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Gran Sasso
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Sunday 07 September 2008 |
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E' tornata l'estate, caldo afoso e umido, la mattina alle 7.00 si parte con una temperatura di 28° C e un altissimo livello di umidità. Il vento del Ghibli ha trasportato particelle di sabbia fino a noi, ingiallendo il cielo e oscurando i panorami. Il gruppo Bradipi aveva in mente un solo obiettivo, la vetta occidentale del Corno Grande, ma purtroppo non è stata possibile raggiungere. Partiamo dal Laghetto, percorriamo l'Arapietra e arriviamo alla Madonnina, da qui per il rifugio Franchetti e purtroppo salendo ci dobbiamo fermare alla sella dei due corni. Fino a pochi metri dalla sella non tirava una bava di vento, appena usciamo il vento è diventato sotenuto, e per la sicurezza di tutti decidiamo di riscendere. Per ammazzare il tempo rimaniamo un pò di tempo al rifugio Franchetti, con una visita all'attacco della via ferratta Ricci.
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Meraviglie d'Abruzzo
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Sunday 31 August 2008 |
L'antico paese medievale, Calascio, è sormontato da una rocca medicea, la più alta fortificazione abruzzese, posta alla quota di 1464 m. Si tratta di una torre castellata, la parte centrale è costituita da una torre di avvistamento costruita nel X secolo, in seguito sono state aggiunte le quattro torri circolari d'angolo e la fortificazione su pianta quadrata. Costruito intorno all'anno 1000 interamente in pietra bianca, all'inizio per un uso prettamente militare. Posta sul versante nord della vallata dell'Aterno è tra le mete più suggestive dell'Abruzzo, a cavallo della piana di Navelli e la valle del Tirino, una delle zone più belle del Parco Nazionale del Gran Sasso. Un tempo era un avamposto di comunicazione tra l'entroterra e la costa, tramite l'uso di torce e specchi, il sistema di castelli comunicava fino all'adriatico. Successivamente, Piccolomini, aggiunse le torri circolari e rese la rocca la sede amministrativa della baronia di Carapelle. Durante il regno delle due Sicilie la si usa per il controllo dei flussi della transumanza, in quanto a valle passava il "tratturo Magno" che collegava Foggia con L'Aquila. Il paese di Calascio posto ai suoi piedi, attualmente necessita di un consistente lavoro di conservazione, è distribuito su tre livelli, l'abitato moderno, il paese abbandonato e la rocca. Per il suo aspetto selvaggio, per la sua posizione panoramica, il sito è stato scelto per moltissimi set cinematografici holliwoddiani, ricordiamo in primisi "il nome della rosa", "lady hawke", "padre pio" e tanti altri.
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Meraviglie d'Abruzzo
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Saturday 30 August 2008 |
A pochi chilometri da L'Aquila, ai piedi di Campo imperatore, c'è un borgo medievale chiamato Santo Steffano di Sessanio. Il toponimo Sessanio deriva da una storpiatura di Sexantio, un antico insediamento romano situato a poca distanza dall'attuale sito. Ha origini molto antiche, la certezza della sua esistenza la si colloca nel 1300, i documenti riportano che il sito era un feudo della Baronia di Carapelle e Santo Stefano era strategico in quanto situato al confine con il feudo dell'Aquila. Alla fine del 1400 gli Aragonesi danno il via allo sviluppo della pastoriza e della transumanza. Nel 1600 Costanza Piccolomini cede tutta l'area feudale a Francesco de Medici che farà di Santo Stefano la capitale della lana "carfagna". Con l'unita d'Italia alla fine del 1800 finisce l'attività millenaria della pastorizia ed inizia il declino del borgo. In questi ultimi anni, con investimenti stranieri, si è potuto assistere alla rinascita di uno dei borghi più importanti e belli d'Italia, annoverato tra i più belli d'Italia. L'abitato è realizzato con pietra calcarea, tetti in legno con copertura in coppi, materiali poveri messi insieme elegantemente. L'omogeneità delle coperture è la prima cosa che si apprezza guardando il paese dall'alto della torre medicea. Il sistema viario, che si percorre esclusivamente a piedi, è suggestivo, si passa sotto a tunnel con volte a botte e su stradine selciate costeggiate dalle abitazioni. Tutte le stradine portano alla residenza dei Medici, la torre medicea. Passeggiando per il borgo ci si imbatte in piccoli negozi artigianali che completano la già bellissima atmosfera del luogo. E' la prima volta che passeggio in questo paese, mi ha colpito l'atmosfera medievale, la vicinanza dei fabbricati mi induce a pensare che la vita delle famiglie dipendeva l'un l'altra soprattutto nei periodi freddi, ho avuto la sensazione di essere in un luogo dove la sopravvivenza dipendeva dagli ottimi rapporti sociali. Gli scorci che ho ammirato mi sono rimasti impressi per la delicatezza dei decori e la precisione costruttiva. L'atmosfera è magnifica!
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Gran Sasso
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Wednesday 27 August 2008 |
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Bellissima giornata passata con gli amici del CAI nel cuore del Gran Sasso. Decidiamo di salire al rifugio Franchetti partendo dal piano del Laghetto attraversando l'arapietra e dalla madonnina al rifugio, ma il tempo inizialmente non è stato dalla nostra parte, appena arriviamo ai Prati di Tivo inizia a piovere. Le condizioni meteo iniziano a migliorare a tardo pomeriggio e decidiamo verso le 17.40 di andare almeno a vedere la Croce alla base dell'arapietra, ma una volta lì, abbiamo imboccato il sentiero dell'arapietra fino al rifugio Franchetti gustando il meraviglioso tramonto d'alta quota. Il rifugio Franchetti venne edificato negli anni 60 dal CAI di Roma in memoria del barone Carlo Franchetti, edificio situato in una posizione strategica, base ideale per le scalate alle vette e pareti rocciose che lo circondano. Struttura in pietra calcarea, di ridotte dimensioni, che conserva lo spirito tradizionale dei vecchi rifugi. Dal sentiero per il rifugio si possono ammirare le maestose vie d'arrampicata del Corno Piccolo, il meraviglioso panorama delle colline teramane, l'Adriatico e le cime del Corno Grande. Escursione favolosa, arricchita dagli scenari che ci si sono presentati al tramonto, dalla presenza di diversi camosci che scorrazzavano davanti a noi e da un'atmosfera unica. Escursione che finisce in notturna, con la notte che ci ha fatto ammirare le luci delle città e dei paesi. La serata poi è terminata a cena a Pietracamela, e si chiude così una grandiosa giornata. Se vuoi ammirare lo stesso tramonto ad una quota inferiore ed altre foto dell'escursione appena raccontata CLICCA QUI.
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Sirente Velino
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Sunday 24 August 2008 |
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Escursione nel parco regionale del Sirente Velino, partita da Campo Felice fino alla cima del Costone passando per il rifugio Sebastiani. Territorio nuovo per me, poco conosciuto, che ho iniziato ad apprezzare per i suoi bei panorami ed i suoi scorci. Per l'escursione decidiamo di percorrere il sentiero che passa per la miniera dismessa di Bauxite. La Bauxite veniva estratta per la produzione di alluminio, pietra rossa costituita da ossidi di ferro e idrossidi di alluminio, in Italia esistono pochissime miniere di questo genere ormai tutte dismesse. Dalla miniera attraversiamo il boschetto Macchia del Puzzillo nella valle Leona fino ad uscire nella valle del Puzzillo.Si prosegue a salire fino al rifugio Sebastiani, aperto tutti i giorni nel periodo estivo, e per chi vuole può pranzarci o pernottare. Dal rifugio il panorama è superbo, si possono osservare le cime del Gran Sasso, le diverse valli, Piano di Pezza ad est, Campo Felice a nord, Monte Puzzillo, e tutte le catene montuose circostanti. Dal rifugio decidiamo di salire alla cima del Costone, 2271 m, lungo un ripido sentiero, e dalla cima il panorama era ancora più incatevole. Prima di ritornare alla auto, consumiamo il pranzo al rifugio Sebastiani, con primi piatti di ceci e farro o mezze maniche con la ricotta o con il sugo, per secondo salsiccia alla brace e dolce. Una volta sazi riscendiamo per il sentiero che ci riporta alle auto.Bellissima escursione in un territorio nuovo, da scoprire piano piano.
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Monti della Laga
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Friday 15 August 2008 |
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Che ferragosto!! Il gruppo Bradipi ha percorso uno degli itinerari più belli e affascinanti della Laga teramana, il fosso della Cavata. Area ricca di cascate, tra le più belle della Laga, sotto un rigoglioso bosco di faggi secolari immersi in un verde paradisiaco. Escursione splendida, molto piacevole, dove abbiamo goduto senza limiti di tempo di tutte le cascate e spazi verdi, fino ad arrivare alla fine del bosco di Langamella, nell'eden della Cavata per godere delle prelibatezze preparate dalle donne. Eccellente giornata passata con un bellissimo gruppo e purtroppo senza elementi importanti del gruppo, ma resa ancor più deliziosa dalla mancanza di alcuni che non apprezzano il nostro spirito. Escursione faticosa e molto rilassante, appagante sotto tutti i punti di vista. L'escursione ha toccato tutte le cascate della Cavata dalla presa dell'Enel in su, bellissimi salti d'acqua che ad agosto ancora sorprendono per la loro portata, meraviglie della natura che pochi conoscono e sanno apprezzare. Raggiungerle dal Ceppo non è difficile, basta solo essere consapevoli che dopo una discesa c'è una bella salita, ed il premio per la fatica sono le cascate, quindi buona volontà e resistenza nel cammino per vedere scorci unici della Laga teramana. Abbiamo goduto di una splendida giornata, direi unica!! Altro che ce......
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Gran Sasso
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Sunday 03 August 2008 |
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Escursione organizzata dal CAI di Arsita, dalla piana di Fonte Vetica al Monte Coppe. Ideata per ricordare Massimiliano, un socio del CAI di Arsita che contribuì alla conoscenza di questi posti poco frequentati, e per riunire in festa le diverse sezioni del CAI Abruzzo. Oggi erano presenti oltre 120 persone, il gruppo "Bradipi" del CAI di Teramo, soci dei CAI di Castelli, Popoli e Chieti, che alla fine dell'ecursione si sono ritrovati al rifugio Tre Pozzetti per degustare un pranzo ricco e squisito preparato dagli amici di Arsita. Gran bella giornata per il CAI, e gran bella giornata sul monte Coppe dove abbiamo ammirato i famosi "Conglomerati di Monte Coppe", ovvero ammassi di clasti (ciottoli) arrotondati legati da argilla. Nell'area del monte Coppe si possono osservare grandi affioramenti di Conglomerati Puddinga, dove si nota una maggior maturità tessiturale. Inoltre, abbiamo anche potuto ammirare bellissimi fiori lungo il sentiero, Genziana, Semprevivi, Anemoni, Garofani e tante altre specie. Sentiero semplicissimo, molto paesaggistico e ricco di informazioni floristiche e geologiche, ideale per tutti e per chi vuole ammirare un panorama a volo d'uccello sull'Abruzzo una volta in vetta.
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Gran Sasso
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Sunday 27 July 2008 |
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Il Monte Corvo con i suoi 2623m è la terza vetta della catena del Gran Sasso. E' la montagna solitaria, del silenzio, una montagna possente ed isolata, poco frequentata dagli escursionisti, di solito le escursioni finiscono nella valle del Chiarino, una delle valli più suggestive del Gran Sasso. La vetta si può raggiungere da diverse zone, noi oggi abbiamo percorso il sentiero 1C, il più facile da fare per raggiungerla. Si percorre la bassa e alta valle del Chiarino per giungere alla sella del Venacquaro e attaccare, con passaggi di primo grado dalla sella di monte Corvo, le pareti rocciose che portano alla cima. Siamo stati sfortunati solo per la giornata meteorologica poco adatta, le nuvole coprivano il panorama dalla vetta e la pioggia ha accompagnato il ritorno, ma paesaggisticamente è stata magnifica, la bellezza della valle del Venacquaro, di Pizzo Intermesoli, del Cefalone, della Cresta delle Malecoste, di Pizzo di Camarda, era amplificata dalla scenografia naturale delle nuvole che scorrevano nelle valli, dai contrasti di luce che hanno reso ancora più tridimensionale e profondo il paesaggio. Durante il sentiero non sono mancati gli incontri con specie floristiche tipiche di queste aree, Genepì, Genziana, Rabarbaro, Verbasco, ed altro. Vetta magnifica, pura e solitaria, dove si può apprezzare il paesaggio del Gran Sasso nel suo stato brado e al di fuori dalle contaminazioni umane.
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Monti Gemelli
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Wednesday 23 July 2008 |
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Giornata dominata dai residui dell'avvezione orientale di aria fredda sulla nostra penisola, con il magnifico risultato di avere l'orizzonte privo di foschia, nitido, colori saturi e un tramonto cinematografico. Questo ha permesso di apprezzare il vero significato di questa escursione e di questo luogo, il panorama! Zona escursionisticamente sconosciuta, che può regalare grandi emozioni con pochissimo sforzo e in brevissimo tempo, è una zona altamente panoramica da cui si possono scorgere dai Sibillini ai monti oltre la Maiella, passando per la catena della Laga e la imponente catena del Gran Sasso da nord a sud, mentre ad est si scorge tutta la costa abruzzese e parte di quella marchigiana, potendo leggere così anche il paesaggio collinare e vallivo del teramano. Il monte tre Croci o Montagna di Magnanella si pone a cavallo della valle del Vezzola, lo si può raggiungere da Ioanella, da Magnanella o passando da Roiano, quindi di facile accesso e raggiungibile in 15 minuti da Teramo. Area che non gode di particolari attenzioni dalle istituzioni, quindi è divenuta una montagna snobbata dai teramani, forse perchè troppo facile o forse perchè non si conosce la bellezza di questi posti, solo il panorama vale l'escursione. Un tempo, quando non esistevano le comode strade statali e provinciali, la zona compresa tra monte tre croci e Pietra Stretta, era un viavai di contadini, di gente che si spostava da un paesino all'altro, la strada tutt'ora presente e ben tenuta, collegava Macchia da Sole con Campli e Torricella Sicura, passando per gli ormai paesi abbandonati di Piano Maggiore, Valle Piola, Acquaratola ecc. Un tempo pullulava di gente, ora è una zona sconosciuta, zona da rivalutare, zona adatta a tutti gli escursionisti e non, zona dove non mancheranno sorprese botaniche ed incontri faunistici, quando non sapete come passare il tempo andate a passeggiare in queste zone....
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Vario
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Monday 21 July 2008 |
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Fiore che ha origini antiche, pare sia stato conosciuto prima nell'America del nord, dove gli indiani la consideravano una pianta sacra in quanto già conoscevano gli innumerevoli usi, mentre per gli Incas, nel Perù, era il simbolo del Dio Sole. Fiore apprezzato ed amato da Luigi XIV, che lo faceva stampare su stoffe e intagliare nel legno, apprezzato da pittori come Van Gogh, che lo raffigura in moltissime sue opere, elogiato con versi poetici da Montale e D'annunzio, e lavorato dalla gente comune per ricavarne i preziosi doni. Helianthus annuus è il suo nome scientifico, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Lavinyes. Il fiore del girasole è il capolino della pianta, composto dai fiori sterile del bordo da cui nascono i petali e dai fiori centrali da cui nascono poi i semi. La sistemazione dei fiori all'interno del disco avviene secondo la sezione aurea ottenendo uno schema a spirali orarie e antioriarie. Il girasole è chiamato così appunto perchè ruota in base alla direzione del sole, tutto ciò avviene tramite le fibre motrici del pulvino, queste fibre si trovano sotto il capolino e quando arrivano a maturazione si bloccano, bloccando così il fiore ad est. Dal girasole si ricavano soprattutto oli alimentari ed oli combustibili, ma anche mangini per roditori ed uccelli e snack per gli essere umani.
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Gran Sasso
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Sunday 13 July 2008 |
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Un tempo i locali chiamavano il Brancastello "montagna di Vado", l'origine del nuovo toponimo rimane sconosciuta, ed è uno dei posti più panoramici dell'intera catena orientale del Gran Sasso. Escursione di 18 km con partenza da Casale san Nicola, si snoda attraverso il sentiero geologico che sale ripidamente il bosco di pozzi della lama nera e poi della lama bianca fino ad arrivare al Vaduccio dove si osservano a due passi le magnifiche pareti del Corno Grande e il rifugio Nicola D'Arcangelo. Si continua a salire fino a Vado di Corno, e prendendo il sentiero del centenario si è in vetta poco dopo. Vado di corno era una antica strada romana che collegava gli abitanti del versante teramano con quelli del versante aquilano, la strada collegava in particolare Fano a Corno con Assergi, da qui passavano tutte le merci e le informazioni della Valle Siciliana. Il Brancastello presenta due versanti opposti, un versante boschivo e ripido della valle del Mavone e quello desolato e brullo dell'altopiano di Campo Imperatore. L'escursione da Casale San Nicola è faticosa, ma vale la pena farla per la bellezza paesaggistica che si presenta davanti ai propri occhi, si costeggia costantemente il bellissimo paretone e tutta la parte sudorientale del Corno Grande, fino ad arrivare, dopo il Vado di Corno, ad attraversare tutta la cresta panoramica che porta al Brancastello. Il sentiero del Brancastello gode di una peculiarità alpina, ovvero della fioritura di numerose stelle alpine, e più in basso della fioritura di bellissimi esemplari di giglio Martagone.
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Paesi abbandonati
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Tuesday 08 July 2008 |
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Nel bacino montano dei Monti della Laga, le condizioni orografiche e geomorfologiche hanno condizionato lo sviluppo insediativo di questa area, determinando la nascita di piccoli nuclei abitativi sulle sommità e sui crinali. I nuclei si sono sviluppati fino all'inizio del secolo scorso, quando molte famiglie decisero di spopolarlo per seguire i sogni di ricchezza della città. Ora ci troviamo di fronte a paesi spopolati, paesi in rovina, perle dei nostri monti che stiamo facendo andare distrutti per colpa di mentalità montane improntate sull'egoismo e la gelosia dei locali. Serra è uno dei paesi ben conservati, è un nucleo di crinale, sorge su di una vena di arenaria che domina il fosso dal quale nasce il Vezzola. Come la maggior parte dei paesi abbandonati della Laga, Serra ha uno sviluppo lineare con a capo, ad una quota più alta della via principale del paese, la chiesa di San Salvatore.Chiesa ormai in avanzato stato di degrado, il tetto completamente crollato lascia le murature alla completa esposizione erosiva dell'acqua. Purtroppo nella breve visita al paese ho notato orrendi recuperi di piccole case, in una soprattutto sono state inserite persiane in alluminio rosse e una canna fumaria esterna d'acciaio lucido, questo perchè non ci sono regole sul recupero dignitoso di uno dei paesi più belli della Laga. Il resto del paese presenta costruzioni ancora ben conservate ed altre con i solai completamente crollati, la situazione generale, secondo me, è drammatica. Il paese di Serra gode della vicinanza di bellissimi pascoli e boschi di castagno, inoltre gode di un panorama superlativo, dal paese si possono osservare tutta la catena del Gran Sasso e dei Monti della Laga ed una pezzo dei Sibillini. Per fortuna qualcosa, tramite i canali esteri, per il recupro si sta muovendo con la speranza che un giorno il paese ritorni a pullulare di vita.
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