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Gran Sasso
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Monday 08 December 2008 |
Da Civitella Casanova, un piccolo paese in provincia di Pescara, ormai da due anni nel giorno dell'Immacolata si svolge la fiaccolata Vestina. Manifestazione bellissima e ricca di emozioni a partire dall'escursione in notturna verso il Colle Madonna, al coro degli Alpini fino alla cena di chiusura della manifestazione. I Bradipi hanno partecipato numerosi, acchittati come si deve per sfidare il freddo e la notte, sono partiti per Colle Madonna fino alla callara del the caldo e i biscotti, facendo incetta (se li sono finiti) di biscotti da inzuppare nel the! Terminato il ristoro intermedio siamo ripartiti alla volta del paese iniziando la fiaccolata con le torce..... Nella chiesa del paese ci aspettava il coro degli Alpini di Isola del Gran Sasso deliziando la nostra presenza con canti allegri e spensierati come "Vola Vola" e "Yasca Yasca". Dopo il coro è stata la volta della cena di fine manifestazione, con pasta e fagioli, salsicce, patate e pane olio...... e tantissimo vino e alcolici di tutti i tipi!!! Durante la cena abbiamo assistito alla sfida tra gli Alpini e il complessino di musica folk tradizionale, con il risultato di 10 o 20 bottiglie di vino svuotate!!!! Eccezionale è stato l'allietamento del complessino folk riuscendo a far ballare anche i tronchi.... Serata piacevolissima, manifestazione che con pochi sforzi ha fatto divertire tutti grazie alla cura e l'organizzazione del CAI di Penne.
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Video
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Sunday 30 November 2008 |
Si è appena concluso un anno di intensa attività escursionistica di un gruppo di persone iscritte al CAI (club alpino italiano) di Teramo. Gruppo, inteso come insieme di persone, aperto a tutti coloro che amano vivere la montagna nel pieno spirito del divertimento e nel pieno rispetto della natura, gruppo che ha tenuto alto il nome della sezione di Teramo in tutta la provincia, conosciuto anche come gruppo Bradipi. Nasce con la volontà e lo spirito di Lucio, di riportare gente in montagna e soprattutto di portare i giovani a scoprire le meraviglie di una natura a molti sconosciuta, una natura che apprezzano solo in fotografia. Lucio ha messo su un esercito di ragazzi e ragazze, tutti con la stessa voglia di scoperta e con lo stesso amore verso le nostre montagne, aiutato da Pasquale ha fatto da collante per il gruppo ed è riuscito a tenere uniti tutti anche nei momenti dove si temeva un frazionamento. Da dicembre 2007 ad oggi si è passati da poche unità a più di quindici ed in molti casi si superavano le venti unità ad escursione e vedere muovere tutte queste persone in montagna è solo un piacere. Il tutto è cresciuto anche agrazie alla componente femminile molto numerosa, che è aumentata di mese in mese fino a far diventare il gruppo bradipi, il gruppo con la maggior percentuale di giovani e di donne di tutti i CAI d'Abruzzo, ed il merito di ciò va anche a Federica. Gli AE (accompagnatori di escursionismo) hanno contribuito alla crescita accompagnando inesperti in avventure nuove e sensazionali, in posti che non si immaginavano nemmeno fantasticando, e Filippo, con il suo immenso lavoro di accompagnatore è stato l'AE che ha contribuito più di tutti alla crescita tecnica dei bradipi. Il gruppo ormai ben consolidato ha come obiettivo andare piano, gustare i paesaggi, leggere la natura, sostare nella natura..... adora la lentezza del piacere. Il motto è "si sa a che si parte ma non a che ora si torna!", non è soggetto ad orari! Ora vi espongo alcuni dati, i Bradipi hanno percorso più di 500 km per le montagne teramane, in 60 escursioni, molte delle quali invernali, su tutte le catene montuose. Guppo magnifico che ha subito l'indivia di tanti, è un gruppo entusiasmante, unico.
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Monti Gemelli
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Sunday 23 November 2008 |
I teramani non conoscono, o meglio pochi teramani conoscono il territorio e le sorprendenti caratteristiche escursionistiche del Monte Foltrone e del Monte della Farina. A pochi km da Teramo, passando per il paese di Roiano, c'è una montagna, non un colle ma un territorio considerato montagna, con molte caratteristiche dei vicini monti della Laga e del Gran Sasso, la Montagna di Campli. Questo territorio è uno scrigno naturalistico, con la sua vasta varietà botanica, querce, lecci, abeti, pino bianco, cipressi americani, cespugli di ginepro, rosa canina e tante altre specie, con la sua fauna e con i suoi segreti da scoprire con l'escursionismo. Territorio che oltre all'importante valore paesaggistico, è considerato anche un territorio testimone di storia, si sono combattute battaglie nella seconda guerra mondiale nonchè rifugio dei partigiani, è stato un territorio di scambi tra l'area di Leofara e Macchia da Sole con Teramo e Torricella Sicura, pietra stretta era il valico da passare per raggiungere il territorio teramano. Noi, abbiamo un luogo meraviglioso a due passi da casa. L'escursione di oggi è stata meravigliosa, sulla prima neve stagionale, con il primo freddo frizzantino dell'alta quota. Partiti da località Acquachiara abbiamo percorso la carrareccia dei boscaioli che porta dritti al passo di Pietra Stretta, e da qui siamo saliti sul monte della Farina godendo di un panorama eccezionale, limpido, che spaziava dalla Maiella fino al monte terminale dei Sibillini, passando per tutta la catena del Gran Sasso e dei Monti della Laga, territorio meraviglioso condito anche dalla presenza di una maestosa Aquila Reale. Al ritorno siamo saliti sul monte Tre Croci e poi riscesi ad Acquachiaria, per un totale di 16 km nella natura! Il gruppo bradipi del CAI di Teramo, con l'ottima guida di Claudio, ha riscoperto e fatto suo questo "nuovo territorio" con la voglia di esplorarlo sempre di più e conoscerne tutti i segreti, dai paesi abbandonati, alle valli, ai fossi, alle grotte, alle pareti di arrampicata.... vedete quanto è variegato?
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Meraviglie d'Abruzzo
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Sunday 16 November 2008 |
Architettura rurale che ha sostenuto una florida economia pastorizia fino agli anni 50, le Caciare, capolavori di pietra a secco del monte Girella. Presenti solo su questa montagna con diverse strutture ben conservate, altre recentemente ristrutturate ed altre in degrado, se ne contanto a decine, spaziando dai pianori di San Giacomo alla vetta del Girella, esempi isolati ed altri raggruppati in più esemplari come nei casali sotto la vetta. La montagna dei Fiori è un sito pastorale di enorme valore, qui arrivavano dalle Puglie le greggi e pastori a passare l'estate, portando con se anche le tradizioni architettoniche del luogo, costruite con materiali del posto, usando la tecnica del muretto a secco e copertura a tholos, ovvero copertura senza sostegno, il tutto è autoportante. Queste capanne sfruttano lo stesso principio della cupola di S. Maria del Fiore del Brunellesch, si alzano simultaneamente tutte le circonferenze della capanna fino a rastremare in cima e con l'ultima pietra che funge dnon a peso tenendo ferma la struttura, ma viene sfruttato al meglio la compensazione delle forze, ogni arco scarica il superiore fino a terra. Quindi, contrariamente a come si pensa, la struttura si autosostiene per conpensazione delle forze, e non è, come nell'arco, con il concio chiave che tiene il tutto. La montagna dei Fiori èl'ultima area dell'Italia dove sono presenti le caciare in ottimo stato di conservazione, sono gli ultimi esempi di un passato che fu sulla transumanza dal centro Italia al tavoliere delle Puglie e viceversa. Il termine caciara, deriva dal fatto che i pastori usavano queste capanne, oltre al ricovero stazionario, anche come laboratorio per la poduzione del cacio, da qui la storpiatura in caciara. Attualmente sono rimaste tante capanne, bellissime, ben conservate, ma paradossalmente rese un tugurio dagli attuali pastori che le usano come secchi della spazzatura, ci buttano di tutto! peccato! Questa architettura la considero, una meraviglia del nostro territorio, da far conoscere e da tutelare, essendo l'ultimo esempio di caciare in Italia.
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Monti della Laga
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Sunday 02 November 2008 |
Passeggiata nel bosco delle meraviglie, il bosco Martese, tra i più ricchi di varietà floristiche, micologiche e paesaggistiche della Laga. Bosco che nasconde sorprese in tutti i suoi anfratti, nel fosso della Morricana con i suoi scivoli di arenaria e le sue cascate disseminate lungo la sua estensione, nasconde esemplari di abete bianco, relitti dell'ultima glaciazione, faggi secolari e svariate specie micologiche dai microscopici mixo ai famosissimi boleti. La nostra camminata inizia dal piazzale del camping del Ceppo, seguendo la sterrata dei boscaioli, che taglia il bosco Martese, dopo circa 6 km si è all'imbocco del sentiero più escursionistico per la cascata della Morricana. Il sentiero si immerge tra i faggi e abetaie con esemplari di oltre 50 metri di altezza, si cammina sopra un tappeto di foglie e si guadano ruscelli, fino ad arrivare al salto d'acqua più famoso e spettacolare del fosso della Morricana. Magnifico salto di oltre 80 metri, l'acqua scende su di una parete di arenaria gigantesca e spettacolare. Escursione a livello fisico molto semplice, ma a livello temporale può risultare lunga. Questi posti sono da apprezzare in tutte le stagioni, soprattutto in primavera e in autunno dove i colori e le sensazioni si mischino a tal punto da rimanere estasiati da tutta questa bellezza a due passi da casa nostra.
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Monti della Laga
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Sunday 19 October 2008 |
Non ho tante parole per descrivere la bellezza dei posti che abbiamo attraversato con i nostri occhi, non sono capace usando le parole a descrivere le emozioni dei colori, dei contrasti, la bellezza dell'autunno, a parole veramente non sono capace. Proverò a descrivere le emozioni di questa escursione passata insieme ai Bradipi del CAI di Teramo, un gruppo ormai ben consolidato ed unito, anche se mancavo elementi storici del gruppo per vari motivi, loro erano sempre lì con noi Valentina, Federica e Massimiliano, Lucio, Pasquale e gli altri, vi renderò partecipi delle nostre emozioni tramite le foto che ho scattato. Siamo partiti dal paese di Cesacastina seguendo il sentiero Italia passando per i ruderi della chiesa di Santa Maria Maddalena, costeggiando il lastrone di arenaria delle Cento Fonti, e concludendo l'itinerario alla sorgente Pane e Cacio. Mentre nelle valli sottostanti imperversava un consistente banco di nebbia, in quota stavamo sotto ad un sole bellissimo, un cielo terso che illuminava i colori dell'autunno. Escursione lunga, intensa di emozioni, bellissima sotto ogni punto di vista.... unica! ora vi lascio alle foto.... sperando di aver descritto come si deve questo luogo.
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Gran Sasso
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Sunday 05 October 2008 |
Escursione organizzata per dare un contributo al convegno sui cambiamenti climatici svoltosi il giorno prima al Pala Isola con la presenza delle autorità e il CAI teramano. Convegno organizzato dalle sezioni del CAI di Teramo, Isola, Castelli e Arsita per sensibilizzare la comunità sui problemi climatici e per invogliare ad andare in omntagna a scoprire le bellezze naturalistiche che dobbiamo salvaguardare. Noi di Teramo abbiamo goduto di due giornate meravigliose, il sabato convegno, visita al centro delle acque, sfida a biliardo e soprattutto cena e pernotto al " Bivacco del Parco" dove abbiamo degustato una cena superlativa, da matrimonio, di una bontà e genuinità rara.... antipasto di verdura e fagioli, ammazzafame con peperoni, affettati e formaggio, tagliatelle alla boscaiola, ravioli e timballo, genovese, pollo con patate e dolce.... spettacolo!! Dopo la cena abbiamo preparato i panini per i partecipanti all'escursioni della domenica, chissà a chi è capitato il panino vuoto? Noi del CAI di Teramo abbiamo anche pernottato in questo B&B, e la mattina abbiamo ammirato l'alba sulla nord del Camicia ed una meravigliosa colazione con torta di mele, ciambellone, marmellate fatte in casa, caffè e latte appena munto!!! Vittorrino ci ha serviti alla grande!! Partiamo per Isola del Gran Sasso, ci aspettano in piazza gli altri partecipanti all'escursione alle sorgenti del Ruzzo. Giornata fredda e limpida, e pensare che il giorno prima le condizioni meteo sono state pessime, la neve aveva imbiancato fino a bassa quota. Si parte dalle vicinanze del lago di Pagliara, si imbocca il sentiero 109 per la sorgente del Peschio e si sale. Si attraversa il bosco di Pagliare e si esce alla fonte del Peschio dove si possono ammirare l'impervio solco del fossaceca e le belle creste del Prena.Giornata caratterizzata anche da un serio incidente ad un socio P. A. Z. per la felicità di L. B., ma soprattutto L.B. ha aiutato P. A. Z. a sostenersi, e l'evento storico è stato documentato!
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Monti Gemelli
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Sunday 28 September 2008 |
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Giornata fredda e nebbiosa, che non ci ha scoraggiato a salire sulla
vetta del monte Girella. In compagnia del gruppo Bradipi del CAI di
Teramo abbiamo percorso la "classica" che porta in cima, il
sentiero più caratteristico dei diversi sentieri che salgono da
altrettanti luoghi diversi. Dalle Tre Caciare, si imbocca la sterrata
di servizio per raggiungere le antenne su Monte Piselli e poi si taglia
dritti sul prato fino ad arrivare all'arrivo dell'impianto di risalita.
Da qui in poi è un saliscendi continuo fino alla vetta. Durante la
camminata si incontrano le "Caciare", bellissime costruzioni in pietra
a secco usate come ricovero per i pastori e una volta come laboratorio
per la produzione del "cacio", appunto per questo chiamate caciare.
Sono le strutture "tholoi" più settentrionali d'Italia e meglio
conservate dell'Abruzzo. Questa montagna ha la vetta più panoramica di
tutte le montagne teramane, ha una visuale aperta a 360°, e purtroppo
oggi non è stato possibile osservare a causa della nebbia
fitta, ma se avete la curiosita di vedere cosa offriva la visuale
dalla vetta cliccate qui.
Questo territorio bellissimo va riscoperto e rivalutato dai teramani
che sempre di più tendono a dimenticare la bellezza di questi
territori.
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Gran Sasso
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Sunday 07 September 2008 |
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E' tornata l'estate, caldo afoso e umido, la mattina alle 7.00 si parte con una temperatura di 28° C e un altissimo livello di umidità. Il vento del Ghibli ha trasportato particelle di sabbia fino a noi, ingiallendo il cielo e oscurando i panorami. Il gruppo Bradipi aveva in mente un solo obiettivo, la vetta occidentale del Corno Grande, ma purtroppo non è stata possibile raggiungere. Partiamo dal Laghetto, percorriamo l'Arapietra e arriviamo alla Madonnina, da qui per il rifugio Franchetti e purtroppo salendo ci dobbiamo fermare alla sella dei due corni. Fino a pochi metri dalla sella non tirava una bava di vento, appena usciamo il vento è diventato sotenuto, e per la sicurezza di tutti decidiamo di riscendere. Per ammazzare il tempo rimaniamo un pò di tempo al rifugio Franchetti, con una visita all'attacco della via ferratta Ricci.
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Meraviglie d'Abruzzo
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Sunday 31 August 2008 |
L'antico paese medievale, Calascio, è sormontato da una rocca medicea, la più alta fortificazione abruzzese, posta alla quota di 1464 m. Si tratta di una torre castellata, la parte centrale è costituita da una torre di avvistamento costruita nel X secolo, in seguito sono state aggiunte le quattro torri circolari d'angolo e la fortificazione su pianta quadrata. Costruito intorno all'anno 1000 interamente in pietra bianca, all'inizio per un uso prettamente militare. Posta sul versante nord della vallata dell'Aterno è tra le mete più suggestive dell'Abruzzo, a cavallo della piana di Navelli e la valle del Tirino, una delle zone più belle del Parco Nazionale del Gran Sasso. Un tempo era un avamposto di comunicazione tra l'entroterra e la costa, tramite l'uso di torce e specchi, il sistema di castelli comunicava fino all'adriatico. Successivamente, Piccolomini, aggiunse le torri circolari e rese la rocca la sede amministrativa della baronia di Carapelle. Durante il regno delle due Sicilie la si usa per il controllo dei flussi della transumanza, in quanto a valle passava il "tratturo Magno" che collegava Foggia con L'Aquila. Il paese di Calascio posto ai suoi piedi, attualmente necessita di un consistente lavoro di conservazione, è distribuito su tre livelli, l'abitato moderno, il paese abbandonato e la rocca. Per il suo aspetto selvaggio, per la sua posizione panoramica, il sito è stato scelto per moltissimi set cinematografici holliwoddiani, ricordiamo in primisi "il nome della rosa", "lady hawke", "padre pio" e tanti altri.
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Meraviglie d'Abruzzo
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Saturday 30 August 2008 |
A pochi chilometri da L'Aquila, ai piedi di Campo imperatore, c'è un borgo medievale chiamato Santo Steffano di Sessanio. Il toponimo Sessanio deriva da una storpiatura di Sexantio, un antico insediamento romano situato a poca distanza dall'attuale sito. Ha origini molto antiche, la certezza della sua esistenza la si colloca nel 1300, i documenti riportano che il sito era un feudo della Baronia di Carapelle e Santo Stefano era strategico in quanto situato al confine con il feudo dell'Aquila. Alla fine del 1400 gli Aragonesi danno il via allo sviluppo della pastoriza e della transumanza. Nel 1600 Costanza Piccolomini cede tutta l'area feudale a Francesco de Medici che farà di Santo Stefano la capitale della lana "carfagna". Con l'unita d'Italia alla fine del 1800 finisce l'attività millenaria della pastorizia ed inizia il declino del borgo. In questi ultimi anni, con investimenti stranieri, si è potuto assistere alla rinascita di uno dei borghi più importanti e belli d'Italia, annoverato tra i più belli d'Italia. L'abitato è realizzato con pietra calcarea, tetti in legno con copertura in coppi, materiali poveri messi insieme elegantemente. L'omogeneità delle coperture è la prima cosa che si apprezza guardando il paese dall'alto della torre medicea. Il sistema viario, che si percorre esclusivamente a piedi, è suggestivo, si passa sotto a tunnel con volte a botte e su stradine selciate costeggiate dalle abitazioni. Tutte le stradine portano alla residenza dei Medici, la torre medicea. Passeggiando per il borgo ci si imbatte in piccoli negozi artigianali che completano la già bellissima atmosfera del luogo. E' la prima volta che passeggio in questo paese, mi ha colpito l'atmosfera medievale, la vicinanza dei fabbricati mi induce a pensare che la vita delle famiglie dipendeva l'un l'altra soprattutto nei periodi freddi, ho avuto la sensazione di essere in un luogo dove la sopravvivenza dipendeva dagli ottimi rapporti sociali. Gli scorci che ho ammirato mi sono rimasti impressi per la delicatezza dei decori e la precisione costruttiva. L'atmosfera è magnifica!
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Gran Sasso
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Wednesday 27 August 2008 |
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Bellissima giornata passata con gli amici del CAI nel cuore del Gran Sasso. Decidiamo di salire al rifugio Franchetti partendo dal piano del Laghetto attraversando l'arapietra e dalla madonnina al rifugio, ma il tempo inizialmente non è stato dalla nostra parte, appena arriviamo ai Prati di Tivo inizia a piovere. Le condizioni meteo iniziano a migliorare a tardo pomeriggio e decidiamo verso le 17.40 di andare almeno a vedere la Croce alla base dell'arapietra, ma una volta lì, abbiamo imboccato il sentiero dell'arapietra fino al rifugio Franchetti gustando il meraviglioso tramonto d'alta quota. Il rifugio Franchetti venne edificato negli anni 60 dal CAI di Roma in memoria del barone Carlo Franchetti, edificio situato in una posizione strategica, base ideale per le scalate alle vette e pareti rocciose che lo circondano. Struttura in pietra calcarea, di ridotte dimensioni, che conserva lo spirito tradizionale dei vecchi rifugi. Dal sentiero per il rifugio si possono ammirare le maestose vie d'arrampicata del Corno Piccolo, il meraviglioso panorama delle colline teramane, l'Adriatico e le cime del Corno Grande. Escursione favolosa, arricchita dagli scenari che ci si sono presentati al tramonto, dalla presenza di diversi camosci che scorrazzavano davanti a noi e da un'atmosfera unica. Escursione che finisce in notturna, con la notte che ci ha fatto ammirare le luci delle città e dei paesi. La serata poi è terminata a cena a Pietracamela, e si chiude così una grandiosa giornata. Se vuoi ammirare lo stesso tramonto ad una quota inferiore ed altre foto dell'escursione appena raccontata CLICCA QUI.
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