sotto ai boschi, vendi il mantello e compra le capre perchè l'inverno sarà mite.... non aggiungo altro, solo che nuovamente un proverbio si è dimostrato!!! Quest'anno è stato un inverno anomalo, caldo, piovoso e purtroppo senza neve, anche le vette stanno soffrendo, i giorni della merla sono  andati via, diciamo che ormai la stagione invernale è compromessa salvo colpi di coda di poco conto, abbiamo ancora febbraio dalla nostra parte, speriamo bene. Quest'anno sarà difficile vedere il lago di Campotosto e il lago di Provvidenza ghiacciati, sono andato a controllare il loro stato appena dopo la più consistente nevicata di questo inverno, il paesaggio come sempre è meraviglioso, unico, incredibile anche non essendo convenzionale in questo periodo, però cavolo se è bello il lago di Campotosto!!!! In due giorni ho visitato tutti e due i laghi, la neve è pochissima, il freddo non era tipico per gennaio, atmosfere gradevolissime.
 
Leggi tutto...
 
Una piacevole passeggiata sulla storna
Monti della Laga
Sunday 24 January 2010
00.jpg
 
Tanto sole, pochissima neve, caratteristica di questo inverno. Oggi ero al Ceppo, alla "Terza festa sulle nevi della Laga", un appuntamento fisso del calendario escursionistico del CAI, una due giorni tra i boschi, i prati e monti della Laga. Un appuntamento che ha riscosso molto successo, notevole è stata la partecipazione dei soci delle varie sezioni CAI abruzzesi e anche dei non soci. Un weekend riuscito grazie ad una  organizzazione che ha richiesto una buona dose di sacrificio, considerando poi che il "sacrificio" è basato sul solido fondamento del volontariato,  per questo non si può dare tutto per scontato e dovuto, ma sorvoliamo...... L'escursione di oggi prevedeva di arrivare a Pizzo di Moscio, ma 50 persone, si sapeva già, non si potevano portare fin lassù e molte infatti sono rimaste ai piedi del cono sommitale di Pizzo di Moscio. La paura di non poter arrivare in vetta per poi ritornare a pranzo in tempo all'albergo Julia ha fatto partire parte del gruppo prima che arrivassero tutti da Teramo, io rimango e accompagno una parte del gruppo rimasto facendoli partire con più calma, più tardi rispetto alla prima carovana. La giornata è stata eccezionale, calda, stare al sole era una goduria, sono salito con il gruppo di coda, meglio non potevo stare. Un grazie va a Noelia che ci ha allietato la passeggiata :), come dico sempre, non è importante arrivare alla meta prefissa, quando si va in montagna è fondamentale il "con chi vai", se è piacevole si possono fare anche pochi metri ed essere ugualmente soddisfatti. A molti sfugge questa condizione.... a molti!! Chiaramente non sono arrivato a Pizzo di Moscio, che non potevo andarci lo sapevo già mi ero rassegnato da diversi giorni, ma è stato ugualmente molto bello. L'incontro con una talpa ha dato quel tocco in più alla giornata!!! La manifestazione si è conclusa a pranzo da Cesira, all'albergo Julia, come sempre i cannelloni ai funghi sono stati un capolavoro!!! Una giornata andata bene, nessuno ha avuto difficoltà, anche se ....... che bella la montagna, e beato chi ci si diverte!!
 
Leggi tutto...
 
Tristezza nella Val Chiarino
Gran Sasso
Sunday 17 January 2010

00.jpg

La grande latitante di questo inverno è la neve!! il cielo è sempre nuvoloso, non fa freddo, non ci sono precipitazioni e nemmeno il sole!!! un inverno insignificante! Oggi abbiamo scelto la valle del Chiarino, tra i più bei posti del Gran Sasso, oggi forse era tra i posti più tristi del Gran Sasso. Un velo di neve copriva la sterrata, il torrente Chiarino non era ghiacciato come gli scorsi anni, i versanti del monte Corvo spelati, si vedeva il manto erboso. E' stata una giornata di montagna atipica, si poteva andare in pochissimi posti, in alto le nubi coprivano le vette, mentre a valle le tipiche escursioni invernali con le ciaspole non si possono effettuare per mancanza di neve. Giornata buia, passata per la maggior parte del tempo nel bosco alla ricerca di tracce animali ed anche di qualche animale da fotografare, ma nulla.... non c'era da fotografare nemmeno il paesaggio, bicolore bianco e marrone, giornata scialba. Una volta usciti sulla valle ammiriamo la tristezza vera di questo inverno, l'intera valle con pochissima neve, brutto panorama!!! Al rifugio Fioretti approfittiamo della stanza sempre aperta con il camino e accendiamo un piccolo fuoco per riscaldarci, giusto per fare qualcosa.... Decidiamo di proseguire verso lo stazzo di Solagne, fino al secondo rifugio, una volta giunti a destinazione riscendiamo, a valle il tempo stava cambiando e salire non sarebbe servito a nulla. Una giornata di allenameno, giusto per camminare, in questo inverno sempre più brutto.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 39 - 57 di 215
© 2012 ADRPHOTO.COM di Alessandro de Ruvo
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.