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Monte Corvo dalla valle del Chiarino
Gran Sasso
Sunday 27 July 2008

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Il Monte Corvo con i suoi 2623m è la terza vetta della catena del Gran Sasso. E' la montagna solitaria, del silenzio, una montagna possente ed isolata, poco frequentata dagli escursionisti, di solito le escursioni finiscono nella valle del Chiarino, una delle valli più suggestive del Gran Sasso. La vetta si può raggiungere da diverse zone, noi oggi abbiamo percorso il sentiero 1C, il più facile da fare per raggiungerla. Si percorre la bassa e alta valle del Chiarino per giungere alla sella del Venacquaro e attaccare, con passaggi di primo grado dalla sella di monte Corvo, le pareti rocciose che portano alla cima. Siamo stati sfortunati solo per la giornata meteorologica poco adatta, le nuvole coprivano il panorama dalla vetta e la pioggia ha accompagnato il ritorno, ma paesaggisticamente è stata magnifica, la bellezza della valle del Venacquaro, di Pizzo Intermesoli, del Cefalone, della Cresta delle Malecoste, di Pizzo di Camarda, era amplificata dalla scenografia naturale delle nuvole che scorrevano nelle valli, dai contrasti di luce che hanno reso ancora più tridimensionale e profondo il paesaggio. Durante il sentiero non sono mancati gli incontri con specie floristiche tipiche di queste aree, Genepì, Genziana, Rabarbaro, Verbasco, ed altro. Vetta magnifica, pura e solitaria, dove si può apprezzare il paesaggio del Gran Sasso nel suo stato brado e al di fuori dalle contaminazioni umane.

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Monte tre croci
Monti Gemelli
Wednesday 23 July 2008

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Giornata dominata dai residui dell'avvezione orientale di aria fredda sulla nostra penisola, con il magnifico risultato di avere l'orizzonte privo di foschia, nitido, colori saturi e un tramonto cinematografico. Questo ha permesso di apprezzare il vero significato di questa escursione e di questo luogo, il panorama! Zona escursionisticamente sconosciuta, che può regalare grandi emozioni con pochissimo sforzo e in brevissimo tempo, è una zona altamente panoramica da cui si possono scorgere dai Sibillini ai monti oltre la Maiella, passando per la catena della Laga e la imponente catena del Gran Sasso da nord a sud, mentre ad est si scorge tutta la costa abruzzese e parte di quella marchigiana, potendo leggere così anche il paesaggio collinare e vallivo del teramano. Il monte tre Croci o Montagna di Magnanella si pone a cavallo della valle del Vezzola, lo si può raggiungere da Ioanella, da Magnanella o passando da Roiano, quindi di facile accesso e raggiungibile in 15 minuti da Teramo. Area che non gode di particolari attenzioni dalle istituzioni, quindi è divenuta una montagna snobbata dai teramani, forse perchè troppo facile o forse perchè non si conosce la bellezza di questi posti, solo il panorama vale l'escursione. Un tempo, quando non esistevano le comode strade statali e provinciali, la zona compresa tra monte tre croci e Pietra Stretta, era un viavai di contadini, di gente che si spostava da un paesino all'altro, la strada tutt'ora presente e ben tenuta, collegava Macchia da Sole con Campli e Torricella Sicura, passando per gli ormai paesi abbandonati di Piano Maggiore, Valle Piola, Acquaratola ecc. Un tempo pullulava di gente, ora è una zona sconosciuta, zona da rivalutare, zona adatta a tutti gli escursionisti e non, zona dove non mancheranno sorprese botaniche ed incontri faunistici, quando non sapete come passare il tempo andate a passeggiare in queste zone.... 
 
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Il Girasole
Vario
Sunday 20 July 2008

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Fiore che ha origini  antiche, pare sia stato conosciuto prima nell'America del nord, dove gli indiani la consideravano una pianta sacra in quanto già conoscevano gli innumerevoli usi, mentre per gli Incas, nel Perù, era il simbolo del Dio Sole. Fiore apprezzato ed amato da Luigi XIV, che lo faceva stampare su stoffe e intagliare nel legno, apprezzato da pittori come Van Gogh, che lo raffigura in moltissime sue opere, elogiato con versi poetici da Montale e D'annunzio, e lavorato dalla gente comune per ricavarne i preziosi doni. Helianthus annuus è il suo nome scientifico, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Lavinyes. Il fiore del girasole è il capolino della pianta, composto dai fiori sterile del bordo da cui nascono i petali e dai fiori centrali da cui nascono poi i semi. La sistemazione dei fiori all'interno del disco avviene secondo la sezione aurea ottenendo uno schema a spirali orarie e antioriarie. Il girasole è chiamato così appunto perchè ruota in base alla direzione del sole, tutto ciò avviene tramite le fibre motrici del pulvino, queste fibre si trovano sotto il capolino e quando arrivano a maturazione si bloccano, bloccando così il fiore ad est. Dal girasole si ricavano soprattutto oli alimentari ed oli combustibili, ma anche mangini per roditori ed uccelli e snack per gli essere umani.
 
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Da Casale san Nicola a Monte Brancastello
Gran Sasso
Sunday 13 July 2008

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Un tempo i locali chiamavano il Brancastello  "montagna di Vado", l'origine del nuovo toponimo rimane sconosciuta, ed è uno dei posti più panoramici dell'intera catena orientale del Gran Sasso. Escursione di 18 km con partenza da Casale san Nicola, si snoda attraverso il sentiero geologico che sale ripidamente il bosco di pozzi della lama nera e poi della lama bianca fino ad arrivare al Vaduccio dove si osservano a due passi le magnifiche pareti del Corno Grande e il rifugio Nicola D'Arcangelo. Si continua a salire fino a Vado di Corno, e prendendo il sentiero del centenario si è in vetta poco dopo. Vado di corno era una antica strada romana che collegava gli abitanti del versante teramano con quelli del versante aquilano, la strada collegava in particolare Fano a Corno con Assergi, da qui passavano tutte le merci e le informazioni della Valle Siciliana. Il Brancastello presenta due versanti opposti, un versante boschivo e ripido della valle del Mavone e quello desolato e brullo dell'altopiano di Campo Imperatore. L'escursione da Casale San Nicola è faticosa, ma vale la pena farla per la bellezza paesaggistica che si presenta davanti ai propri occhi, si costeggia costantemente il bellissimo paretone e tutta la parte sudorientale del Corno Grande, fino ad arrivare, dopo il Vado di Corno, ad attraversare tutta la cresta panoramica che porta al  Brancastello. Il sentiero del Brancastello gode di una peculiarità alpina, ovvero della fioritura di numerose stelle alpine, e più in basso della fioritura di bellissimi esemplari di giglio Martagone.

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Il paese abbandonato di Serra
Paesi abbandonati
Tuesday 08 July 2008

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Nel bacino montano dei Monti della Laga, le condizioni orografiche e geomorfologiche hanno condizionato lo sviluppo insediativo di questa area, determinando la nascita di piccoli nuclei abitativi sulle sommità e sui crinali. I nuclei si sono sviluppati fino all'inizio del secolo scorso, quando molte famiglie decisero di spopolarlo per seguire i sogni di ricchezza della città. Ora ci troviamo di fronte a paesi spopolati, paesi in rovina, perle dei nostri monti che stiamo facendo andare distrutti per colpa di mentalità montane improntate sull'egoismo e la gelosia dei locali. Serra è uno dei paesi ben conservati, è un nucleo di crinale, sorge su di una vena di arenaria che domina il fosso dal quale nasce il Vezzola. Come la maggior parte dei paesi abbandonati della Laga, Serra ha uno sviluppo lineare con a capo, ad una quota più alta della via principale del paese, la chiesa di San Salvatore.Chiesa ormai in avanzato stato di degrado, il tetto completamente crollato lascia le murature alla completa esposizione erosiva dell'acqua. Purtroppo nella breve visita al paese ho notato orrendi recuperi di piccole case, in una soprattutto sono state inserite persiane in alluminio rosse e una canna fumaria esterna d'acciaio lucido, questo perchè non ci sono regole sul recupero dignitoso di uno dei paesi più belli della Laga. Il resto del paese presenta costruzioni ancora ben conservate ed altre con i solai completamente crollati, la situazione generale, secondo me, è drammatica. Il paese di Serra gode della vicinanza di bellissimi pascoli e boschi di castagno, inoltre gode di un panorama superlativo, dal paese si possono osservare tutta la catena del Gran Sasso e dei Monti della Laga ed una pezzo dei Sibillini. Per fortuna qualcosa, tramite i canali esteri, per il recupro si sta muovendo con la speranza che un giorno il paese ritorni a pullulare di vita.

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La marcia dei tre prati
Gran Sasso
Sunday 06 July 2008

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Sentiero di rara bellezza, nato nel 1975 da un'idea di Aldo Possenti e Vincenzo Di Benedetto per la promozione turistica di uno dei comprensori montati più belli della catena del Gran Sasso. E' una passeggiata di quasi 14 km, dove è possibile ammirare i tre massicci più importanti del Gran Sasso, il gruppo del Corvo, dell'Intermesoli e dei due corni. Si attraversano pascoli e boschi secolari, si incontrano sorgenti, si possono ammirare specie botaniche rare come il giiglio rosso, si può ammirrare tutta la bellezza naturalistica del Gran Sasso. La passeggiata parte da Prato Selva ed attraverso il bosco Lamalunga si aggira il colle Abetone, si raggiunge la piana di San Pietro e si scende al rifugio del Monte dove sono presenti le prime due sorgenti, quella del rifugio del Monte e di san Pietro. Si continua la passeggiata scendendo per il bosco Vadillo fino alla Piana Grande della Valle di Venacquaro, da qui si risale per una breve salita fino a prato Rotondo e si raggiungono i prati Cantiere circondati dal bosco Varrecchiette e il colle dell'Asino, qui troviamo un'altra sorgente, fonte Abbeveratoio, quindi si scende costeggiando il bosco Giunchiera fino al Rio Arno per arrivare a Pietracamela. Durante il percorso è stato possibile trovare bellissimi esemplari di fungo Porcino e inoltre è stato possibile anche mangiare le buonissime fragole di bosco. Il variegato paesaggio che ci si è presentato non si può descrivere, pascoli verdissimi, boschi rigogliosi, favolose quinte di monti e rocce, bisogna vederlo con i propri occhi per crederci. Escursione non pesante, nonostante il caldo non abbiamo sofferto, in quanto si attraversavano zone ampiamente ombreggiate, ideale per tutti, ma ideale per scoprire cosa offre la natura dei nostri territori. Una volta arrivati a Pietracamela il gruppo Bradipi del CAI di Teramo ha pranzato nel ristorante "l'antica locanda", con i piatti tipici, timballo, tagliatelle con i funghi porcini freschi, spezzatino di castrato, arrosto misto, eccellente tiramisù e una gradevolissima genziana, ristorante che consiglio a tutti. Bellissima giornata, bellissimi posti... andateci credetemi!!
 
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Da Padula al rifugio della Fiumata
Monti della Laga
Sunday 29 June 2008

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 L'escursione di oggi è stata organizzata per far conoscere il territorio e i prodotti tipici della Laga al gruppo del CAI di Foligno. Hanno potuto così apprezzare il bellissimo paesaggio dei nostri boschi e torrenti, la ricchezza del sottobosco con funghi e frutti di bosco, ed hanno potuto assaggiare, all'arrivo al rifugio della Fiumata, un ottimo primo, un ottimo pecorino e soprattutto la fomasissima "pecora alla callara". Percorso sulla carta non impegnativo, ma l'umidità e il caldo del bosco hanno reso il tutto un pò più faticoso, e grazie a  questa cappa di umidità il sottobosco vive producendo grandi prodotti culinari. Oggi drante il sentiero abbiamo trovato diverse specie di funghi commestibili e non, Boleti, Amanite, Russule, Verdoni e svariati funghi microscopici che spuntavano dalle foglie. L'escursione è terminata al rifugio della Fiumata che per l'occasione è stato aperto a noi per poter mangiare comodamente dentro, il rifugio è ben tenuto, grandi stanze lo rendono abitabile senza la mancanza dei servizi fondamentali, c'è anche un bel bagno con doccia. Il pranzo è stato preparato dai ragazzi che hanno in gestione il rifugio, portando a piedi fin su, tutto il necessario. Il paesaggio qui è magnifico, l'acqua, la bellissima fioritura dai colori vividi lo rendono un posto incantevole.

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Dal colle della pietra al rifugio della Fiumata
Monti della Laga
Tuesday 24 June 2008

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 Da Cortino ci si avvia sulla sterrata che costeggia il paese ristrutturato di  Altovia per arrivare, dopo pochi chilometri, al rifugio del Cegno o colle della pietra dove si lascia l'auto e si prosegue a piedi. Territorio dei monti della Laga dove è possibile  scorgere le cime del Gorzano e  del Pelone, e soprattutto dove si può ammirare la piccola "valle" della Fiumata  dove nasce e scorre il fiume Tordino. Le valli sulla Laga sono rarissime, si attraversano e si risalgono quasi sempre i fossi, e in questo caso possiamo tranquillamente dire che siamo in presenza di una valle ad U, infatti il Tordino scorre quasi in piano nel primo tratto. Si attraversano bellissimi prati destinati, nel perioso estivo, alla pastorizia, e ampie placche di arenaria dove scorrono rigagnoli d'acqua creando scenografie naturali splendide. Tra l'area del Cegno e l'area della Fiumata sono stati ristrutturati due rifugi destinati prevalentemente al ricovero dei pastori, ma usufruibili anche dai tanti escursionisti che percorrono questi territori. Area naturalistica molto ben protetta e conservata, prima dell'arrivo del periodo pastorizio è possibile bere anche l'acqua dei numerosi ruscelli che attraversano il sentiero oltre che dalle diverse sorgenti, ruscelli immersi in un verde lussureggiante e in un territorio salubre,  mentre il Tordino scorre su di un letto roccioso molto suggestivo, dalle sembianze di un ruscello alpino. L'escursione è semplicissima d'estate, breve ed affascinante, la consiglio a tutti coloro che non vogliono affaticarsi e che si vogliono godere un momento di tranquillità lontano dalla monotonia della città.

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Vetta occidentale del Corno Grande
Gran Sasso
Sunday 22 June 2008
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"Hora descriverò e dissegnerò un Monte che è detto Corno..." correva l'anno 1573 il capitano Francesco de Marchi sale alla vetta Occidentale di Corno grande, documentando con la prima relazione scritta una salita alpinistica compiuta da un autore italiano, nel 2008 Alessandro de Ruvo sale per la prima volta sulla stessa cima del De Marchi. Il monte principale della dorsale appenninica, il più alto e maestoso di tutta l'Italia peninsulare. Scenografia naturale di incomparabile bellezza. Come dice Marco dell'Omo "se fosse preso e portato sulle dolomiti, certo non sfigurerebbe, ma sarebbe una delle tante cime"   il suo isolamento da altre montagne lo rende ancora più bello e prezioso, una montagna posizionata di fronte all'adriatico, tra le verdi colline teramane e i brulli pianori aquilani. Montagna che non ha nulla da invidiare alle alpi, alpinistica allo stesso livello, ricca di guglie, pinnacoli, e creste impervie. Noi del CAI di Teramo abbiamo affrontato la via normale 3A, la più semplice per raggiungere la cima ma non per questo facile o da sottovalutare. Lo spettacolo offerto durante l'escursione, partita dal piazziale dell'albergo di Campo Imperatore, è meraviglioso, bellissime prospettive sui monti e valli circostanti, per non parlare delle pareti di roccia che costeggiano il sentiero. Si passa la sella di monte Aquila, per giungere alla sella del brecciaio arrivando alla conca degli invalidi e da qui scegliere se continuare per la via normale o fare la variante sulla cresta ovest, per poi giungere in cima a 2912m. Le condizioni meteorologiche sono state eccellenti, meglio di così non poteva andare. Che spettacolo!!
 
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Monte Camicia per il vallone di Vradda
Gran Sasso
Saturday 14 June 2008

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Un'altra cima è conquistata, l'ultima cima e la più alta della catena orientale del Gran Sasso, il monte Camicia (2564 m). Per l'escursione di oggi era previsto tempo instabile, ed è stato così per la prima parte dell'escursione, ma in cima abbiamo ricevuto il regalo, le nuvole si sono alzate e il panorama si è mostrato in tutta la sua bellezza, il premio per la fatica della salita ci è stato dato. Siamo partiti da Fonte Vetica, per attraversare le macchiole che costeggiano il vallone di Vradda, giungendo alla sella del Tremoggia e continuando fino in vetta. Una particolarità di questa montagna è quella della diversità di versanti, quello meridionale (lato campo imperatore)  arrotondato ed erboso, quello settentrionale roccioso ed aspro. Questa diversità l'abbiamo, causa nebbia, parzialmente osservata dalla sella del Tremoggia, dove si trova il balcone della famosissima parete Nord del Camicia, così detto "Eiger dell'Appennino", lo spettacolo è tra i più impressionanti del Gran Sasso, sconsigliato a chi soffre di vertigini, un muro verticale di 700m protagonista di grandi imprese e di brutte sciagure. La cima è a due passi dalla sella del Tremoggia e salendo si possono ammirare la testa del vallone di Vradda, il Tremoggia e il bellissimo altopiano di Campo Imperatore. Lo spettacolo dalla cima non si può spiegare a parole. Escursione non troppo impegnativa, e il gruppo bradipi, da oggi impreziosito da una nuova componente femminile, è arrivato in cima senza problemi godendo il premio per la fatica, il panorama. Il gruppo bradipi del CAI di Teramo è il gruppo più giovane e con la componente femminile più grande della sezione di Teramo e molto probabilmente del CAI Abruzzo.

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Da Prati di Tivo alle Capanne
Gran Sasso
Sunday 08 June 2008

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Il gruppo Bradipi del CAI di Teramo si è gustata una bella giornata di pioggia nella Val Maone, la primavera non dà posto all'estate e ci fa  godere i contrasti termici e il verde brillante dei boschi e dei prati sulle nostre montagne. La partenza dai Prati di Tivo è stata impreziosita dalla enorme presenza di peonia officinalis, specie perenne super protetta, con un fiore aperto da 10 cm di colore viola. Essendo una pianta officinale, ottima per i disturbi nervosi e per calmare la tosse, viene indiscriminatamente raccolta non facendole più produrre semi e di conseguenza non riproducendosi spariscono. Ai Prati di tivo ancora conserviamo una buona presenza di questa pianta che in altri luoghi sta diventando rara. L'escursione è proseguita facendo tappa alla cascata del Rio Arno per passare davanti alla sua sorgente e proseguire verso campo Pericoli. La passeggiata termina alle Capanne, pioveva e faceva un pò freddo e per questo motivo abbiamo deciso di tornare verso le auto. Queste escursioni servono per ammirare momenti unici delle nostre montagne, le nuvole che avvolgono le creste, gli squarci delle nuvole che ci fanno ammirare particolari delle pareti rocciose, situazioni fotograficamente uniche. L'escursione è finita a tavola dell'Antica Locanda a Pietracamela, piccolo ristorante che vi consiglio di provare, primi piatti carne e dolci squisiti. 

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Tramonto dal laghetto
Gran Sasso
Wednesday 04 June 2008

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Quest'anno la primavera è stata eccellente, erano ormai anni che non si vedeva così rigogliosa, piovosa, semplicemente splendida. In questa settimana la nostra area geografica è stata interessata dallo scontro di masse d'aria instabili che hanno dato luogo a diversi temporali, e questo rende il Gran Sasso ancora più sorprendente, le nuvole si scontrano sulla roccia di questa montagna regalando visuali uniche ammirabili solo se si è a due passi dai Corni. Oggi non mi sono fatto sfuggire questo spettacolo e a tardo pomeriggio (alle 19) sono partito in direzione dei Prati di Tivo per scattare un paio di fotografie in modo tale da ricordarmi questi attimi, anche se non rendono giustizia dello spettacolo  offerto ai miei occhi.

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