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Gran Sasso
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Monday 01 February 2010 |
Ad ottobre, il 13 ottobre 2009, cadeva la prima debole neve sui monti teramani, dandoci la possibilità di vedere i colori autunnali sotto la neve, ma, il 18 ottobre 2009 arriva il nevone sui monti.... può sembrare bello, vedere la prima neve è sempre bella, passeggiarci mentre gli altri sono a casa ci diede tantissimo piacere, ma non era una condizione positiva per le nostre montagne..... La meteorologia è una scienza basata sulle analisi dei dati statistici, tende a fare analisi e possibilmente predice andamenti climatici sul breve termine, ma spesso sfocia in errori più o meno grandi appunto perchè si base sul caos atmosferico. Nulla, però, la può paragonare ai proverbi meteo locali, che io reputo i miglior indicatori climatici, i più esatti che esistano. Il proverbio è "una massima che contiene norme, giudizi, dettami o consigli espressi in maniera sintetica e, molto spesso, in metafora, e che sono stati desunti dall'esperienza comune" capito? sono norme desunte dall'esperienza comune, dove voglio arrivare, è semplice...... c'è un proverbio famosissimo a riguardo della montagna simbolo dell'Abruzzo, esso recita:
Quànde la mundàgne se mètte lu cappèlle, vinne le cràp' e ccumbre lu mandèlle...
...Quànde la mundàgne se càle le vràche, vinne lu mandèll' e ccumbre le crape
traduco: quando la montagna si mette il cappello, cioè la prima neve rimane ad alta quota, vendi le capre e compra un mantello l'inverno sarà duro!! ma quando la montagna si mette i pantaloni, cioè la prima neve scende fin sotto ai boschi, vendi il mantello e compra le capre perchè l'inverno sarà mite.... non aggiungo altro, solo che nuovamente un proverbio si è dimostrato!!! Quest'anno è stato un inverno anomalo, caldo, piovoso e purtroppo senza neve, anche le vette stanno soffrendo, i giorni della merla sono andati via, diciamo che ormai la stagione invernale è compromessa salvo colpi di coda di poco conto, abbiamo ancora febbraio dalla nostra parte, speriamo bene. Quest'anno sarà difficile vedere il lago di Campotosto e il lago di Provvidenza ghiacciati, sono andato a controllare il loro stato appena dopo la più consistente nevicata di questo inverno, il paesaggio come sempre è meraviglioso, unico, incredibile anche non essendo convenzionale in questo periodo, però cavolo se è bello il lago di Campotosto!!!! In due giorni ho visitato tutti e due i laghi, la neve è pochissima, il freddo non era tipico per gennaio, atmosfere gradevolissime.
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Monti della Laga
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Sunday 24 January 2010 |
Tanto sole, pochissima neve, caratteristica di questo inverno. Oggi ero al Ceppo, alla "Terza festa sulle nevi della Laga", un appuntamento fisso del calendario escursionistico del CAI, una due giorni tra i boschi, i prati e monti della Laga. Un appuntamento che ha riscosso molto successo, notevole è stata la partecipazione dei soci delle varie sezioni CAI abruzzesi e anche dei non soci. Un weekend riuscito grazie ad una organizzazione che ha richiesto una buona dose di sacrificio, considerando poi che il "sacrificio" è basato sul solido fondamento del volontariato, per questo non si può dare tutto per scontato e dovuto, ma sorvoliamo...... L'escursione di oggi prevedeva di arrivare a Pizzo di Moscio, ma 50 persone, si sapeva già, non si potevano portare fin lassù e molte infatti sono rimaste ai piedi del cono sommitale di Pizzo di Moscio. La paura di non poter arrivare in vetta per poi ritornare a pranzo in tempo all'albergo Julia ha fatto partire parte del gruppo prima che arrivassero tutti da Teramo, io rimango e accompagno una parte del gruppo rimasto facendoli partire con più calma, più tardi rispetto alla prima carovana. La giornata è stata eccezionale, calda, stare al sole era una goduria, sono salito con il gruppo di coda, meglio non potevo stare. Un grazie va a Noelia che ci ha allietato la passeggiata :), come dico sempre, non è importante arrivare alla meta prefissa, quando si va in montagna è fondamentale il "con chi vai", se è piacevole si possono fare anche pochi metri ed essere ugualmente soddisfatti. A molti sfugge questa condizione.... a molti!! Chiaramente non sono arrivato a Pizzo di Moscio, che non potevo andarci lo sapevo già mi ero rassegnato da diversi giorni, ma è stato ugualmente molto bello. L'incontro con una talpa ha dato quel tocco in più alla giornata!!! La manifestazione si è conclusa a pranzo da Cesira, all'albergo Julia, come sempre i cannelloni ai funghi sono stati un capolavoro!!! Una giornata andata bene, nessuno ha avuto difficoltà, anche se ....... che bella la montagna, e beato chi ci si diverte!!
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Gran Sasso
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Sunday 17 January 2010 |
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La grande latitante di questo inverno è la neve!! il cielo è sempre nuvoloso, non fa freddo, non ci sono precipitazioni e nemmeno il sole!!! un inverno insignificante! Oggi abbiamo scelto la valle del Chiarino, tra i più bei posti del Gran Sasso, oggi forse era tra i posti più tristi del Gran Sasso. Un velo di neve copriva la sterrata, il torrente Chiarino non era ghiacciato come gli scorsi anni, i versanti del monte Corvo spelati, si vedeva il manto erboso. E' stata una giornata di montagna atipica, si poteva andare in pochissimi posti, in alto le nubi coprivano le vette, mentre a valle le tipiche escursioni invernali con le ciaspole non si possono effettuare per mancanza di neve. Giornata buia, passata per la maggior parte del tempo nel bosco alla ricerca di tracce animali ed anche di qualche animale da fotografare, ma nulla.... non c'era da fotografare nemmeno il paesaggio, bicolore bianco e marrone, giornata scialba. Una volta usciti sulla valle ammiriamo la tristezza vera di questo inverno, l'intera valle con pochissima neve, brutto panorama!!! Al rifugio Fioretti approfittiamo della stanza sempre aperta con il camino e accendiamo un piccolo fuoco per riscaldarci, giusto per fare qualcosa.... Decidiamo di proseguire verso lo stazzo di Solagne, fino al secondo rifugio, una volta giunti a destinazione riscendiamo, a valle il tempo stava cambiando e salire non sarebbe servito a nulla. Una giornata di allenameno, giusto per camminare, in questo inverno sempre più brutto.
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Gran Sasso
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Sunday 10 January 2010 |
In occasione dell'ottava festa dell'alpino, organizzata dal CAI di Teramo, si è svolta la consueta escursione verso la Madonnina a 2005 m di altitudine. Hanno partecipato diversi CAI abruzzesi, la carovana che saliva su per l'Arapietra era numerosa. Siamo partiti dal piazzale di Prati di Tivo per poi prendere la strada che porta al laghetto, per capirci la strada del campeggio. La neve? quest'anno è la grande assente, non c'è!!! Non abbiamo usato attrezzatura invernale per la progressione sulla neve e faceva anche caldo. Attraversiamo il bosco Trignano e imbocchiamo il sentiero italia che porta all'Albergo Diruto sull'Arapietra. Il cielo si inizia a pulire dalle nubi stratiformi, esce un bellissimo e piacevole sole, il panorama pulito dalla foschia durante la notte dal vento è stato tra i migliori mai visti dall'Arapietra. Tutte le montagne vicine, grazie alla mancanza di foschia, erano dettagliatissime, bellissime come sempre. Arriviamo alla Madonnina, per me è la prima volta che salgo qui da quando hanno aperto il nuovo impianto di salita, mi è dispiaciuto vedere un intervento così grande in uno spazio piccolo, un panorama sul Corno Piccolo irrimedianbilmente compromesso. Mi è dispiaciuto dover riprendere verbalmente una coppia con il figlio piccolino, sul ciglio del burrone sopra la neve ghiacciata, con i moonboot.... Giunto alla stazione, quasi mi sentivo in imbarazzo, io con lo zaino da escursionismo, con le bacchette da neve, abbigliamento tecnico, tra una folla di curiosi in jeans e scarpe da passeggio che giocavano a scivolare sulla rampa della Madonnina.... da un lato provo piacere vedere gente che incuriosita inizia a percepire la maestosità della nostra montagna una volta arrivati a 2000 metri, dall'altra mi chiedo se era davvero necessario questo mega impianto sovradimensionato.... vedremo in futuro se la scelta sarà stata giusta.... Riscendiamo sul costone dell'arapietra e in poco tempo siamo al piazzale dei Prati di Tivo.
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Monti Gemelli
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Monday 04 January 2010 |
Come ben sapete, i monti Gemelli sono composti da tre montagne, montagna dei Fiori, montagna di Campli e monte della Farina, oggi abbiamo attraversato le pendici del monte della Farina. Bellissimo anello che attraversa una vecchia e a suo tempo fiorente area commerciale, quella del piccolo borgo di Valle Piola, per salire sulla panoramica cresta del monte della Farina e chiudere poi dal passo di Pietrastretta alla Porcilaia che porta a Poggio Valle. Il dislivello è contenuto, circa 600 m, per una lunghezza di 15 km. Il periodo migliore per attraversare questa zona è sicuramente l'inverno, con la traccia molto visibile e con l'assenza delle greggi che ostacolano il percorso degli escursionisti, altrimenti consiglio metà primavera per i colori!! Ho citato Valle Piola, piccolissimo borgo ormai abbandonato al tempo e alle intemperie, lo si attraversa sulla direttrice della via della Fauna, la via principale del paese che costeggia la chiesa di San Nicola. Purtroppo il recupero strutturale e storico della chiesa, che doveva compiere il Parco, non è stato mai avviato e ieri mi sono cadute tutte le speranze, la copertura in lamiera del vecchio tetto è volata via lasciando penetrare di tutto all'interno e le vecchie volte rimaste integre dopo il terremoto del 1997 si sono sgretolate molto probabilmente con il terremoto del 2009, o forse prima. I muri perimetrali spingono verso l'esterno, la cerchiatura in tubi innocenti molto probabilemente cederà alle spinte e la chiesa si sgretolerà, spero almeno si possa recuperare il campanile e la campana ancora appesa, che peccato!! Il paese l'ho visto ancora più distrutto, sempre peggio.... L'escursione di oggi attraversa anche il borghetto di Case Menghini, innavicinabile per la presenza dei rovi. Seguiamo l'evidente traccia del sentiero che porta ad Acquaratola, appena scorgiamoi l fosso della Canale andiamo verso nord e saliamo la cresta del monte della Farina. Cresta molto panoramica, oggi anche fredda e gelata, nel tragitto ci imbattiamo in una miriade di tracce animali, volpi e lepri, ma da alcune tracce confuse di un branco capiamo che vicino a noi ci sono dei lupi, che purtroppo non abbiamo visto. Arriviamo, passando attraverso querce e faggi gelati, al monte della Farina a 1572 m. Ora si scende nel bosco Sagannata, tra faggi e tantissimi esemplari di tasso. Siamo a Pietrastretta, come sempre i vandali non si fanno scrupoli e un cartello del parco è per terra spezzato. Arriviamo all'area attrezzata per mangiare qualcosina e poi subito giù verso la porcilaia e Poggio Valle dove abbiamo le auto. Bel giro, panoramico, non faticoso, a ribaridare che a pochi chilometri da casa possiamo fare escursioni in Montagna! non mi stancherò mai di ripeterlo, questi posti andrebero rivalutati dagli escursionisti, non esistono solo Gran Sasso e Monti della Laga, ma anche i monti Gemelli!
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Vario
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Wednesday 30 December 2009 |
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La magnifica esperienza è terminata, momenti che non scorderò, luoghi, gente, attimi che hanno scosso la mia esistenza. Ogni volta che ripenso al viaggio, mi ritornano in mente i bambini felici che giocavano con niente, mi ritornano in mente i pulman striapieni, dentro e fuori, di gente che pur di lavorare è disposta al sacrificio degli spostamenti sulle strade nepalesi, mi ritornano in mente le risaie disseminate ovunque. Mi ritornano in mente le serate nei lodge in alta montagna, l'ottimo cibo, la spensieratezza dei miei compagni di viaggio e il grande lavoro delle nostre portatrici. Non posso che sorridere ogni qualvolta ripenso al Nepal. Questo è il nostro diario di viaggio:
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Vario
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Tuesday 29 December 2009 |
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Il primo calendario firmato dai "de Ruvo" è realtà! Dodici mesi divisi in foto paesaggistiche e foto micologiche, sei foto mie e sei foto di Bruno de Ruvo. Completamente autoprodotto in pochissime copie, in vendita a 5 euro un piccolissimo contributo per recuperare parte della spesa, nel negozio Centro Parati de Ruvo in bivio di Mezzanotte (Teramo). Questo calendario è nato per pubblicizzare una piccola parte delle meraviglie che il nostro territorio offre agli amanti della montagna e non, per invogliare la gente ad usufruire di questi spazi naturalistici, per incuriosire chi il nostro patrimonio poco lo conosce. Ricordo che il calendario non è stato finanziato da nessun ente, banca, o altro istituto, ma completamente autoprodotto, ringraziamo il colorificio San Marco per il contributo accordatoci.
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Monti della Laga
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Saturday 26 December 2009 |
Il libeccio ha sciolto tutta la neve fatta in poco meno di due giorni la scorsa settimana, tutte le creste dei monti della Laga erano spelate, l'unico dubbio che ci poteva frenare era dato dal vento. Quindi abbiamo scelto di raggiungere monte di Mezzo dalla diga del Rio Fucino a Campotosto. Partiamo dalla diga prendendo la comoda sterrata che porta ai prati del Coppo. Paesaggio atipico, sottobosco senza neve, cielo plumbeo. Il freddo sembra non essere mai passato in questi posti, tant'è che sentivamo caldo. Usciamo dal bosco e arriviamo sui pratoni del Coppo, visti l'anno scorso sepolti dalla neve e quest'anno così brulli mettevano tristezza. Di fronte a noi il panorama però era incantevole, la catena del Gran Sasso sembrava fosse a portata di mano per quanto era limpida. Ci incamminiamo per la Solagna e saliamo sulla cresta del colle del Vento, oggi era inutile chedersi perchè si chiamasse così!!! Appena sulla cresta siamo costretti a coprirci a causa del vento freddo che scavalcava la cresta. La cresta è pulitissima, ogni tanto qualche macchia di neve ghiacciatissima, nel terreno non si riuscivano a infilare gli spuntoni delle bacchette per quanto era gelato. Siamo a Monte di Mezzo a 2155m, di fronte il lago di Campotosto, limpidissimo, pareva finto, uno smeraldo incorniciato dalle catene montuose imbiancate. Mentre, nel fondovalle opposto nacevano le prime stratificazioni nuvolose indice di cambiamento circolatorio nelle correnti dell'atmosfera. Davanti a noi notiamo le prime virghe nevose che scendono velocemente di quota, decidiamo quindi di abbassarci immediatamente dal monte di mezzo. Non ripercorriamo la cresta del colle del vento ma andiamo verso colle dei prati per poi chiudere l'anello al Coppo. Inizia a nevicare, dapprima piccoli fiocchi per diventare poi fiocchi a falde larghe. il sottobosco diventa subito bianco, incantevole, veramente bello il bosco così!!!ma ancor più bella è la prateria del Coppo nuovamente bianca!!!! Ci siamo ricordati che è inverno!!! La neve che scendeva inizia a trasformarsi in pioggia, ci facciamo così una buona mezz'ora di escursione sotto la pioggia!! L'anello è concluso, ci siamo un pò bagnati, ma è stato bellissimo ugualmente!!
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Monti Gemelli
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Sunday 13 December 2009 |
Dopo il viaggio in Nepal, dopo i nuovi paesaggi dell'Annapurna, mi rituffo nelle nostre montagne, che non sono da meno alla meravigliosa catena himalayana. Durante il trekking nepalese, ho capito ancor di più la meravglia che abbiamo a due passi da casa, all'enorme varietà di situazioni di scorci naturalistici, di flora e di fauna,le nostre montagne sono splendide!! Oggi siamo andati ai piedi della vetta del monte Girella, in programma c'era l'anello del Girella ma le cattive condizioni meteo ci hanno fatto cambiare l'itinerario. Siamo partiti dalle casermette, da Ripe di Civitella si sale per alcuni chilometri, in una piazzola di sosta davanti ad una chiesetta c'è l'ingresso del sentiero. La montagna è innevata già a 900m, neve farinosa, molto soffice, fresca. Saliamo lungo una pietraia e poco dopo essere usciti dal bosco, c'è un incrocio, prendiamo il tratto segnato di sinistra fino ad arivare alla palina che ci indica la direzione del Lago. Bellissima la vista sulla valle del Salinello e sul monte Foltrone, splendida anche la vista sulle valli teramane. Il tempo sta cambiando ma continuiamo ad andare avanti, la nebbia continua a salire dal fondovalle. Fa molto freddo oggi, non ho mai sentito così freddo in escursione. Aggiriamo la vetta e ci ritroviamo al Lago, e la fortuna vuole che la nebbia si diradasse per farci ammirare il paesaggio. Mangiamo dei succulenti panini con la porchetta, presi a Campli prima di partire, se fossero tutte così le pause....!!!! La nebbia continua ad intensificarsi, risaliamo il vallone fin sotto alla vetta, non si vede a 100 m, andiamo a memoria. Dobbiamo raggiungere località i Casali, e nonostante tutto li ribecchiamo. Un anello interessantissimo, peccato che non lo abbiamo goduto appieno, ma nonostante tutto è stato molto bello.
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Vario
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Tuesday 17 November 2009 |
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Dopo sei mesi di attesa e di preparativi, si parte per il Nepal. Dal 22 novembre al 7 dicembre sarò tra le montagne himalayane, ad assaporare la maestosità degli 8000 e la bellezza della cultura nepalese. Il gruppo è composto da me, da Valentina Iachini, Federica Garsone, Pasquale Zechini e Paola Palumbi, quest'ultima ha reso possibile tutto questo viaggio! La scelta del Nepal è scaturita in una sera d'estate, mentre si osservavano delle foto del Nepal, e pochi giorni dopo già conoscevamo i prezzi, le destinazioni e i voli. La nostra esperienza nei territori delle montagne teramane, è stata tae da indurci a scegliere questo trekking, abbiamo macinato chilometri e ora siamo pronti per questa nuova avventura! Siamo tutti iscritti CAI a Teramo, tutti amanti della montagna, sarà sicuramente un'esperienza unica! La destinazione dunque, è il "Santuario dell'Annapurna" a 4130m, per la precisione arriveremo al campo base dell'Annapurna (ABC - Annapurna Base Camp). Il santuario dell'Annapurna non è un santuario religioso, ma uno degli anfiteatri di montagne più grandioso del mondo. Il Machapuchare e l'Annapurna sud dominano con le loro cime la stretta valle di accesso. Il percorso, che si snoda tra valli e fiumi da attraversare con ponti sospesi, tra villaggi e foreste di rododendri e bamboo, porta al campo base di uno degli 8000 più ricchi di storia ed il primo dei quattordici ad essere salito dall'uomo. Il Nepal è un paese dove è possibile fare alcuni dei trekking più belli dell'interno pianeta. Quello che faremo è uno dei più battuti in Nepal. La zona è abitata e i servizi sono buoni, si dormirà nei lodge, gli alberghetti locali. sarà meraviglioso!
AGGIORNAMENTI DEL VIAGGIO
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Monti Gemelli
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Sunday 15 November 2009 |
L'anello di oggi aveva come obiettivo la visita a due paesi abbandonati, Laturo e Settecerri. Ma qualcosa è andato storto. Non li abbiamo raggiunti per via del sentiero richiuso e del bosco che con la caduta delle foglie aveva, probabilmente nascosto l'evidente traccia. L'anello è stato chiuso anticipatamente in quanto la luce a disposizione non ci ha permesso, dopo gli errori, di poter andare iavanti in sicurezza.Territorio molto suggestivo, si attraversano giganteschi castagneti e belle praterie con viste sulla valle del Castellano e le catene della Laga e dei Sibillini. Luogo poco frequentato dagli escursionisti e non mi stancherò mai di ripetere che l'escursionismo non è solo quelle che raggiunge le vette ma anche quello di scoperta della media montagna!! E' stato impegnativo orientarsi nel primo tratto del sentiero che da Leofara a mezza costa deve raggiungere casa Sabatini. Il primo tratto attraversa un bellissimo castagneto, dopo aver percorso un tratto di sentiero con panorama. Raggiunta la sella di Monticchio, l'orientamento è difficoltoso, ma alla fine dopo un intrigante saliscendi riprendiamo il sentiero giusto e raggiungiamo casa Sabatini, un vecchio rudere a servizio della pastorizia. Siamo in ritardo con la tabella di marcia, raggiungiamo località Pantaneta e cerchiamo di intercettare il sentiero che scende al paese abbandonato di Laturo, ma la ragione ha prevalso, ed all'unanimità abbiamo deciso di risalire al sentiero 17, puntando casa Il Monte per chiudere poi a Leofara. Giunti alla strada si apre un bellissimo panorama sui monti circostanti, ma la bellezza delle praterie del Monticchio ha incantato tutti più del panorama. Bellezza impreziosita dalla presenza di cavalli e vacche al pascolo, quasi sembrava di stare in Svizzera, ed invece erano i nostri luoghi. Rispresa la strada, poco dopo eravamo a Leofara.Il giro di oggi è veramente bello, lo consiglio a chi conosce il posto e a chi se la sente di avventurarsi con una buona conoscenza dell'orientamento.
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Monti Gemelli
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Sunday 08 November 2009 |
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La vetta più alta della montagna di Campli la si può raggiungere da diversi punti, tutti i tracciati che raggiungono la vetta sono impegnativi, è necessario avere una buona preparazione fisica prima di affrontarli. Il monte Foltrone, 1718 m, è molto vicino a Teramo, è molto snobbato come vetta, eppure offre tutte le difficoltà di una montagna, lunghezza del percorso, dislivello e panorami meravigliosi. Oggi abbiamo chiuso l'anello che dal paese di Battaglia, attraversa tutta la montagna. Inizialmente la giornata non è stata a nostro favore, una pioggia insistente ci ha inzuppato tutti i pantaloni, ma con la consapevolzza che di li a poco sarebbe cambiato in meglio abbiamo continuato questo itinerario suggestivo. Si parte dalla croce di Battaglia dopo aver attraversato il bosco di conifere si è al cospetto del fosso Bianco. Si attraversa il fosso e si continua salendo su per il sentiero, quando intercettate una barra verde di chiusura della strada sterrata di Guazzano, dovrete scendere mantenendovi sempre sulla carrareccia. Si percorre, ora, fino alla Salluta, la vecchia strada che collegava il paese di Guazzano con Macchia da Sole, la natura si sta riappropriando del tracciato, è ancor ben visibile la larghezza della sede stradale, ad occhio supera i 4 metri. Una volta era la via di comunicazione più importante tra le valli teramane e la valle del Salinello, quando era in ottimo stato di conservazione, le mietitrebbie la usavano per gli spostamenti, e la popolazione la usava per lo cambio delle merci. La Salluta inizia ripida, pendenza che finirà solo in vetta, il maggior dislivello si avrà in questo tratto. Nel frattempo, mentre sotto pioveva, in quota nevicava, parte di questa nevicata l'abbiamo ritrovata sopra. Giunti sulla vetta principale, a causa del vento sostenuto, decidiamo di scendere e di fermarci in un luogo riparato. Percorriamo tutta la cresta della montagna di Campli, sotto una tempesta di vento, godendo del panorama superbo che offre questo posto. La caratteristica principale di questa escursione è la panoramicità della montagna. Gli affacci a nord sul Girella lasciano senza fiato, si ammira tutta la vallata delle gole del Salinello e Castel Manfrino. Ad est la vista in quota più vicina all'Adriatico, essendo la montagna più vicina al mare Adriatico. Oggi si vedeva metà Italia centrale, dal oltre il Conero alle zone del Gargano. A sud c'è la cornice delle catene della Majella e del Gran Sasso e tutto il sistema vallivo della provincia di Teramo, ad ovest i monti della Laga e i sibillini chiudono il cerchio. Come potete capire la vista a 360° accontenta gli occhio più esigenti. Si attraversa tutta la cresta della montagna di Campli da nord a sud, passando per pian dell'Oro fino ad immettersi nel bosco Borco, appena sotto il Monticchio, e si scende a valle. E' veramente una bella montagna.
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