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Monti Gemelli
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Sunday 15 November 2009 |
L'anello di oggi aveva come obiettivo la visita a due paesi abbandonati, Laturo e Settecerri. Ma qualcosa è andato storto. Non li abbiamo raggiunti per via del sentiero richiuso e del bosco che con la caduta delle foglie aveva, probabilmente nascosto l'evidente traccia. L'anello è stato chiuso anticipatamente in quanto la luce a disposizione non ci ha permesso, dopo gli errori, di poter andare iavanti in sicurezza.Territorio molto suggestivo, si attraversano giganteschi castagneti e belle praterie con viste sulla valle del Castellano e le catene della Laga e dei Sibillini. Luogo poco frequentato dagli escursionisti e non mi stancherò mai di ripetere che l'escursionismo non è solo quelle che raggiunge le vette ma anche quello di scoperta della media montagna!! E' stato impegnativo orientarsi nel primo tratto del sentiero che da Leofara a mezza costa deve raggiungere casa Sabatini. Il primo tratto attraversa un bellissimo castagneto, dopo aver percorso un tratto di sentiero con panorama. Raggiunta la sella di Monticchio, l'orientamento è difficoltoso, ma alla fine dopo un intrigante saliscendi riprendiamo il sentiero giusto e raggiungiamo casa Sabatini, un vecchio rudere a servizio della pastorizia. Siamo in ritardo con la tabella di marcia, raggiungiamo località Pantaneta e cerchiamo di intercettare il sentiero che scende al paese abbandonato di Laturo, ma la ragione ha prevalso, ed all'unanimità abbiamo deciso di risalire al sentiero 17, puntando casa Il Monte per chiudere poi a Leofara. Giunti alla strada si apre un bellissimo panorama sui monti circostanti, ma la bellezza delle praterie del Monticchio ha incantato tutti più del panorama. Bellezza impreziosita dalla presenza di cavalli e vacche al pascolo, quasi sembrava di stare in Svizzera, ed invece erano i nostri luoghi. Rispresa la strada, poco dopo eravamo a Leofara.Il giro di oggi è veramente bello, lo consiglio a chi conosce il posto e a chi se la sente di avventurarsi con una buona conoscenza dell'orientamento.
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Monti Gemelli
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Sunday 08 November 2009 |
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La vetta più alta della montagna di Campli la si può raggiungere da diversi punti, tutti i tracciati che raggiungono la vetta sono impegnativi, è necessario avere una buona preparazione fisica prima di affrontarli. Il monte Foltrone, 1718 m, è molto vicino a Teramo, è molto snobbato come vetta, eppure offre tutte le difficoltà di una montagna, lunghezza del percorso, dislivello e panorami meravigliosi. Oggi abbiamo chiuso l'anello che dal paese di Battaglia, attraversa tutta la montagna. Inizialmente la giornata non è stata a nostro favore, una pioggia insistente ci ha inzuppato tutti i pantaloni, ma con la consapevolzza che di li a poco sarebbe cambiato in meglio abbiamo continuato questo itinerario suggestivo. Si parte dalla croce di Battaglia dopo aver attraversato il bosco di conifere si è al cospetto del fosso Bianco. Si attraversa il fosso e si continua salendo su per il sentiero, quando intercettate una barra verde di chiusura della strada sterrata di Guazzano, dovrete scendere mantenendovi sempre sulla carrareccia. Si percorre, ora, fino alla Salluta, la vecchia strada che collegava il paese di Guazzano con Macchia da Sole, la natura si sta riappropriando del tracciato, è ancor ben visibile la larghezza della sede stradale, ad occhio supera i 4 metri. Una volta era la via di comunicazione più importante tra le valli teramane e la valle del Salinello, quando era in ottimo stato di conservazione, le mietitrebbie la usavano per gli spostamenti, e la popolazione la usava per lo cambio delle merci. La Salluta inizia ripida, pendenza che finirà solo in vetta, il maggior dislivello si avrà in questo tratto. Nel frattempo, mentre sotto pioveva, in quota nevicava, parte di questa nevicata l'abbiamo ritrovata sopra. Giunti sulla vetta principale, a causa del vento sostenuto, decidiamo di scendere e di fermarci in un luogo riparato. Percorriamo tutta la cresta della montagna di Campli, sotto una tempesta di vento, godendo del panorama superbo che offre questo posto. La caratteristica principale di questa escursione è la panoramicità della montagna. Gli affacci a nord sul Girella lasciano senza fiato, si ammira tutta la vallata delle gole del Salinello e Castel Manfrino. Ad est la vista in quota più vicina all'Adriatico, essendo la montagna più vicina al mare Adriatico. Oggi si vedeva metà Italia centrale, dal oltre il Conero alle zone del Gargano. A sud c'è la cornice delle catene della Majella e del Gran Sasso e tutto il sistema vallivo della provincia di Teramo, ad ovest i monti della Laga e i sibillini chiudono il cerchio. Come potete capire la vista a 360° accontenta gli occhio più esigenti. Si attraversa tutta la cresta della montagna di Campli da nord a sud, passando per pian dell'Oro fino ad immettersi nel bosco Borco, appena sotto il Monticchio, e si scende a valle. E' veramente una bella montagna.
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Gran Sasso
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Sunday 25 October 2009 |
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Per chi ha voglia di ampie vedute, di grandi panorami, il monte Bolza è il luogo migliore per assaporare tutto ciò. Quando lo si guarda da lontano, il monte Bolza non ispira tanta voglia di essere percorso, un pò perchè è lì in mezzo ad una piana, quasi insignificante la sua presenza, di conseguenza viene tralasciato. Ma quando si raggiunge la sommità e si percorre tutta la cresta rocciosa, non si può che rivalutarlo Panorami a perdita d'occhio, passaggi di primo grado tra le rocce, discreto dislivello, un'autentica sorpresa!!! Il nostro itinerario ad anello prevedeva l'attraversamento del canyon dello Scoppaturo per poi raggiungere il guado della montagna, salire il monte Bolza, percorrere tutta la sua cresta e scendere poi alle macchine. Tutto rispettato tranne il primo pezzo del canyon invaso dall'acqua, spettacolare vedere un quasi lago all'interno del canyon! L'escursione non è difficoltosa, ma non è per tutti a causa dei passaggi in cresta. Il panorama, la caratteristica principale di questa escursione, spaziava a nord su tutta la piana di Campo Imperatore circondata dalla splendida scenografia della catena meridionale del Gran Sasso, dal Corno Grande al monte Camicia sfumando su vado di Sole, mentre a sud si apriva la maestosa piana di Navelli e appena sotto il monte si ammiravano gli "scarci", gli spietramenti che perimetrano i minuscoli fazzoletti di terra usati per i pascoli. Ad Ovest si apre la vista sulla "Terra della Baronia", un vasto territorio un tempo controllato dalla torre medicea di Rocca Calascio, un territorio lunare, fatto di colline e vallette, più civilizzato della piana di Campo Imperatore.La vista a 360° fa di questo monte, il più panoramico dell'intero Abruzzo, da qui si ammirano quasi tutte le catene montuose, Majella,Velino Sirente, Terminillo e tutto il Gran Sasso. La bellissima giornata meteo, calda e limpida, ci ha dato la possiblità di ammirare un territorio vastissimo, è un'escursione da fare con tempo stabile e senza foschia, non vi preoccupate se la giornata è bella e decidete di fare questo piccolo monte, perchè una volta in vetta capirete il suo immenso valore.
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Gran Sasso
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Sunday 18 October 2009 |
La prima neve è arrivata in largo anticipo e noi escursionisti non ci siamo lasciati scappare il gusto di camminare sulla neve. Questa domenica era previsto tempo brutto, nell'entroterra teramano pioggia mentre tra i rilievi montuosi forti nevicate. Considerata questa variabile abbiamo deciso di fare comunque un'escursione su sentiero turistico sapendo che, a ora di pranzo stavamo tutti insieme a mangiare all' "antica Locanda" di Pietracamela. Al piazzale dei Prati di Tivo eravamo indecisi se fare il sentiero Italia che conduceva all'arapietra o il sentiero del Rio Arno, optiamo per il secondo itinerario ed è risultato favoloso. Immersi in un bosco ancora autunnale coperto di neve, siamo arrivati all'attacco della Val Maone, causa la forte nevicata abbiamo rigirato per andare a mangiare!! Il paesaggio imbiancato era incantevole, ancor di più il bosco che con i suoi colori caldi faceva da cornice alle pareti rocciose coperte dalla neve. Il piacere poi di camminare sulla neve, con il freddo pungente, e la neve che ti si infila ovunque, non ha prezzo!! .... ah!! mi sono dimenticato di dire che abbiamo visto numerosi camosci che curiosi pensavano "dove andranno questi 9 matti?" ...... La piacevole giornata poi è continuata al ristorante L'Antica Locanda di Pietracamela e alla festa della castagna di intermesoli. Mi mancava una giornata così divertente!
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Eventi Meteo
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Tuesday 13 October 2009 |
Come da previsioni, la discesa di aria artica proveniente dall'est Europa ha colpito le regioni adriatiche, in modo particolare l'Abruzzo. Temperature scese di oltre 10° , a pensare che la settimana prima sembrava estate!!! Violenti temporali si sono abbattuti lungo la costa e lungo le grandi valli del teramano, producendo ingenti danni e purtroppo anche naufragi. Le montagne sono state coperte dal primo manto nevoso fino alla quota di 1300m. Chiaramente potevo non andarci? direi proprio di no!! Questa giornata dominata dal bel tempo mi ha permesso di andare al Lago dell'Orso dal Ceppo passando per il sentiero Italia. Con l'occasione, voglio spendere due parole contro tutte quelle persone che hanno distrutto il sentiero abbattendo alberi con i segni e lasciando tutti i rami a terra deviando (per chi non lo sa ) il sentiero ufficiale. Risulta difficoltoso, per chi non conosce la zona, recarsi a destinazione!!! Torniamo a noi, non c'era tantissima neve, non più di 10 cm, ma è stato ugualmente emozionante fare la prima escursione invernale ad ottobre!! Oggi, abbiamo visto anche il famigerato lago dell'Orso.
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Gran Sasso
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Sunday 11 October 2009 |
L'autunno è nella fase più intensa della sua colorazione, le condizioni meteo variabili danno il loro tocco in più al magnifico paesaggio dei nostri luoghi, la valle del Ciarino si conferma la valle più intrigante di tutto il Gran Sasso. Il giro di oggi, partito dall'area attrezzata del sentiero per il rifugio Panepucci, è stato lungo e panoramico, bellissimi gli scorci che ci si sono presentati nei boschi, nei prati, tra le rocce e i laghi. C'era davvero tutto in questo anello che ha raggiunto il monte Jenca per poi riscendere alla Valle del Chiarino. Raggiunto il rifugio Panepucci, siamo scesi nella valle del Paradiso per giungere al passo del Belvedere, da qui è superba la visuale!!!! Attacchiamo i costoni dello Jenca, un lungo saliscendi che arriva alla quota di 2208 m. La bellezza del panorama che si osservava era notevole, dall'alto avevano tutto un'altro aspetto, l'autunno è magnifico in questo periodo, alle alte quote è ormai all'apice, un'esplosione di colori. Scendiamo al lago di Camarda per affrontare la ripida discesa che raggiunge la valle del Chiarino. La fortuna ha voluto che iniziassimo questa discesa nella nebbia e a metà strada, sopra la valle del Chiarino, si aprisse regalandoci una vista sensazionale!!! Raggiunta la valle abbiamo ripreso la carrareccia che ci ha riportati alle auto, immersi in un bosco meraviglioso, colorato, bellissimo! L'anello percorso oggi, è di 20 km, è inutile che vi ricordi alcune precauzioni se lo voleste fare, buona preparazione fisica e buona dote di orientamento. Ricordatevi di portare la macchina fotografica, che vale la pena usare in questi posti!
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Gran Sasso
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Friday 09 October 2009 |
In completa solitudine ho percorso tutta la strada che collega la diga di Provvidenza con la valle del Chiarino per godermi i magnifici colori autunnali. L'atmosfera era fatata, incantevole, il solo suono che si poteva ascoltare era il fruscio dei passi sopra le foglie. Bellissimi i colori sul torrente Chiarino, il contrasto tra le pietre bianche e le chiome degli alberi colorate mi incantava, atmosfera sublime. Lungo la strada bianca che porta alla valle si passa spesso tra due ali di bosco completamente trasformati dai colori autunnali, il sottobosco totalmente coperto dalle foglie, rendeva il tutto surreale. Dopo circa un'ora e mezza di quasi corsa giungo alla Valle del Chiarino, è inutile che sia ripetitivo, favolosa!!!!!! Davanti avevo i costoni del monte Corvo e tutta la valle del Chiairno in abito autunnale, accarezzata ai bordi dal bosco a mo di tavolozza dei colori! Ma , oggi mi è stato fatto un regalo, all'arrivo nella valle, sul prato a circa 200 m da me una volpe si aggirava in cerca di cibo, i nostri sguardi si incrociano, la fotografo ma è troppo distante e mi limito ad ammirarla da lontano con la consapevolezza che se mi fossi avvicinato sarebbe scappata e quindi abbandono l'idea di seguirla e vado avanti per la strada. Finita la sessione di foto alla valle mi rimetto in cammino per tornare alla macchina, ma appena mi volto, dietro a me c'era lei, mi osservava incuriosita, eravamo ad una distanza di meno di 30 metri. Bella, rossa, curiosa, un pò schiva, ci osserviamo a vicenda per diversi minuti e poi inizio a fotografarla. Tento l'avvicinamento, si fida di me, non scappa, ma non abbassa mai la guardia, mi riesco ad avvicinare ad una distanza incredibile, meno di 10 metri. L'emozione era tanta, stare in ambiente, immerso in una poderosa valle, io e lei, ma che meraviglia!! è una tra le situazioni più belle che mi sia mai capitata in montagna!! Dopo un pò di foto, appostamenti dietro i cespugli, durato più di 20 minuti decido che era ora di riscendere.... imbocco il sentiero e con il sorriso stampato sulla faccia torno giù.... ma che spettacolo!!!
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Gran Sasso
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Tuesday 06 October 2009 |
Da Pietracamela si imbocca la mulattiera che fin dal 500 serviva ai Pretaroli (abitanti di Pietracamela) per andare a vendere i loro prodotti nell'aquilano. Una delle vie di comunicazione più antiche del Gran Sasso, quella della Val Maone e il passo della Portella che collegava Pietracamela con Assergi. Oggi abbiamo percorso il tratto che dal paese arriva fin all'imbocco della Val Maone, da qui passavano tutti i traffici per portare i "panni grossi" e i manufatti grezzi nell'area aquilana. Questo posto non è famoso solo come via di scambio, qui si è consumata la tragedia del due alpinisti Cambi e Cicchetti. Nel 1929 affrontarono una salita al Corno Piccolo, furono sorpresi da una delle più violente tempeste fredde del secolo scorso, nella meteorologia il 1929 un'annata storica, la più fredda del secolo scorso. Si rifugiarono presso il rifugio Garibaldi, che in due notti fu interamente sepolto, dopo due giorni di bivacco al rifugio, il freddo era tale che scelsero di tentare la salvezza scendendo a valle. Già con principi di congelamento provarono a scendere per la Val Maone, potrete capire che senza un'attrezzatura adeguata camminare sulla neve fresca è faticosissimo, loro riuscirono arrivare appena sotto le cascate del Rio Arno. Cambi fu ritrovato molti mesi dopo la tragedia dalle squadre di soccorso con addosso il maglione di Cicchetti, gesto di un altruismo estremo, quest'ultimo riuscì a fare qualche chilometro in più ma anche lui morì di fatica e freddo. Fu ritrovato dalle squadre di soccorso ad un paio di chilometri da Pietracamela. Il sentiero da percorre è segnato sporadicamente ma è evidentissimo, si va fin sotto le cascate del Rio Arno senza nessun rischio di perdere il tracciato, con 1 ora e 30 siete al cospetto delle cascate. Quest'oggi abbiamo fatto un anello che percorreva la valle del Rio Arno per ritornare poi a Pietracamela passando per Prati di Tivo, 15 km di totale immersione nella natura. Non abbiamo incontrato anima viva ne in paese e ne tra le montagne, tra i colori autunnali, il suono del torrente e la miriade di funghi che costellavano il sottobosco, sembrava di essere in un posto fatato. Meravigliosa era la luce calda del tramonto che colorava le pareti rocciose della Val Maone, non volevamo tornare a casa!!!! Scesi a Prati di Tivo, abbiamo attraversato tutti i prati e imboccato il sentiero che scende a Pietracamela passando per il canale di gronda.
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Gran Sasso
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Sunday 04 October 2009 |
Quest'oggi abbiamo percorso l'area meridionale del Gran Sasso, l'ultimo baluardo del wilderness attraverso la valle di Cordorama e i valloni D'Angora e Cretarola. Escursione dalla marcata impronta autunnale, si potevano già ammirare i primi caldi colori della stagione più interessante. L'anello di 10 km, ha percorso il sistema di valli e canyon, scavati da un vecchio emissario di un lago, una volta presente nei sovrastanti prati di Cretarola.Durante le glaciazioni, tutta l'acqua di fusione dei ghiacciai presenti a Campo Imperatore, si incanalava nelle valli di Cretarola e D'Angora. L'enorme quantità d'acqua, ha fatto si che si scavassero questi enormi canyon, dalle alte pareti rocciose. Ora non si ha più un attraversamento superficiale di acqua in quanto avviene tutto sotto l'alveo, a causa del carsismo. L'escursione ha inizio dal rifugio San Francesco, si attraversa la valle di Cordorama, immersi tra ali di faggi e splendidi prati, poco dopo ci si immette nel bosco delle meraviglie. Tanti erano i funghi che tappezzavano il sottobosco, c'era di tutto!! Lasciato il bosco si inizia a scendere verso il vallone D'Angora attraversando le pietraie formatesi dalla disgregazione delle altissime pareti rocciose. Dal vallone D'Angora si passa, repentinamente, al vallone di Cretarola. Qui dovrete prestare molta attenzione nei passaggi di primo e secondo grado su roccia spesso bagnata. Il valllone di Cretarola era un gigantesco collettore per tutte le acque provenienti da Campo imperatore. Superati i diversi salti rocciosi si è al cospetto dei nevai perenni nascoti dal fogliame. Ad una quota di 1300m, è il sistema di nevai perenni più meridionale d'Europa. Ricoperti da vegetazione, si conservano al fresco e non subiscono fusione, l'alimentazione avviene a causa delle valanghe che precipitano dalle ripide pareti laterali. L'area che abbiamo visitato forse un giorno, spero molto prossimo, diventerà riserva integrale, è una zona ricchissima di storia geologica e naturalistica, ricca di specie floristiche endemiche e rare. Va assolutamente protetta l'ultima area realmente selvaggia del Gran Sasso. Escursione molto bella, finita a salsicce e arrosticini...... che mangiata ragazzi!!
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Gran Sasso
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Sunday 27 September 2009 |
Escursione incredibile!!!! non ho parole per descrivere la bellezza di questo anello, che abbiamo chiamato circuito per via della lunghezza e della miriade di posti che si attraversano. Per darvi un'idea, abbiamo percorso una ventina di chilometri tra sentieri classici,selle, passi, cime, valli, creste.... è incredile la varietà di luoghi, di situazioni tutte diverse tra loro. L'escursione che vi sto proponendo intanto la consiglio solo ai più esperti ed allenati, non è per tutti, è l'unica che attraversa le tre valli della catena occidentale del Gran Sasso, si attraversano la valle del Chiarino, la valle del Venacquaro e la val Maone, per questo la chiamiamo "circuito delle tre valli". Si parte da Campo Imperatore, si prende il sentiero che porta al Passo del Lupo e si continua a salire incrociando il Passo della Portella, dinanzi avrete sempre Pizzo Cefalone. Si dovraà accedere alla cresta delle Malecoste, quindi si sale verso Pizzo Cefalone, seguite i segni, ad un certo punto piegate alla vostra sinistra (intercettare i segni blu) verso la cima Woityla. La cresta che porta alla cima, è affilata e molto esposta, chi soffre di vertigini non può accedervi, chi porta persone un pò a rischio si deve munire di corda. Per raggiungere la croce della cima ci si infila in un buco, si è così in vetta a 2444m. A ovest vi si apre l'orizzonte verso la cresta delle Malecoste, la si deve percorrere fino alla sella delle Malecoste, da qui si gode di un panorama mozzafiato, sulle valli del Venacquaro e del Chiarino e su parte di Campo Imperatore, la vista è superba!!
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Monti Gemelli
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Sunday 20 September 2009 |
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Viste le probabili avverse condizioni meteo, io e i miei amici abbiamo deciso di fare un'escursione "sicura", siamo andati tra i tanto bistrattati monti gemelli. Questa volta la scelta è ricaduta sulla vetta del Foltrone a 1718m, percorrendo la vecchia via dei carbonai. Il sentiero ripercorre il vecchio tracciato che i Carbonai percorrevano per raggiungere le svariate "piazze" (i luoghi di raccolta della legna) dove formavano le carbonaie. Ne abbiamo intercettate a decine, alcune ancora conservano lo sporco del carbone, altre invece erano intuibili per la forma tipica. E' un itinerario suggestivo, per le splendide vedute, per le splendide faggete, per il silenzio. Il sentiero parte appena dopo l'area attrezzata per birdwatching sulla strada per Macchia da Sole, poco più avanti c'è una palina che indica la direzione. Si sale lungo l'evidente sentiero, si intercetta una fonte con vasche metalliche e si continua fino ad un prato, il Piano di Balivo, sede di un insediamento Longobardo. Qui bisogna stare attenti, andare verso destra ed intercettare un omino di pietra, seguire poi l'evidente sentiero fino ad un manufatto di cemento sopra il ruscello di Fosso dell'Acqua. Da qui il sentiero si inerpica nella faggeta della Murata ed è segnato con segni gialli. La salita è ripida, bellissima, fino a salire oltre a murata per godere del meraviglioso paesaggio. Seguite verso la pietraia sotto Colle Bianco (qui è ancora segnato) arriverete ad una prato, diverso dagli altri, perchè qui nascono le "voleche". Da qui si va a naso, intercettare un sentiero pietroso, sempre in salita fino ad uscire dal bosco ed andare in cresta per raggiungere la vetta.Il Foltrone è una montagna faticosa, snobbata, che nasconde perle naturalistiche e paesaggistiche incredibili. E' stata una bellissiima escursione, consiglio vivamente di farla in autunno con i colori caldi della stagione!!
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Gran Sasso
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Tuesday 15 September 2009 |
Io e Luciano, siamo andati a controllare la percorribilità del sentiero che conduce da Casale San Nicola a Cerchiara lungo il canale di gronda dell'Enel. Abbiamo percorso il sentiero 208, lasciata l'auto a Casale si imbocca il sentiero Italia e si sale, fino ad un incrocio segnato da una palina del parco, si prosegue ora in direzione di Cerchiara, sempre in piano lungo un sentiero comodissimo e visibilissimo. Dopo la prima curva troverete un tratto attrezzato con un cavo d'acciaio, serve solo perchè il breve tratto è interessato da una frana di sgretolamento. Si cammina lungo un vecchio tracciato che univa i due paesi e oper un lungo tratto al di sopra del canale di gronda che convogliava acqua al Lago di Campotosto. Si attraversano prati, boschi, spazi panoramici, alle spalle c'è il bellissimo paretone del Corno Grande a sorvegliarci!! Bellissimo il panorama che si ammira dal sentiero, panorami interrotti da siepi di more giganti e piantagioni spontanee di nocciole. Le sorprese non finisco qui, in un punto del bosco molto buio, incrociamo una famiglia di salamandrine dagli occhiali, strepitose, bellissime!! Il sentiero rimane in piano per diversi chilometri poi si abbassa fino ad arrivare all'area attrezzata di fonte chiavatteri, ma prima di scendere godetevi il maestoso salto di Vena di Fano meglio conosciuto come Pisciarellone e la magnifica quinta scenografica di Vena Pecorale. Una volta all'area attrezzata più avanti ci sono bellissimi esempi di architettura rurale del diciannovesimo secolo, strutture a secco, ancora ben conservate, il terremoto non li ha scalfiti. Dopo un paio di chilometri si arriva a Cerchiara. Percorso adatto a tutti, ricco di suggestioni, ricco di storia, dove la natura può regalarci momenti rari.
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